Thomas Moore: frasi e citazioni del poeta romantico inglese

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Un altro lato del romanticismo inglese, che sta fra i Lakists e il gran genio destinato a risolvere il romanticismo, ha il suo interprete in Thomas Moore (1779-1852) di Dublino.

Thomas Moore fu per la verde Irlanda, ciò che il Burns era stato un tempo per l’Highlands scozzese. Anch’egli fu di preferenza un lirico. Tutti gli elementi che appartengono al dominio della poesia lirica egli trattò con efficacia stupefacente, con armonia melodiosa, con sentimento intimo e profondo.

  1. Per quanto la gioventù abbia dato amore e rose, l’età ci lascia ancora amici e vino.
  2. Dalle piante che si svegliano quando gli altri dormono, dai timidi boccioli di gelsomino che mantengono il loro odore tutto per sé tutto il giorno, ma quando la luce del sole muore lascia che il delizioso segreto si estenda ad ogni brezza che vaga.
  3. La memoria affettuosa porta la luce di altri giorni intorno a me.
  4. E presto, troppo presto, ci separiamo dal dolore, per navigare di nuovo sui nostri silenziosi mari.
  5. Una bella moglie è qualcosa per la fastidiosa vanità di un dissoluto con cui andare in pensione.
  6. E il cuore che è presto risvegliato dai fiori è sempre il primo a essere toccato dalle spine.
  7. Anche se se un angelo dovesse scrivere, i diavoli dovrebbero ancora stampare.
  8. No, non c’è niente di così dolce nella vita come il giovane sogno dell’amore.
  9. Il cuore che ha veramente amato non dimentica mai, ma come veramente ama fino alla fine.
  10. Qui porta i tuoi cuori feriti, qui dì la tua angoscia; La Terra non ha dolore che il Cielo non possa guarire.
  11. Oh! Non date la colpa al bardo.
  12. Tutto ciò che è luminoso deve svanire, il più luminoso rimane il più flebile; Tutto ciò che è dolce è stato fatto per essere perso quando è più dolce.
  13. Un’amicizia che come l’amore è calda; Un amore come amicizia, costante.
  14. Umiltà, quella radice bassa e dolce, da cui sparano tutte le virtù celesti.
  15. Come le navi che sono scese in mare, quand’anche in paradiso era tutto tranquillo.
  16. I miei unici libri erano gli sguardi femminili, e la follia è tutto quello che mi hanno insegnato.
  17. L’amore romantico è un’illusione. Molti di noi scoprono questa verità alla fine di una storia d’amore o quando le dolci emozioni dell’amore che ci portano nel matrimonio e poi abbassano le loro fiamme.
  18. Questo miserabile cervello cedette, e io divenni un relitto a caso, senza uno sguardo alla ragione o al paradiso.
  19. È venuto ma per amicizia, e ha portato via l’amore.
  20. La luce. che giace negli occhi della donna, è stata la rovina del mio cuore.
  21. Mentre si posavano sulla guancia della fanciulla, le giovani rose si accesero nel pensiero.
  22. È solo al piacere che le lacrime sono un lusso.
  23. Chiedi il consiglio di una donna, e qualsiasi cosa lei consigli, fai il contrario: sarai sicuramente saggio.

Le opere ed il pensiero di Thomas Moore

Nelle sue Irish Melodies (Canzoni irlandesi) egli conferì un’espressione riposta e solenne agli amari lamenti del suo popolo. Egli si proponeva, per dirla colle sue parole, «di esprimer nei carmi la lingua dolce e commovente della musica della sua patria». Così egli ha cercato di adattare gli inni melanconici e dolci, ch’erano l’espressione più fedele del carattere del suo popolo, a quella musica domestica dell’antica poesia bardita dei Celti.

Ma non è solo per la dolce musica in esse trasfusa che queste melodie irlandesi continueranno a vivere come attestazione del genio poetico in un popolo, che, ad onta del suo giogo secolare, si è conservato vivo e fresco il suo senso d’indipendenza, il suo compiacimento estetico nella danza e nel canto, il suo senso d’edonismo al banchetto della vita.

Forse il fascino più alto che i carmi di Thomas Moore esercitano su ogni cuore sensibile consiste appunto in quella tempra caratteristica d’amarezza e di dolori con l’intima gioia, con l’ebbrezza serena della vita: è la stessa fusione di voluttà o di mestizia che accompagnava nel suo sorgere il canto elegiaco di Mimnermo nella sua terra dolce e triste, nell’Asia Minore. Fra le melodie irlandesi una delle più celebri è questa canzone all’Irlanda:
« Dimenticarti! Finché avrà un palpito il cuore, sempre ei batterà di carità patria per te, povera terra! Ad onta di tutti i tuoi dolori, ad onta di tutti i tuoi tormenti, io ti amo ben più di tutto il resto dell’universo.
«Fossi tu gloriosa e libera, fossi tu potente e onorata, primo fiore del mondo, più vaga perla del mare, io a te guarderei, con lieta compiacenza, ma potrei forse amarti più profondamente?
« Il tuo sangue che scorre, i tuoi mali affannosi ti fanno ai tuoi figli più cara che mai; e non siamo simili, per cosi dire, agli uccelli che succhiano ebbri nuovo amore al petto materno cruento ».

   
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