I Maya praticavano sacrifici umani?

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In che cosa consistevano i sacrifici Maya?

Prima della scoperta dell’america da parte degli europei all’interno della società Maya veniva praticato anche il sacrificio umano, che veniva realizzato per placare e nutrire gli dei; il sangue infatti era considerato come il nutrimento più importante per gli dei maya, pertanto era piuttosto comune sacrificare creature per offrirne il sangue. I rituali più importanti dei Maya culminavano con l’offerta massima agli dei, quindi in certi casi non il sacrificio solamente di animali ma anche di esseri umani. Ad ogni modo normalmente gli uomini che venivano offerti in sacrificio dai Maya agli dei, di solito prigionieri, non erano persone di basso rango, che invece erano preferite per il lavoro pesante, ma piuttosto venivano impiegati nei riti sacrificali i prigionieri di alto rango, catturati durante le guerre.

La decapitazione di un re nemico era la più preziosa delle offerte che potevano essere offerte agli dei in quanto ricostituiva la decapitazione del dio del granturco dai signori della morte Maya.

Sembra che questi sacrifici furono comunque relativamente rari, almeno durante l’epoca classica; avvenivano in occasione di eventi eccezionali, come l’intronizzazione di un nuovo sovrano o la cerimonia di consacrazione di un tempio.

Si hanno evidenze di sacrificio umane durante la storia della civiltà Maya a partire dal 250-900 d.C. arrivando a estinguersi durante la fine della conquista spagnola del secolo XVII. Esistono evidenti rappresentazioni del sacrificio umano nella civiltà Maya nelle varie forme artistiche dell’arte Maya. Esistono inoltre molti manoscritti, redatti da coloni spagnoli, che parlano del sacrificio umano, come il codice di Madrid.

Quali erano i metodi usati dai Maya per effettuare i sacrifici umani?

Decapitazione, Rimozione del cuore, arco e frecce e in alcuni casi addirittura la vittima veniva legata a un palo con le mani legate dietro la testa e sviscerata.

I sacrifici effettuati dai Maya a volte coinvolsero anche europei: pare ad esempio che nel 1511 la caravella spagnola Santa María de la Barca salpò lungo la costa centroamericana fino a Santo Domingo da Darien sotto il comando di Pedro de Valdivia; quando però la nave naufragò su una scogliera al largo della Giamaica, con a bordo,rimasti in vita, soltanto venti marinai, tra cui il capitano Valdivia, i sopravvissuti si spostarono alla deriva su una delle barche della nave e con grande fatica e perizia dopo tredici giorni, durante i quali la metà dei sopravvissuti morirono, fecero un approdo sulla costa dello Yucatan. Lì furono catturati dai Maya e probabilmente il Capitano Valdivia stesso fu sacrificato con quattro dei suoi compagni, si narra, almeno da parte di coloro che riuscirono a fuggire alla prigionia, che la carne delle vittime sarebbe stata addirittura servita ad una festa.

Altri esempi sono quelli del frate spagnolo Domingo de Vico, ma anche del frate Diego Delgado o di altri missionari ed ecclesiastici delle colonie.

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