Odi et amo traduzione | quare id faciam fortasse requiris – traduzione in italiano – Catullo 85

Odio e amo traduzione
Odio e amo
Traduzione in italiano

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

Ti odio e ti amo. Ti chiederai come faccia! Non so, ma avviene ed è la mia tortura. “I hate and I love. Why I would do so, you may well ask. I do not know, but I feel it and suffer.”

-- Gaio Valerio Catullo - Catullus 85
Quella che potete leggere sopra è la traduzione
più comunemente usata per "Odio et Amo",
tuttavia esistono anche altre traduzioni usate
per rendere in modi diversi questo carme di Catullo.
Odi et amo - Catullo traduzione
Odi et amo – Catullo traduzione
Questa, per esempio, è la traduzione fornitaci da Pascoli:
Odi et amo (traduzione)
Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

L’odio e l’adoro. Perché ciò faccia, se forse mi chiedi, io, nol so: ben so tutta pena che n’ho (Giovanni Pascoli) Questa è la traduzione fornitaci da Salvatore Quasimodo:

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

Odio e amo. Forse mi chiederai come sia possibile; non so, ma è proprio così, e mi tormento. (Salvatore Quasimodo)

- Per me la traduzione di Odio e amo che
 ci dà Salvatore Quasimodo sarà sempre la più bella. -

 

2 thoughts on “Odi et amo traduzione | quare id faciam fortasse requiris – traduzione in italiano – Catullo 85”

  1. C’è da dire riguardo a “odi et amo” che anche la traduzione fatta da Anacreonte è di una bellezza incomparabile:

    Ὲρέω τε δηὖτε κοὐκ ἐρέω,
    καὶ μαίνομαι κοὐ μαίνομαι.

    Amo e non amo,
    sono pazzo e non sono pazzo.
    (Frammento 46, Gentili)

    Sopra ho riportato il testo di odi et amo tradotto da Gentili, la sua traduzione è ugualmente fra le migliori se non addirittura più intrigante rispetto a quelle proposte nell’articolo.

    La dichiarazione di sentimenti contrastanti di Catullo con “Odio e amo ” ( in latino , Odi et amo ) comunque è rinomata per la sua forza e la sua brevità, cosa che nella traduzione di Gentili forse meglio si nota rispetto al Pascoli.

  2. Anche se il suo nome non è effettivamente menzionato da nessuna parte nella poesia di odi et amo, la poesia si presume che faccia riferimento, così come tante altre poesie di Catullo, alla sua Lesbia, ampiamente considerata come un alias per indicare Clodia (la moglie dello statista romano Clodio). Catullo con “odi et amo” fatica a darsi pervinto e si stupisce di sé stesso e di come allo stesso tempo (quare id faciam fortasse requiris) sia capace di provare sentimenti opposti per la stessa persona, che lo fa stare bene e lo fa stare allo stesso tempo malissimo.

    La poesia di “odi et amo” è costruita come una breve poesia di due righe, comunemente usata dai lirici greci per una varietà di temi di minore entità, che può essere vista come un modo per enfatizzare il dramma e le emozioni contrastanti che Catullo sente.

    Da notare che traducendo la poesia “odi et amo quare id faciam fortasse requiris”, ci si accorga di come alla fine del componimento, vi sia una sorta di “esplosione” di sentimenti nell’ultima parola, “excrucior” (che tradotta letteralmente significa “per essere crocifisso”).

    Il contrasto e sensazioni incoerenti che l’amore provoca a Catullo, e l’idea di un rapporto di amore-odio, è uno degli argomenti più comuni nel mondo della letteratura. Catullo non era affatto il primo poeta a toccare questo tema; tuttavia il dramma presente nella breve poesia di “odi et amo” di Catullo è aggravato dalla triste constatazione che il poeta non possa fare altro che prendere atto della situazione e soffrire terribilmente.

    Nonostante la sua brevità, il poema di “odi et amo” è stato tradotto probabilmente più di ogni altro rispetto alle altre poesie di Catullo, ed è interessante come per poco più di 2 righe, ci sia la possibilità di ottenere così tante traduzioni sottilmente differenti fra loro.

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