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“Venezia”: poesia di Corrado Cioci sulla città di Venezia

poesia venezia

Venezia

Venezia, perla del mar che riluce, la tua gloria
il tuo nome gia all’onde l’hai affidato.
Le antiche pietre nell’acqua cheta risuonano i giorni che furono,
quando la serenissima il suo passo imponeva
al mediterraneo.
I tuoi canali, i suoi profumi, e di lungi il ponte dei sospiri
rimangon vissillo del fu.
Baluardo al saraceno crudele, che armato d’orgoglio
e fede volea piegar le tue vele.
Di pianto s’era ammantato san Marco
per i figli della repubblica al nuovo attacco.
Ma già rugiva il leon d’oro, a spronar la marcia
contro il regno infingardo.
A Lepanto nella domenica nera, il tuo talento,
quando le frecce con venier che comanda
e Giovanni che appoggia fecer vittoria nella feral bolgia.
Carpi franti come frutta or marcia
lambivano le gloriose golette
turbanti di seta, pregni del sangue e di lacrime
eran fatti.
Venezia, che nella tua laguna te ne stai,
non temi il lo stranier
ma arte musica, doni allo stivale.
I tuoi cristalli, come gocce di diamanti, le tavole dei re
chiedon posto e son cari.
Ah ma quanto e amaro il compromesso
Napoleon mezzo figlio della terra nostra,
ti prese a sua custodia
per l’arte dell’inganno che mai invecchia e si rinnova,
ti fe’ da patto all’Asburgo assetato
no, grido il fiero capo, il veneto e il lombardo
non sia da me segato!
Il poeta combattente che in te sperò,
adirato, tosto un coltel nella finestra avea ficcato.
piccola perla come innamori i cuori,
come sospiran gli amanti a cotal incanto
e nel petto per te l’amor in ognun è nato.
Risona per il canal l’amante intrigante,
mago, scrittore, spia che ai piombi fu legato!
Manin, bel figlio d’Italia
che tanto sognavi la nova patria
hai lottato, il tricolor sventolò fiero.
Sotto la cupola che guarda il ciel!
Una sola unica e indipendente,
patria che a niun e serva.
Il tramonto carezza i tetti delle case,
l’onde paion si tingon di rosea luce
e un calma serena lambiscon i porti.
La luna s’adorna d’argento,
nella laguna, lente gondole tornan
per il canaletto.
Non s’ode che lo sciabordio del mar,
e la pallida luce sulla schiumosa veste
segna la via per l’infinto.


Autore della poesia: Corrado cioci


Note dell’autore:

L’incanto della laguna
il fascino di una citta’ misteriosa e romantica,
la bellezza della sua arte e dei suoi palazzi
il tutto incorniciato dalla potenza della sua storia
questa è Venezia


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