La tunica romana antica: caratteristiche, materiali e differenze tra tunica maschile e femminile - Infonotizia.it


La tunica romana antica: caratteristiche, materiali e differenze tra tunica maschile e femminile



L’abbigliamento nell’antica Roma (Immagine da Wikipedia).

All’interno dell’antica Roma l’indumento più popolare era costituito dalla tunica, che in realtà costituiva in due tipologie di vestito, sempre rientranti nella categoria delle tuniche: la “subtucula” e la “tunica exterior”.

Mentre la subucula era un tipo di indumento intimo, spesso fabbricato in lana o in lino e tenuta sotto la tunica exterior, la tunica exterior era invece quella indossata e visibile esternamente, come è facile comprendere dal nome dell’indumento stesso.

Le tuniche exterior potevano essere costituite da lana o in lino (quest’ultimo venne diffuso per le tuniche romane maggiormente a partire dal 400 a.C. – 300 a.C. circa); capitava ad ogni modo che nelle situazioni più formali non si usasse la tunica exterior ma piuttosto la toga, sotto la quale venivano poste una o più tuniche.

La tunica femminile romana e la tunica maschile romana

Naturalmente le tuniche romane si differenziavano in base a diversi tipologie e stili, specialmente per quanto riguarda il sesso dell’indossatore: le tuniche femminili ad esempio erano solitamente larghe di maniche mentre gli uomini solitamente indossavano maniche strette per la tunica, specialmente se lavoratori, e strette verso la parte inferiore. Secondo i tradizionalisti romani infatti chi si vestiva con toghe particolarmente lunghe mostrava poca virilità, così come la mancanza di qualcosa che stringesse intorno alla vita e chi portasse maniche lunghe sino alla fine dell’avambraccio. Tuttavia, la moda cambiò col tempo e capitò che le tuniche meno strette fossero adottate per comodità da alcuni romani di tanto in tanto; ad esempio si discute riguardo alla possibilità che Giulio Cesare vestisse di tanto in tanto tuniche dalle maglie larghe, pur non essendo Giulio Cesare un omosessuale in senso stretto. o almeno così si presume. Più avanti nel tempo, col passare degli anni, le tuniche dalle maniche lunghe sarebbero state indossate anche dal genere maschile.

In alcune cose l’abbigliamento romano aveva punti in comune sia per uomini che per donne: infatti era consentito a entrambi i sessi indossare più tuniche sotto quella “exterior”, per meglio resistere alle poderose gelate e agli inverni rigidi.

Le tuniche normalmente dovevano essere quindi costituite da due pezzi di stoffa, cuciti assieme e modellati in maniera tale che quando fossero indossati, la parte di dietro (schiena e fondoschiena) risultasse lunga almeno sino ai ginocchi, mentre quella davanti (volto e petto) doveva rimanere leggermente più corta; per una questione sociale la tunica degli uomini non doveva essere mai troppo lunga, mentre le tuniche delle donne romane potevano arrivare sino al calcagno.

I materiali con cui erano realizzate le antiche tuniche romane

Solitamente le tuniche erano costituite da un unico lembo di tessuto, tendente alla forma cilindrica e indossato similmente al chitone greco, che però non aveva maniche, tanto da assomigliargli in alcuni casi nella parte orientale dell’impero romano. Con l’avanzare del tempo vennero adottati anche altri tipi di tessuto, resi disponibili dal commercio con l’oriente, come ad esempo con la Cina o con l’India, in particolare durante l’età imperiale alcuni romani dotati di ampie ricchezze sarebbero riusciti a vestirsi addirittura con cotone e seta.

Nella statua, del primo secolo dopo Cristo, viene mostrata una tunica femminile (immagine da Wikipedia).

Curiosità e testimonianze storiche sulle tuniche romane

Come già anticipato, in caso di necessità le tuniche venivano indossate in numero maggiore di strati, o anche abbinate ad altri capi d’abbigliamento, accompagnate spesso da guanti. Si racconta che ad esempio Ottaviano Augusto, secondo gli scritti di Svetonio, fosse solito soffrire il freddo durante l’inverno, e che preferisse per questo motivo indossare al di sotto della propria toga, sino a quattro tuniche intime (quindi del tipo subucula), oltre che una maglia in lana, una sorta di camicia e dei lembi di vario materiale avvolti sulle sue gambe. Sempre Svetonio racconta un anedotto curioso: Ottaviano non sarebbe stato un forte amante del sole, tanto da essere solito indossare, lungo il colonnato ed i cortili delle sue varie residenze, una sorta di copertura per la testa (esistevano anche cappelli in feltro).

Raffigurazione di una tunica romana da uomo (Immagine da Wikipedia).

La tunica dei soldati romani

I legionari usavano frequentemente portare la tunica sotto la propria corazza, spesso usando colorazioni di varie tonalità.


Approfondimenti consigliati:

  • Svetonio parla dell’abbigliamento di Augusto all’interno del secondo libro della sua opera “Vite dei Cesari” (119 d.C. – 122 d.C.).
  • All’interno della sua opera, la “Naturalis historia“, Plinio il Vecchio (23 d.C. – 79 d.C.) parla di come i romani avessero usato anche il cotone fra i materiali per i vestiario.

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