Letteratura maya: il mito della creazione

Questo è il mito della creazione secondo la letteratura maya; il video qui sopra è un’audiolettura del mito mentre il testo del mito si trova qui sotto:

Tepeu Gukumatz, padre e madre, creatore e creatrice insieme, consultò Hurakan, “Cuore del Cielo”, uno e trino (in lui convivevano infatti Cakulha Hurakan, Chipi Cakullha e Raxa Cakulha), e presero la decisione di dare origine alla terra, di illuminarla e di popolarla. Dissero: <<Terra>>, e terra fu. Nel cielo si alzò la nebbia, l’acqua scorreva e a poco a poco dalla superficie azzurra del mare emersero i monti, che si ammantarono di foreste, e le valli in cui defluirono i fiumi. Cervi, giaguari, coyote, serpenti, uccelli e una miriade di altri animali vagavano in silenzio senza meta. Tepeu Gukumatz e Hurakan assegnarono loro delle dimore: << Voi cervi abiterete nelle gole e lungo i fiumi, camminerete a quattro zampe, vi ciberete di piante e di erbe e vi riprodurrete nelle foreste. Voi uccelli abiterete sugli alberi, nei nidi da voi costruiti, e vi moltiplicherete sui rami e sulle liane>>. Altrettanto fecero con i giaguari, i coyote, i serpenti e con tutti gli altri animali, assegnando anche a loro delle dimore. Dissero poi: << Gridate e cinguettate, fatevi udire con il linguaggio della vostra specie>> e aggiunsero: <<Invocate il nostro nome e adorateci>>. Dalle gole degli animali emersero solo stridii, squittii, schiamazzi, insomma, versi privi di senso; così gli dèi disprezzarono le loro creature e le condannarono a morte. Per avere gli atti di omaggio richiesti avrebbero progettato gli uomini.

Letteratura maya

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