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Spieghiamo ora un concetto ampiamente usato dai manager e dagli economisti che chi studia economia deve assolutamente conoscere: l’elasticità della domanda.

Che cos’è l’elasticità della domanda?

L’elasticità è la misura quantitativa della sensibilità delle decisioni di acquisto alle mutazioni di prezzo.

Oppure:

Il mutamento percentuale delle quantità richieste di un bene dopo un mutamento di prezzo.

In altre parole:

l’elasticità della domanda è quello specifico rapporto presente fra la modifica, percentuale, delle quantità che vengono domandate e la modifica percentuale della variazione del prezzo.

Vediamo adesso di spiegarci mediante un esempio per capire meglio questo concetto di microeconomia e la sua utilità:

Un manager si occupa di un’ampia autostrada e deve decidere se aumentare o meno il prezzo del passaggio. Quindi calcola che giornalmente passino 10.000 veicoli pagando ciascuno 2 euro di pedaggio. Egli si pone allora la domanda: aumentando il prezzo del pedaggio a 3,5 euro quanti veicoli passeranno? A seguito di alcuni calcoli scopre che solo 100 veicoli rinuncerebbero a passare per l’autostrada a seguito del cambio di prezzo.

A seguito di ciò decide di aumentare il prezzo del pedaggio, incrementando così i profitti dell’attività.

L’elasticità della domanda rispetto al prezzo è la modifica percentuale delle quantità richieste a fronte di a un mutamento percentuale del prezzo pari all’1%.

L’elasticità è sempre negativa o pari a zero in quanto la variazione del prezzo è sempre di segno opposto rispetto alla variazione della quantità domandata.

Ecco la formula dell’elasticità:

q/Δp) x (Po/Qo)

Al numeratore abbiamo la variazione percentuale (indicata con Δ) della quantità e al denominatore la variazione percentuale del prezzo.

In altri termini si potrebbe semplificare la formula nel seguente modo:

Elasticità = Variazione della domanda/Variazione del prezzo

La formula dell’elasticità è quindi la variazione della domanda diviso la variazione del prezzo.

Essendo la pendenza di una curva di domanda lineare = – y/x si può concludere dicendo che il reciproco di una curva di domanda è sempre negativo: pertanto anche l’elasticità della domanda rispetto al prezzo è sempre negativa o pari a zero.

Ecco i casi che si possono presentare:

schema esempi elasticita domanda 1

Inoltre è bene dire che i beni necessari tendono ad avere una domanda anelastica, mentre quelli di lusso una domanda maggiormente elastica.

 L’elasticità di una  funzione-domanda perfettamente elastica tende verso – infinito (in simboli ” ε → ∞”).

Ricordiamoci poi che lo scenario può cambiare notevolmente anche a seconda della variazione di reddito di chi effettui un acquisto e che possono esistere alcune limitate eccezioni-

Eccezioni importanti alle “classiche” regole dell’elasticità possono poi riguardare specialmente i beni di Giffen.

Proprietà dell’elasticità:

  1. L’elasticità rispetto al prezzo è diversa in ogni punto della curva di domanda: infatti il rapporto prezzo-quantità è diverso in ogni punto della curva mentre rimane costante solo la pendenza.
  2. Non è mai positiva: come abbiamo già visto questo dipende dalla pendenza, sempre negativa; tuttavia, per questioni di comodità, si trova spesso sotto forma di valore assoluto, ignorandone il segno.
  3. Maggiore è l’inclinazione della curva, minore è l’elasticità della domanda.

Potrebbe essere utile anche la visione di alcuni video, per chi ha una buona capacità nell’inglese è consigliata la visione di questo video-modulo di microeconomia:

Vorreste sentire altre applicazioni riguardanti l’elasticità della domanda rispetto al prezzo?

Un esempio interessante è il caso delle sigarette. Ebbene dovete sapere che, come dice il video sopra, l’aumento del 10% delle sigarette comporta una riduzione nel loro consumo pari al 7%.

Inoltre la categoria interessata è proprio quella più giovane in quanto gli adolescenti hanno meno reddito rispetto agli adulti e pertanto riceveranno una spinta maggiore a smettere o non iniziare affatto a fumare; la strategia risulta incredibilmente efficace se si pensa anche che evitando il consumo nei giovani, lo stato diminuisce quello degli adulti in futuro!


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