Lo sviluppo morale in ambito psicologico – appunti psicologia

Psicologia dell'uomo

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                Lo sviluppo morale
In ambito psicologico lo studio della morale indaga i modi in cui gli esseri umani “sentono”, “pensano” e “agiscono” in rapporto a 2 questioni principali: il “benessere” e la “cura” di altre persone da un lato, i “diritti” e  la “giustizia” nelle relazioni interpersonali dall’altro. L’organo della morale, inteso metaforicamente, è la “coscienza”, cioè un insieme di processi cognitivi, affettivi e relazionali che influenzano e guidano il modo in cui gli individui agiscono in relazione a degli standard di comportamento.
Base biologica o culturale?: ci si interroga se esista un fondamento biologico della morale, essa sia il prodotto culturale per antonomasia della società umana. Inoltre, non è ancora del tutto chiara la natura del legame tra pensiero e comportamento morale, tra morale e convenzioni sociali, tra principi morali e precetti religiosi e non è chiaro se la morale possa essere insegnata ai bambini attraverso speciali pratiche educative o se invece essa possa essere solo “colta” dal bambino nel corso del suo sviluppo.
Sviluppo tipico
Giudizio e ragionamento morale: questo ambito sociale è considerazione al pari di altri ambiti dello sviluppo, del livello di organizzazione cognitiva del bambino e, di conseguenza, essa si focalizza di più sulla dimensione del giudizio o del ragionamento morale che sul “sentimento” o sul “comportamento” morale.
Autonomia ed eteronomia della morale: il contributo di Piaget: nel 1932 Piaget pubblica il giudizio morale nel fanciullo, che rappresenta la 1 riflessione sistematica sullo sviluppo morale nell’ambito della psicologia evolutiva. Tutte le manifestazioni cognitive secondo Piaget sono interdipendenti fra loro, per cui anche lo sviluppo morale rappresenta una funzione del più generale processo di organizzazione cognitiva che ha luogo nel corso dello sviluppo. Più che allo sviluppo morale, Piaget era interessato a comprendere come i bambini si rapportassero alle regole in generale, di cui quelle morali ne rappresentavano solo una particolare estensione.
Successivamente fino a circa 5 anni l’applicazione della regola è acritica è regolata all’esterno, da un adulto ad un compagno più esperto, senza capacità affettiva di cooperazione.
Sono nella fase del pensiero operatorio prevale l’interesse sociale.
Lo sviluppo delle regole morali: Piaget riteneva che anche lo sviluppo delle regole morali seguisse un percorso evolutivo analogo. Fino all’età di 5 anni il bambino vive in una condizione premorale, non mostrando alcun interesse per le regole di natura morale. Successivamente organizza le proprie idee sulla morale.

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