Lisia: riassunto vita, schema e mappa concettuale sull’autore greco

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Lisia, figlio di Cefalo, un ricco mercante di scudi trasferitesi ad Atene dalla originaria Siracusa, nacque verso il 445 a.C. forse a Siracusa, ma più verisimilmente nella stessa Atene.

Lisia (in greco antico: Λυσίας, Lysías; Siracusa, 445 a.C. – Atene, 380 a.C.) è stato un giurista e logografo ateniese, uno dei maggiori dell’antichità.

Mappa concettuale opere di Lisia

La tradizione antica attribuì a Lisia 425 orazioni, delle quali secondo Dionigi di Alicarnasso solo 233 erano autentiche. A noi ne sono giunte solo 34, tutte di genere giudiziario eccetto due, l’Olimpico e l’Epitafio; la prima fu recitata nel 388 a.C. in occasione dei giochi olimpici di quell’anno, mentre l’Epitafio fu composto come panegirico dei caduti della guerra corinzia (395-386 a.C.). Le altre 32 orazioni sono tutte di argomento giudiziario.


Di seguito sono riportate le trame di alcune orazioni lisiane:

  • Contro Eratostene: (la dodicesima orazione del Corpus Lisiacum) è l’orazione pronunciata personalmente da Lisia in tribunale per la morte del fratello Polemarco e la restituzione del patrimonio.
  • Per Mantiteo: un certo Mantiteo si difende dall’accusa di aver prestato servizio militare presso il corpo dei cavalieri, sostenendo la curiosa tesi di essere stato iscritto illegalmente a sua insaputa nella classe equestre.
  • Contro Ippoterse: è probabilmente l’altra orazione che fu pronunciata personalmente dall’autore.
  • Contro Simone: un vecchio cittadino si discolpa da una denuncia sportagli per aver furiosamente litigato e fatto a pugni con il querelante suo acceso rivale nell’amore verso un ragazzo.
  • Per l’olivo sacro: quest’orazione riguarda un’accusa di empietà. Un piccolo proprietario terriero è incolpato di aver sradicato un olivo sacro dal proprio terreno. Quest’orazione è nota anche con il nome di Areopagitico, che deriva dal nome del tribunale nel quale fu pronunciata.
  • Per l’invalido: un vecchio ateniese si sforza di dimostrare ai giudici la persistenza di una sua menomazione e del suo diritto alla piccola pensione statale, messi in dubbio da chi lo aveva denunciato come benestante.
  • Per l’uccisione di Eratostene: è l’orazione difensiva di un processo per omicidio. Eufileto, marito tradito, deve dimostrare che ha ucciso l’amante di sua moglie, Eratostene, in nome della legge dell’omicidio legittimo (φόνος δίκαιος [fónos díkaios]) e che non ha premeditato la morte, come sostengono gli accusatori e parenti del morto.
   

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