“La casa in collina” – recensione libro di Cesare Pavese

_______

recensione la casa in collina einaudi cesare pavese

“La casa in collina” fu scitto da Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo, Cuneo 1908 – Torino 1950) tra l’11 settembre 1947 e il 4 febbraio 1948 e pubblicato alla fine di quello stesso anno, insieme con “Il carcare”, sotto il titolo comune “Prima che il gallo canti”. Ripresenta il personaggio e la situazione del racconto lungo “La famiglia”, scritto nel 1941.

Trama del libro “La casa in collina” di Cesare Pavese:

Il protagonista, il professor Corrado, risultandogli la vita a Torino rischiosa, fugge la minaccia dei bombardamenti tornando nella campagna vicina alla città e sprofondando nel mito stesso della sua memoria. Tra gli sfollati ritrova una donna con cui aveva avuto una breve relazione e che ora ha un figlio, Dino, un diminutivo di Corrado, cosa che l’omonimo professore impiega molto tempo a capire. Crede di poter riconoscere quel bambino come suo figlio, lo vuole fermamente. Ma la donna si ribella a qualsiasi accomodamento, mentre lui non sogna che di radicarsi di nuovo nel passato. Non reagisce come tanti altri che conosce, non lotta per cambiare l’incubo della realtà- Procede a ritroso. Ma l’aver condiviso idee di amici che ora sono in prima fila come partigiani gli attira addosso l’attenzione dei fascisti. E, allora, dalla campagna vicina alla città il professor Corrado  passa alla campagna più lontana, alle Langhe della sua infanzia (e dell’infanzia di Pavese), nel cuore del mito e dell’irrazionalità. Dovrebbe, insomma, perdersi definitivamente nella fuga dal duro presente e dall’inimmaginabile futuro, e, invece, nella via crucis della guerra civile, il professor Corrado, sempre meno professore, scopre quanto avviene, non avviene solo per gli altri, ma anche e soprattutto per lui.

<< Ora che ho visto cos’è la guerra civile, so che tutti, se un giorno finisse, dovrebbero chiedersi: “E dei caduti che facciamo? Perché sono morti?” Io non saprei cosa rispondere. Non adesso almeno. Né mi pare che gli altri lo sappiano. Forse lo sanno unicamente i morti, e soltanto per loro la guerra è finita davvero >>. La grande intuizione delle ultime pagine de “La casa in collina” sarà ripresa e portata alle estreme conseguenze artistiche e morali del capolavoro di Cesare Pavese “La luna e i falò”. Ne “Il mestiere di vivere” troviamo un’annotazione illuminante in data 17 Novembre 1949: << 9 novembre finito “La luna e il falò”. Dal 18 settembre sono meno di 2 mesi. Quasi sempre un capitolo al giorno. È certo l’exploit più forte sinora… Hai concluso il ciclo storico del tuo tempo: “Carcere” (antifascismo confinario), “Compagno” (antifascismo clandestino). “Casa in collina” (resistenza), “Luna e falò” (postresistenza). Fatti laterali: guerra 15-18, guerra di Spagna, guerra di Libia. La saga è completa. Due giovani (Carcere e Compagno), Due quarantenni (Casa in collina e Luna e falò). Due popolani (Compagno e Luna e falò), due intellettuali (Carcere e Casa in collina)…>>>

Introduzione da “La casa in Collina” di Cesare Pavese (Classici Einaudi tascabili) acquistabile online a buon prezzo da qui:

   
_______

Altri articoli da leggere:

More Like This


Categorie


letteratura letteratura italiana

Add a Comment

Your email address will not be published.Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Categorie




Questo sito partecipa al Programma Affiliazione Amazon Europe S.r.l., un programma di affiliazione che consente ai siti di percepire una commissione pubblicitaria pubblicizzando e fornendo link al sito Amazon.it