Le fasi dello sviluppo secondo Margaret Mahler: riassunto di psicologia

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Vediamo in questo articolo il pensiero e lo studio della psicologia operato da Margaret Mahler, importante psicologa del novecento ampiamente riconosciuta e lodata in ambito accademico.

Secondo gli studi di Margaret Mahler (psicoanalista e psicoterapeuta ungherese) le nevrosi di tipo infantile, così come lo sviluppo normale dell’io e le prime espressioni di affetto, si sviluppano per mezzo dell’interazione e delle necessità del bambino e in base alle caratteristiche personali dei genitori, di cui spicca la rilevanza del lato materno.

Secondo il parere della Mahler le relazioni oggettuali con i genitori assieme al sé prendono forma per mezzo di vicissitudini di tipo istintivo.

Vi è una soffermazione sul confronto tra la nascita di tipo biologico e la nascita di tipo psicologico; per qul che riguarda il bambino esistono 4 sotto-fasi che si raggiungono dopo la fase di “autismo normale” e di “periodo simbiotico”:

1) sottofase di differenziazione (dal 4°-5° mese)
2) sottofase di sperimentazione (dal 9° al 15°-19° mese)
3) sottofase di riavvicinamento (dal 15°-18° al 24° mese)
4) sottofase della costanza oggettuale (dal 3° anno)

Cos’è in questo caso la fase autistica normale? Si tratta si una fase chiamata anche “autistica” in quanto viene alal luce la possibilità che il neonato possa funzionare allo stesso modo di un sistema estraneo al mondo che lo circonda, un sistema non aperto. L’esperienza rimane legata solamente al permanere dell’omeostasi di tipo fisiologico e al suo spezzarsi, in una catena fatta di insoddispazioni e soddisfazioni che possono anche essere non di natura reale.

Effettivamente nelle prime settimane in cui il neonato viene alla luce non reagisce a tutte le stimolazioni e si ha un periodo di sonno superiore rispetto a quello passato da sveglio.

La fase simbiotica normale si ha intorno al periodo di crisi di maturazione fisiologica, quindi ha inizio attorno alla terza o quarta settimana; si caratterizza per l’aumento della reattività del bambino, che si dota in questo modo di una confusa conoscenza della madre, vista come un “oggetto esterno” che può aiutarlo per diminuire le apprensioni. Durante questa fase il bambino risponde alla visione di un viso umano con un sorriso.

Si ha l’inizio della consapevolezza dell’esperienza e della sua considerazione della stessa come cosa piacevole o non piacevole; si ha l’inizio della fase di maturazione di funzioni tipicamente primarie del proprio io, come ad esempio la memoria stessa.

Parlando della fase preoggettuale possiamo distinguere separazione-individuazione, differenziazione, sperimentazione, riavvicinamento, costanza oggettuale.

La fase della separazione è comprensiva dell’allontanamento, della differenziazione tra il sé e la madre, quinidi un distacco corporeo da lei stessa. Con l’individuazione si ha la presa dell’autonomia intrapsichica come la percezione, come la capacità di pensare e di analizzare la realtà, la capacità della memoria.

Nel periodo che va dai 4 ai 10 mesi si ha la sottofase della differenziazione chiamata “incubazione”: si tratta di un periodo di tempo in cui cessa di avanzare la fusione con la madre e prende piede una fase di esplorazione della madre, dove si tirano ad esempio i capelli o gli abiti della madre.

In questo modo il bambino inzia a spaziare e conoscere il mondo esterno, confrontandolo con la madre, focalizzandosi sull’insieme dei sensi, e infine confrontandosi con gli oggetti esterni.

Segue a questa sottofase quella della sperimentazione, che prende piede a seguito dei 10 mesi quando il bambino inizia a camminare, anche se a carponi. Parliamo quindi di sottofase della sperimentazione come divisa in 2 momenti:

  1. Sperimentazione iniziale
  2. Nascita psicologica

Durante la sperimentazione iniziale abbiamo il bambino che si accapacita di distanziarsi dalla madre, anche se ovviamente questa rimane un valido pilastro centrale come centro di sostegno emotivo.

L’interesse viene indirizzato anche negli oggetti inanimati; uno di questi oggetti può diventare oggetto transizionale.

Viene in essere la differenziazione corporea rispetto alla madre, così come vinee a crearsi un legame specifico incentrato tramite la capacità materna di fornire costante approvviggionamento dell’affetto

La “nascita psicologica” si ha con l’acquisizione della deambulazione svolta in posizione eretta; quindi vi è differenza tra nascita biologica e nascita psicologica.

L’interesse del bambino è incentrato verso le sue capacità in sviluppo nonché nella percezione della sua onnipotenza, si trova quindi in una “relazione amorosa con il mondo”.

La fase dell’allegria è collegata alla possibilità di uscire dal coinvolgimento simbiotico assieme alla madre, che deve fare il possibile affinché il bambino possa procedere senza turbarsi nell’allontanamento permettendogli uno sviluppo soddisfacente.

Nella sottofase del riavvicinamento invece, che parte dal secondo anno e che va dai 15 ai 18 mesi, il bambino comprende che al contrario rispetto al proprio iniziale senso di onnipotenza, non è che una persona piccola rispetto al resto stesso del mondo.

Accompagna questa sensazione la perdita del senso di sé stessi e l’arrivo dell’angoscia della separazione. Si ha quindi la sperimentazione della frustazione e la madre viene nuovamente e frequentemente accostata; cerca così come la condivisione delle scoperte del mondo esterno, cercando di ottenere con questo tipo di “corteggiamento” la sua adesione al proprio mondo.

Nella sottofase del riavvicinamento invece, che si verifica dopo il diciottesimo mese e termina dopo ventiquattro mesi, il bambino sente la necessità di ricevere l’aiuto esterno e temporaneamente sente il bisogno di negare che l’aiuto provenga da una persona differente da sé stesso.

In questa fase il bambino manifesta allo stesso tempo affettività ma dimostra anche conflitti aggressivi; teme l’abbandono materno e la perdita del suo amore, ma nello stesso momento teme di rimanere ancora sotto la sua orbita.

In questo stesso periodo si sviluppa il linguaggio e si iniziano a comprendere le differenze fra i sessi a livello anatomico; capita che alcune madri si stupiscano per la discontinuità con cui il figlio manifesti questo interesse per la madre quando i mesi precedenti si è dimostrato più indipendente; la reazione della madre, che può essere positiva o negativa, ad esempio sottovalutando i bisogni del figlio, inciderà sul bambino.

La fase della costanza dell’oggetto libidico invece prende inizio nel terzo anno e solitamente termina con la fine dello stesso.

In questa fase si arriva alla formazione di un concetto stabile del sé e della propria individualità, così come vi è la formazione stabile di un concetto dell’altro in quanto presenza interna e positiva; si presentano unificate le rappresentazioni buone e negative dell’oggetto, così come si fondono pulsioni di tipo libidico e aggressive. Durante questo periodo è corretto infondere sicurezza tramite la presenza fisica della madre, sicurezza che verrà poi trasferita all’interno della rappresentazione interna.





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