La sua barba non è poi così blu, recensione del libro di Angela Articoni

La sua barba non è poi così blu recensione
La sua barba non è poi così blu recensione

Casi di stalking nei confronti delle donne sono ormai noti ai giorni nostri , e rappresentano i sintomi della società post-patriarcale, che considera ”il gentil sesso” debole, e privo di determinate abilità. Il testo della scrittrice Angela Articoni:” la sua barba non è poi così blù. Immaginario collettivo e violenza misogina nella fiaba di Perrault”, dottoranda di ricerca presso l’Università degli Studi di Foggia, con specializzazione in Letteratura per l’Infanzia, di cui è cultrice della materia, vuole illustrare la figura di Barbablù, considerato “il prototipo di tutti gli stalker, che donne di diverse epoche e tempi hanno dovuto perdonare”, anche a costo della propria vita. Attraverso un excursus tra antico e moderno si vuole designare l’insigne orco, che incuteva timore a causa della sua barba di colore blù, e nessuna donna voleva sposarlo, poiché non si è mai compreso a quale sorte sarebbero andate incontro. Attraverso l’inganno riuscì a sposare la figlia di una donna che viveva limitrofa ai suoi possedimenti, e alla quale invitò di visitare qualsiasi stanza del castello, tranne quella” proibita”, ove la curiosità femminile si ergerà oltre i limiti del possibile, scatenando l’ira del funesto partner, ma placata dall’arguzia del sesso debole. Ricco di riferimenti extra testuali soprattutto all’arte ed al mondo cinematografico l’opera si mostra come una lettura pluridisciplinare circa la figura di Barbablù, le cui origini sono state riscontrate in personaggi storici come Gilles de Rais, Enrico VIII, Conomor e Trifina, i quali sono accomunati da un unico status quo; ossia quello di “essere stati antenati del celebre uxoricida”, che ha scosso studiosi di ogni area, sia in campo umanistico che o scientifico, a comprendere cosa spinge gli uomini delle nostre società a rivendicare il proprio ego contro le donne.

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