Vita di Giovan Battista Marino (breve riassunto)

Vita di Giovan Battista Marino Riassunto
Ritratto di Giovan Battista Marino

Vita Giovan Battista Marino:

Giovan Battista Marino nacque a Napoli nel 14 Ottobre 1569 figlio di un girusta venne costretto dal padre a intraprendere studi giuridici nonostante la sua decisa inclinazione verso la letteratura.

Abbandonati gli studi giuridici presso l’età di 20 anni Marino fu incarcerato dapprima per aver sedotto una ragazza, figlia di un noto mercante, in seguito deceduta a causa di aborto e l’anno successivo per aver cercato di passare un suo amico accusato di omicidio come chierico per mezzo di bolle vescovili falsificate provando a evitargli così la pena di morte.

Riuscì a scappare dal carcere verso il 1600 rifugiandosi a Roma.

Probabilemente grazie alla pubblicazione delle “Rime” (Venezia 1602) riuscì a ottenere un impiego presso il cardinale nipote di Papa Clemente VIII chiamato Pietro Aldobrandini che lo portò con lui presso Ravenna negli anni 1605 – 1607 entrando in contatto con gruppi di artisti e poeti bolognesi e in seguito a Torino dove rimase alla corte di Vittorio Emanuele I.

Grazie a un componimento oratorio di carattere encomiastico dedicato alla lode del Duca di Savoia gli venne concesso il titolo di Cavaliere dell’ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, titolo di cui Marino rimanse sempre pieno di orgoglio.

Soggetto alle invidie del poeta e segretario del duca Gasparo Murtola, stoccò con versi il suo avversario nelle varie polemiche e satire. Marino scampò ai 5 proiettili sparati dal rivale per vendetta, gonfio e umiliato, da cui risultò moralmente vincitore poichè fu proprio lui a evitare l’incarcerazione del suo rivale grazie all’ annullamento della sua condanna.

Ciò gli valse il titolo di segretario del duca presso il 1610, come sostituto di Gasparo Murtola.

Caduto in disgrazia, per motivi non noti, Marino rimase in carcere durante il 1611 – 1612. Fu a seguito dei due anni successivi che curò un edizione maggiormente elaborata della sua raccolta lirica: essa fu pubblicata nell’ anno 1614 con il titolo di “Lira”.

Fu dopo questa pubblicazione che Marino lasciò Torino invitato presso la corte di Maria de Medici, rimasta vedova di Enrico IV, nella quale fu osannato come maggior poeta vivente. Grazie a questa sua posizione ottene una lauta pensione e potè dedicarsi alle opere iniziate e non concluse negli anni precedenti. (“Galeria” 1619 Venezia – Parigi 1620, ” Sampogna” 1620 parigi).

Infine pubblicò la sua opera più importante e più famosa che chiamo “L’Adone”, un vastissimo poema mitologio trattante l’amore tra Venere e Adone.

Marino rientò in Italia nel 1623 e si stabilì a Napoli, sua città natale, nella quale morì nel 26 Marzo 1625 accompagnato dalla polemica sulla sua ultima opera.L'adone - Infonotizia.it

Approfondimenti sulla vita e sulle opere di Marino.

« Il re del secolo, il gran maestro della parola, fu il cavalier Marino, onorato, festeggiato, pensionato, tenuto principe de’ poeti antichi e moderni, e non da plebe, ma da’ più chiari uomini di quel tempo. »

Giovan Battista Marino (Elogio della rosa) – Marzio Maria Cimini – da youtube


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