Ibico – riassunto vita del poeta e migliori poesie (letteratura greca)

Ippico poeta letteratura greca poesie

Nativo di Reggio, nella Magna Grecia, Ibico fu certamente di famiglia nobile, tanto che gli fu offerto di divenire tiranno della sua città; ma egli rifiutò questa carica. Si recò quindi a Samo, alla corte di Policrate. Secondo il lessico bizantino Suda, il viaggio sarebbe avvenuto nell’Olimpiade LIV (554-561 a.C.), ma questo dato contrasta con la cronologia di Eusebio il quale pone l’acme del poeta nell’olimpiade LXI 535 – 532 a.C.). Si può però pensare che Ibico si sia recato a Samo già presso il padre del famoso tiranno (che, forse, si chiamava anch’egli Policrate), e che la cronologia di Eusebio sia viziata dal collegamento con il Policrate più famoso. La sua opera fu divisa dai grammatici alessandrini in sette libri.

Alcune poesie del poeta greco “Ibico”:

In primavera, i meli cidoni
irrorati dalle correnti dei fiumi,
– là dov’è il giardino incontaminato
delle Vergini – e i fiori dela vite,
che crescono sotto i tralci ombrosi,
ricchi di gemme, germogliano. Per me Eros
in nessuna stagione si posa:
ma come il tracio Borea,
avvampante di folgore,
balza dal fianco di Cipride con brucianti
follie e tenebroso, intrepido,
custodisce con forza, saldamente,
il mio cuore.

**
Di nuovo sotto le palpebre fosche
Eros mi lancia uno sguardo struggente,
e con multiformi malie mi getta
nelle reti insestricabili di Cipride.
Io temo al suo venire,
come un cavallo aggiogato, vincitore negli agoni,
vicino alla vecchiaia,
controvoglia scende alla gara con il carro veloce.

**
Germoglio delle glauche Grazie, Eurilao, cura
amorosa delle Ore dalle chiome belle, Cipride
e Peito dalla ciglia morbide
ti allevarono tra fiori di rosa.

 

 

 

(Garzanti) . LiriciGr. – F.Sisti

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