Una leggenda celtica antica: “Taliesin, primo bardo di Britannia”

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Seguendo quanto ci dicono gli “Hanes Taliesin”, Taliesin era originariamente conosciuto come Gwion Bach ap Gwreang. Era un servitore di Cerridwen e fu costretto a mescolare il Calderone dell’Ispirazione per un anno per permettere a Cerridwen di completare la sua pozione di ispirazione. Al completamento di questa pozione, tre gocce sono saltate fuori e sono cadute sul pollice di Gwion Bach. Gwion quindi gli mise il pollice in bocca per lenire le sue ustioni causando l’illuminazione di Gwion. Per paura di ciò che Cerridwen gli avrebbe fatto, Gwion fuggì e alla fine si trasformò in un pezzo di grano prima di essere consumato da Cerridwen. Gwion rinacque e prese il nome di Taliesin.

Secondo questi testi Taliesin era il figlio adottivo di Elffin ap Gwyddno, che gli diede il nome di “Taliesin”, che significa “fronte radiosa”, e che in seguito divenne re a Ceredigion, nel Galles. La leggenda afferma che fu cresciuto nella sua corte ad Aberdyfi e che all’età di 13 anni visitò il re Maelgwn Gwynedd, lo zio di Elffin, e profetizzò correttamente la maniera e l’imminenza della morte di Maelgwn. Un certo numero di poesie medievali attribuite a Taliesin alludono alla leggenda, ma queste sono considerevolmente postadate rispetto alla reale vita del poeta storico.

L’idea che fosse un bardo alla corte di Re Artù risale alla creazione della favola di Culhwch e Olwen, forse un prodotto dell’XI secolo. La carriera storica di Taliesin può essere dimostrata caduta nell’ultima metà del VI secolo, mentre gli storici che sostengono l’esistenza di Arthur datano la sua vittoria a Mons Badonicus negli anni a cavallo del 500 DC; gli Annales Cambriae indicano invece la data del 532 per segnare la sua morte o scomparsa nella battaglia di Camlann. Taliesin appare anche come compagno di Bran the Blessed in questa epoca, periodo in cui fu chiaramente percepito come una figura leggendaria che esisteva in molte epoche diverse.

Vediamo un racconto su Taliesin intitolato “Mabinogion”, tratto dalla raccolta di Lady Charlotte Guest

 

 

Taliesin allora si recò a corte e un giorno di festa solenne, quando tutti gli altri bardi e menestrelli avrebbero potuto cantare e suonare al cospetto del re, sedette tranquillo in un angolo e man mano che i bardi gli passavano accanto sporgeva in fuori le labbra e con le dita faceva “blerwm, blerwm”. Quando i bardi, vittime del suo incantesimo, si esibirono dinanzi al re non riuscirono che a inchinarsi e fare “blerwn, blerwn” con le dita sulla labbra.

Il loro capo, Heinin, disse: “Sire, non siamo ebbri di vino, ma muti per potere dello spirito dall’aspetto di fanciullo che siede in quell’angolo laggiù”. Taliesin fu condotto al cospetto del re e gli fu chiesto chi fosse e da dove venisse.

Ed egli cantò così:

 

 

Sono il primo bardo di Elphin,

il mio paese d’origine è la regione delle stelle dell’estate;

Idno e Heinin mi chiamavano Merddin,

alla fine ogni essere mi chiamerà Taliesin.

 

Ero con il mio Signore nella sfera più alta,

quando Lucifero cadde nel profondo dell’inferno;

ho portato un vessillo innanzi ad Alessandro;

conosco i nomi delle stelle da nord a sud.

 

Ero a Canaan quando Assalonne fu ucciso,

ero alla corte di Don prima della nascita di Gwydion.

Ero nel luogo della crocifissione del misericordioso Figlio di Dio;

sono stato per tre periodi nella prigione di Arianrod.

 

Sono stato in Asia con Noè nell’arca,

ho visto la distruzione di Sodoma e Gomorra.

Sono stato in India quando Roma fu costruita.

Ora sono venuto qui presso i resti di Troia.

 

Sono stato con il mio Signore nella mangiatoia dell’asino,

ho dato la forza a Mosé attraverso le acque del Giordano;

sono stato nel firmamento con Maria Maddalena;

ho ottenuto la Musa dal calderone di Cerdwen.

 

Sarò sulla faccia della terra fino al giorno del giudizio;

e non si sa se il mio corpo sia carne o pesce.

Poi fui per nove mesi

nel ventre della strega Ceridwen;

in origine ero il piccolo Gwion,

e alla fine sono Taliesin.

 

 

Mentre Taliesin cantava si levò una bufera di vento che con il suo impeto scosse tutto il castello. Il re allora ordinò che portassero Elphin al suo cospetto e quando arrivò le sue catene caddero da sole al suono della voce e dell’arpa di Taliesin, ed egli fu libero. Dinanzi al re e ai suoi nobili Taliesin cantò molti altri poemi sui segreti del passato e del futuro, predisse la venuta dei Sassoni e l’oppressione del popolo dei Cimri da parte di quelli, e predisse anche la propria scomparsa quando fosse giunto il momento.

 

   

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