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Matzaccara: cosa vedere in questa zona della Sardegna?




Punta trettu, una delle località più note della Sardegna per il kitesurf, situata proprio vicino al paese di Matzaccara. Fonte immagine: scuola di kitesurf “Kitegeneration”.

Introduzione

La zona di Matzaccara è un angolo di Sardegna riscoperto recentemente, ricco di tradizioni e paesaggi naturalistici, oltre che dotato di un circondario frequentato assiduamente da turisti internazionali, desiderosi di imparare il kitesurf, uno sport acquatico che con il tempo ha riscosso discreto successo e lunghe file di appassionati: in questo articolo esploreremo la storia di Matzaccara, che cosa vedere e che cosa mangiare nei pressi di questo paese della Sardegna.

La storia del territorio di Matzaccara

La prima costruzione del paese “moderno” di Matzaccara risale probabilmente al periodo racchiuso fra il 1700 e il 1800, sebbene in realtà la zona risulti abitata sin dalla preistoria: vari insediamenti verranno poi stabiliti nella stessa zona col tempo, come testimoniato peraltro dai resti archeologici della vicina “Necropoli di Locci Santus“, e dalla testimonianza dell’astronomo e geografo greco antico Claudio Tolomeo (vissuto fra il 100 d.C. e il 175 d.C.), che cita (probabilmente proprio in questa zona o comunque nelle vicinanze) la presenza di un insediamento chiamato “Populum”, all’interno del suo trattato “Geografia“, riscoperto in Europa durante il XV secolo.

Cosa vedere nei pressi di Matzaccara?

All’interno dell’abitato, una delle strutture più importanti è la chiesa di Sant’Elena Imperatrice.

Dal punto di vista storico ricopre una certa importanza la vicina necropoli di “Locci Santus”, un sito archeologico datato intorno al III millennio a.C., che vide un uso probabilmente millenario (si pensa fino al II millennio a.C.) e che racchiude nel suo complesso 13 “domus de janas”, ovvero delle tombe preistoriche ricavate dallo scavo della roccia e tipiche delle popolazioni sarde prenuragiche.

All’interno del sito vennero ritrovati numerosi reperti e corredi funerari. Sempre nello stesso complesso di Loccis-Santus è presente un nuraghe monotorre e una serie di strutture costruite probabilmente nel corso della seconda guerra mondiale.

Prima di procedere alla visita eventuale della necropoli, partendo da Matzaccara, consigliamo di informarsi in merito alle possibilità e agli orari di apertura.

Per quanto riguarda i luoghi di interesse naturalistico da visitare, spiccano sicuramente le vicine zone marittime, che sono particolarmente diverse da quelle che si trovano nelle cartoline turistiche della Sardegna, e probabilmente più “naturali” ed inserite nell’ecosistema di molte altre zone dell’isola: è il caso di segnalare ad esempio la zona situata nella laguna di Sant’Antioco, e in particolare la spiaggia di Punta Trettu (nota specialmente per il kitesurf), la “Pineta di Punta Trettu”, la spiaggia di Corongiuali e la “Pineta di Bruncu Teula” (luoghi dove passeggiare con piacere e godere il paesaggio marittimo-lagunare).

Il kitesurf presso Punta Trettu

Matzaccara è all’interno di una finestra della Sardegna che ha visto un notevole sviluppo turistico, dovuto anche agli appassionati di kitesurf: la vicina Punta Trettu è diventata infatti una delle zone centrali del kitesurf europeo, e vede visitatori arrivare da tutto il mondo col fine di imparare questa disciplina sportiva acquatica nelle celebri scuole di kitesurf presenti nella zona di Punta Trettu, come è il caso del centro sportivo “Punta trettu kite center & cafè”, situato poco dopo l’uscita da Matzaccara, e popolato da turisti internazionali.

Altre attività per cui è noto il circondario del paese sono l’allevamento ittico e la presenza di un noto centro ippico.

Cosa mangiare a Matzaccara?

La zona di Matzaccara è nota per i prodotti ittici, ma anche per i sapori autentici dei suoi prodotti agricoli: consigliamo di provare un pranzo o una cena tipica a base di piatti marittimi, accompagnati da verdure e vini di produzione locale, nonché da un dessert di dolci tipici della Sardegna, come le “seadas” (o, quando parliamo al singolare, “sebadas”), i “papassìnos”, le “orilletas”, o anche il torrone.


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