Trombosi venosa profonda – appunti di medicina

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Cos’è la “trombosi venosa profonda”? Questi appunti riguardano la trombosi venosa profonda in maniera molto dettagliata e pensiamo possa essere utile pubblicarli per aiutare gli studenti.

Definizione: trombosi ed infiammazione di vene del sistema venoso profondo.
Le trombosi delle vene profonde sono meno visibili dal punto di vista clinico rispetto a quelle del sistema venoso superficiale e non sempre si manifestano con l’edema dell’arto, inoltre, tutte le volte che si ha un arto con diametro maggiore dell’altro e insorgenza acuta, alla fine solo nel 33% dei casi si avrà effettivamente TVP. L’edema sopraggiunge se si ostruisce una vena di un distretto che fa da incrocio: se si ostruisce la poplitea è verosimile che si gonfi il polpaccio, se si ostruisce la femorale comune vi sarà edema di tutto l’arto.
La pericolosità delle trombosi venose profonde è dovuta al fatto che queste sono molto più emboligene rispetto alle trombosi delle vene superficiali e quindi una diagnosi tempestiva è importante per scongiurare l’evento embolico che può essere improvviso e mortale. Quando l’arto è edematoso o presenta una clinica e una sintomatologia tipiche, anche se insorte all’improvviso, la trombosi può essere sospettata ed indagata; ma ci sono dei casi in cui la prima manifestazione è l’embolia, senza fattori premonitori. Una delle condizioni più frequenti è l’embolia che si manifesta in un pz al quale viene confezionato un gesso dopo un trauma: non appena questo si rimette in piedi ci sarà l’evento.
Gli insulti che danno origine alla TVP sono sempre riconducibili alla triade di Virchow. Le cause specifiche possono essere: post traumatiche, collegate ad alterazioni della coagulazione (quindi su una predisposizione di trombofilia), a seguito di immobilità prolungata o di traumi, interventi, infezioni, scompenso cardiaco che rallenta il ritorno venoso al cuore ecc e in tutti questi casi è necessario fare una profilassi con eparina, specie se ci sono situazioni a rischio (viaggi prolungati in aereo, interventi chirurgici o allettamento per polmonite o trauma). Tenete conto che la TVP è la complicanza più grave che c’è negli interventi ginecologici, pelvici in generale e ortopedici dell’arto inferiore e il 30-50% delle TVP decorre senza alcun sintomo con una frequente discrepanza proprio fra la gravità dei sintomi e la reale estensione della trombosi.
Se sintomatico, un arto è più gonfio rispetto al controlaterale e con un colorito diverso; nei casi di insorgenza acutissima non si sviluppano circoli collaterali di deflusso venoso e si può arrivare ad un quadro che può addirittura portare all’ischemia dell’arto. Nella TVP senza ischemia, l’arto è caldo e congesto; se l’arto diventa ischemico a causa della pressione venosa, che aumenta a tal punto da bloccare il flusso di sangue arterioso dall’alto verso il basso, si arriva a un quadro che si chiama flegmasia che in un primo momento è cerulea, con congestione, e in una seconda fase diventa alba quindi l’arto appare bianco perché è ischemico e ipossico e si progredirà verso una situazione di necrosi dei tessuti (sono quadri drammatici fortunatamente molto rari).
Spesso la nascita del trombo comincia nella parte dove il deflusso è rallentato, al di sotto della
valvola, e poi va a chiudere tutto il vaso progredendo verso il centro e diffondendosi anche oltre
la valvola stessa, dove più di frequente si collocano le code del trombo che sono le parti più
facilmente portate ad embolizzare. Quando arriva un collaterale del vaso con la sua corrente,
questo trombo che si trova all’interno del tronco principale viene trascinato dalla corrente
stessa (come un ramo in un fiume) e si distacca divenendo un embolo.
In realtà soltanto il 30% dei pz con sospetto clinico di TVP trova conferma con indagini
strumentali, ma tutte le volte che c’è sospetto di trombosi le indagini vanno comunque
effettuate per evitare una diagnosi tardiva; va soprattutto sospettata quando c’è un edema che
insorge improvvisamente in un solo arto.
La diagnosi tempestiva è necessaria per:
1) ridurre morbilità e mortalità
2) ridurre l’incidenza di recidive
3) ridurre l’incidenza di sindromi post- trombotiche: questa è una complicanza irreversibile con danno delle valvole che causa stasi cronica in posizione eretta, ma con un intervento precoce entro 12h le valvole liberate dal coagulo possono riprendere la loro funzione.

   
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