Valutare l’alterazione sia della parte uditiva che della parte vestibolare

Cosa dobbiamo fare per valutare l’alterazione sia della parte uditiva che della parte vestibolare?

Dobbiamo esaminare con le tecniche che esistono oggi per quanto riguarda la parte uditiva facendo l’esame audiometrico. L’esame audiometrico è l’esame classico per quanto riguarda l’esame uditivo, è l’esame base per l’audiologia; poi esistono test più avanzati come lo studio dell’impedenza e lo studio dei potenziali audiouditivi che sono metodiche oggettive, a differenza dell’audiometria tonale che è un test fondamentalmente soggettivo. Nell’esame soggettivo viene studiata la funzione uditiva secondo le risposte del soggetto, nell’esame oggettivo la funzione uditiva viene studiata indipendentemente dalla risposta del soggetto.
Quando dobbiamo esaminare il paziente lo mettiamo all’interno di una cabina audiometrica insonorizzata; se c’è un rumore ambientale chiaramente il rumore altera la ricerca della soglia minima, la minima intensità sonora per frequenza che il soggetto percepisce. Al di fuori c’è un operatore che non è un medico ma un tecnico audiometrista, un laureato delle professioni sanitarie in quella che viene definita una laurea breve. Eventualmente il tecnico può completare la sua laurea con una laurea specialistica, arrivando a un percorso di 5 anni. Ci sono due tipi di tecnici: l’audiometrista che aiuta a porre la diagnosi audiometrica, non la diagnosi audiologica che viene fatta dal medico, e il tecnico audioprotesista che è colui che corregge la perdita di udito attraverso l’utilizzo di sussidi protesici che possono essere le classiche protesi acustiche o l’impianto cocleare.
Ci sono varie possibilità di fare l’esame audiometrico; il paziente va messo nella cabina e si esamina la soglia minima per via aerea e la soglia minima per via ossea. Esiste una soglia minima rapportata alle frequenze e una soglia massima, la soglia del dolore, oltre cui ovviamente si avverte dolore.
La soglia minima non è uguale per tutte le frequenze, cambia a seconda delle frequenze che andiamo ad esaminare: se vedo 1000Hz coincide con lo zero, ad altre frequenze non coincide con lo zero;questo crea difficoltà nel fare l’esame audiometrico. I ricercatori hanno esaminato migliaia e migliaia di persone e hanno fatto un grafico in base a come si comportavano mediamente le soglie, il cosiddetto grafico americano, dove lo 0 è ottenuto per frequenza.

Vediamo come si rappresentano le soglie dell’orecchio dx e sx.

Il cerchietto rosso è l’orecchio dx, la X è l’orecchio sx per quanto riguarda la via aerea.Se cerco invece cerco la soglia per la via ossea è un triangolino rosso indirizzato verso il lato destro per l’or dx, il triangolino in blu per l’orecchio sx.
Poi ci sono anche i criteri per la rappresentazione con il mascheramento: immaginatevi un soggetto che ha una ipoacusia monolaterale; io sento normale da un lato e ho una diminuzione dell’udito dall’altro lato. Quando faccio gli esami per essere certo che la soglia sia misurata correttamente debbo mascherare l’orecchio buono, e ricercare la soglia dell’orecchio malato. Se non facessi il mascheramento risponderebbe sempre l’orecchio buono e mi risulterebbe una soglia sbagliata. I simboli per il mascheramento stanno nell’immagine sopra. Il mascheramento è la possibilità di avere un esame certo in quanto esiste una differenza tra le due soglie: devo mascherare la soglia dell’orecchio buono per rilevare con precisione quella dell’orecchio malato, ipoacusico.
(Mostra un immagine che non ho fotografato. “Dalle immagini si vede che questo è l’orecchio sx, questa è la soglia per via ossea di orecchio dx e sx, questa è una soglia mascherata, queste sono due soglie non mascherate di orecchio dx e sx.”)
Fino a quando consideriamo normale una soglia uditiva? Forse la definizione migliore è quella dell’organizzazione mondiale della sanità, che definisce una media delle frequenze fino a 25dB si considera un orecchio sostanzialmente normale. Altri ritengono che a 25 già c’è un ipoacusia, per cui andrebbe già corretto. C’è molta discordanza anche tra gli stessi organismi internazionali.
Abbiamo detto che l’ipoacusia è una ridotta sensibilità uditiva: metto la cuffia al soggetto è gli chiedo qual’è la minore intensità uditiva che percepisce, al di sotto della quale non sente più niente, non riesce a discriminare il tono che gli viene presentato. Chiaramente l’esame audiometrico si fa da frequenze che vanno da 125 a 8000Hz. Questo intervallo di frequenze in particolari per una questione medico legale: queste sono le frequenze più importanti che vengono usate nelle tabelle medico legali. Esistono ovviamente degli audiometri che esaminano altre frequenze al di sotto e al di sopra di 125 e 8k Hz.

 

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