La ricostruzione di Diplodocus nel museo Geologico Capellini (Bologna)

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Il magnifico scheletro del grande dinosauro Diplodocus (alcune foto qui) è uno dei simboli più importanti del museo geologico Giovanni Capellini di Bologna: si tratta infatti di una ricostruzione estremamente fedele datata oltre 100 anni fa, donata nel 1909 al re d’Italia Vittorio Emanuele III da un imprenditore scozzese, Andrew Carnegie, fondatore di alcune delle imprese più importanti della storia degli USA; a seguito della decisione della corona questo regalo sarà riassegnato al museo regio di geologia e paleontologia Giovanni Capellini.

Bologna a quel tempo era già a quel tempo riconosciuta come importante sede accademica, al pari di altre capitali europee; oltre a essere stata l’università più antica d’Europa, la città ospitava anche il primo museo di storia naturale, messo in piedi dall’opera dell’illustre naturalista e botanico Ulisse Aldrovandi (1522 – 1605), peraltro autore della parola “geologia” stessa.

Durante l’epoca della donazione insegnava a Bologna un altro importante accademico, noto per le sue scoperte a livello internazionale, ovvero Giovanni Capellini, che fece sistemare la copia, perfetta in ogni suo punto, all’interno di una sala l’intero scheletro, nella sua interezza.

Fra le altre copie, la prima era destinata alle sale del British Museum, esposta al pubblico intorno al 1905, alla quale Carnegie seguì con altre donazioni a Bologna (1909) e alle capitali europee più importanti dell’epoca, quindi Berlino e Parigi nel 1908 e Vienna nel 1909; altre repliche saranno poi disposte dal Dr. William Hollande verso La Plata (Argentina), nel 1911, e poi verso il Messico, la Spagna e la Russia.

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