Thomas woodrow wilson biografia breve (appunti di storia)

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Nobel per la Pace nel 1919, Thomas Woodrow Wilson fu il 28° Presidente degli Stati Uniti: la sua carica durò dal 1913 al 1921.

Negli anni addietro, fu anche Governatore dello Stato del New Jersey e Presidente della Princeton University.

Dopo Andrew Jackson, fu il 2° presidente degli Stati Uniti del partito democratico, per poi essere rieletto per un secondo mandato.

Nato a Staunton (Virginia) nel 1856, i suoi genitori erano il Reverendo Joseph Ruggles Wilson e la moglie Janet Woodrow. La sua famiglia era di origini scozzesi-irlandesi e proveniva da Strabane. Wilson crebbe ad Augusta (Georgia).

Sebbene soffrisse di dislessia, Woodrow Wilson imparò come autodidatta la stenografia a livello accademico, ma non riuscì mai superare il disturbo linguistico in modo definitivo.

Studiò al Davidson College per un anno, per poi trasferirsi alla Princeton University, dove conseguì la Laurea nel 1879. Era membro dell’associazione studentesca Phi Kappa Psi.

Wilson incontrò Ellen Axson, figlia di un ministro di culto, in una chiesa presbiteriana. Si sposarono il 24 giugno 1885 a Savannah (Georgia). Diedero alla luce 3 figlie: Margaret (1886), Jessie (1887) ed Eleanor (1889).

Woodrow Wilsonsi soffermò a lungo sulla struttura Costituzionale Americana. Dietro l’esempio di Walter Bagehot, e giudicava la Costituzione Americana come:

“pre-moderna, ingombrante, permeabile alla corruzione.

[…] Sto analizzando fatti – diagnosticando, non prescrivendo rimedi”.

Era addirittura favorevole ad un sistema parlamentare. Nei primi anni Ottanta del 1800, su un giornale pubblicato da Henry Cabot Lodge, le sue affermazioni furono:

“Vi chiedo di interrogarvi su questo: non dovremmo avvicinare l’Esecutivo e il Legislativo? Non dovremmo, da un lato, dare ai singoli capi di partito del Congresso una maggiore possibilità di avere un ruolo più intimo nel determinare chi dovrebbe essere presidente, e al presidente, dall’altro lato, una maggiore possibilità di nominare egli stesso un uomo di stato, e i suoi consiglieri capaci uomini di affari pubblici, alla guida del Congresso?”

Creò un Governo Congressionale, come sostegno per un sistema parlamentare.

Riteneva che il complesso sistema americano di pesi e contrappesi rappresentasse la causa diretta dei problemi delle istituzioni. Diceva che aver suddiviso il potere rendeva impossibile agli elettori di riconoscere chi fosse responsabile degli errori.

La più lunga sezione del suo Governo fu dedicata alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, dove egli esprime il proprio disprezzo nutrito per il sistema delle commissioni. Il suo giudizio sul potere fu il seguente.

“Il potere è suddiviso, come era una volta, in quarantasette signorie, in ciascuna delle quali una Commissione Permanente è il barone di corte e il suo presidente il signore proprietario. Questi minuscoli baroni, alcuni dei quali non poco potenti, ma nessuno di essi abbastanza vicino ai pieni poteri del governo, possono esercitare a piacere un rimescolamento quasi dispotico delle proprie contee, e possono talvolta minacciare di arrivare a sconvolgere il regno stesso”.

Woodrow Wilson riteneva che il sistema delle commissioni fosse non democratico, poiché le presidenze delle commissioni venivano nominate in base all’anzianità, e non di fronte a a i propri componenti il che, a suo giudizio, poteva favorire la corruzione. Secondo lui:

“l’elettore, inoltre, sente che la sua mancanza di fiducia nel Congresso è giustificata da quello che sente sul potere che hanno corrotti gruppi di pressione di modificare la legislazione secondo i propri fini. Sente delle enormi somme elemosinate e ottenute… di stanziamenti di spesa decisi nell’interesse appaltatori disonesti; egli non è totalmente senza motivo nel concludere che questi sono mali intrinseci nella natura stessa del Congresso; non vi è dubbio che il potere dei gruppi di pressione consiste in gran parte, se non in tutto, nella vulnerabilità concessagli dal sistema delle commissioni.

Ma al tempo in cui Wilson terminò Governo Congressionale, era presidente Grover Cleveland e Wilson nutrì fiducia che fosse rinsaldato il governo degli Stati Uniti. Prima di divenire egli stesso presidente, Wilson aveva assistito alle vigorose presidenze di William McKinley e Theodore Roosevelt, e Wilson non trattò più della forma di governo parlamentare. Nel suo ultimo lavoro accademico, Governo Costituzionale degli Stati Uniti, del 1908, Wilson sosteneva che la presidenza “sarà tanto grande e tanto influente quanto l’uomo che riveste la carica”.

Insegnò al Bryn Mawr College e alla Wesleyan University, prima di entrare alla Università di Princeton come Professore di Giurisprudenza e Economia politica, nel 1890.

Wilson fu Presidente della American Political Science Association.

Al termine della Prima Grande Mondiale, Wilson si impegnò ad assicurare l’indipendenza alla Nazioni precedentemente oppresse.

L’8 gennaio del 1918, Wilson tenne il suo famoso discorso dei 14 punti, avanzando la proposta di una Lega delle Nazioni, un’organizzazione che avrebbe avere come sopo principale il mantenimento dell’integrità territoriale e l’indipendenza politica di tutte Nazioni che per le piccole.

Nel 1921, Woodrow Wilson e consorte si ritirarono dalla Casa Bianca e si stabilirono in una casa a Washington.

   
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