Teognide: citazioni, frammenti e poesie greche

_______________
____________________
____________________
 
 
 
 
 

 

Una scultura rappresentante Teognide

In questa pagina puoi trovare tutte le citazioni attribuite a Teogonide, i frammenti ed alcune poesie. Per aggiungere altri componimenti di Teogonide semplicemente scrivi un commento alla fine della pagina: inseriremo le tue citazioni o le poesie e frammenti di Teogonide che ci invierai.

Prima di passare alle citazioni e alle poesie vediamo un attimo la storia di Teogonide:

Teognide fu un autore greco che nacque probabilmente a Megara Nisea, nel Peloponneso, tra il VI secolo a.C. ed il V secolo a.C. da famiglia aristocratica. Ebbe ogni bene confiscato e dovette fuggire dalla patria in seguito la vittoria politica della fazione democratica. Si rifugiò quindi a Megara Iblea, colonia siciliana di Nisea, tornando poi nella terra natale ancora dilaniata dalle lotte interne.

“Nulla l’uomo ha in sé di meglio dell’intelligenza, o Cirno, nulla di più penoso della stupidità.”

Presso gli antichi godette la fama di essere il migliore tra i poeti elegiaci, a tal punto che ogni produzione gnomica e sentenziosa di tal genere, veniva attribuita a lui qualora fosse incerta. Di lui resta una ”Silloge” di poco meno di 1400 versi dedicata ad un giovane da lui amato, ”Cirno”, affinché voglia seguire gli insegnamenti della virtù aristocratica.

 

  • “Amici per mangiare e bere ce ne sono tanti; meno, molti meno, invece, per le faccende serie.”
  • Stolti e dissennati sono gli uomini: piangono chi muore e non il fiore della giovinezza che appassisce.
  • “L’eccessiva ricchezza è stata causa di rovina per molti sprovveduti: è difficile infatti, nell’abbondanza, rispettare la misura.”
  • Non cercare onori, favori o ricchezze attraverso azioni ingiuste e vergognose.
  • Il mio cuore è triste per il tuo amore; non ti posso odiare, non ti posso amare; so quanto è duro odiare il nostro amore, quanto è duro amare chi non vuole amore.“
  • “La cosa più bella è la giustizia. La più desiderabile è la salute e la più dolce avere ciò che si ama.”
  • “Molti hanno indole subdola e traditrice ma la nascondono mostrando un animo cangiante. Eppure, prima o poi, il tempo svela l’indole di ciascuno.”
  • Nasce anche da un male un bene e da un bene un male.“
  • Non denigrare nessun nemico se è valoroso, e non lodare nessun amico se è malvagio
  • “Non si può piacere a tutti, ma in questo non c’è niente di strano. Anche Zeus, che mandi la pioggia o la neghi, non a tutti piace.
  • “La sazietà genera insolenza, quando la prosperità si accompagni a un uomo malvagio e che non abbia sana a mente.”
  • “Le ricchezze qualche nume può concederle anche a un malvagio, o Cirno, ma a pochi uomini tocca in sorte la virtù.”
  • Non confidare sempre a tutti ciò che ti accingi a fare: pochi sono gli amici veramente fidati.“
  • Non essere mai arrogante nei tuoi discorsi: nessuno può sapere che cosa porterà la notte e che cosa porterà il giorno.
  • “Chi ha un male, chi un altro, e fra gli uomini – quanti il sole ne vede – nessuno è perfettamente felice.”
  • “Difficile è riconoscere da lontano l’indole di molti, per quanto si possa essere saggi: infatti alcuni nascondono sotto la ricchezza la loro malvagità, altri sotto la miserabile povertà nascondono la loro virtù.”
  • Neanche il leone banchetta sempre a carne: forte com’è, talvolta si trova a dover digiunare.“
  • “Spesso le apparenze traggono in inganno il giudizio.”
  • Cirno, la nostra città è ancora una città ma i suoi abitanti sono cambiati: quelli che una volta non conoscevano né formule di diritto né leggi, ma portavano continuamente intorno ai fianchi pelli di capra, e abitavano fuori della nostra città come cervi, oggi sono nobili, o figlio di Polipao; e coloro che prima erano nobili ora sono miserabili. Chi può sopportare questo spettacolo?
  • Si fa piccolo il cuore di chi subisce una grave offesa, ma poi, appena l’uomo si vendica, esso si fa grande.
  • “Questo vale la ricchezza per gli uomini: che nessuno giunge all’Ade con tutte le ricchezze, per quante immense ne abbia, né, se pure pagasse un prezzo di riscatto, potrebbe sfuggire alla morte, alle gravose malattie e alla funesta vecchiaia che incalza.”
  • La cosa più bella è la giustizia. La più desiderabile è la salute e la più dolce avere ciò che si ama.“

 

  • Abbi la mente del polipo policromo, che tale appare | quale lo scoglio sul quale vive.
  • Cirno, la nostra città è ancora una città ma i suoi abitanti sono cambiati: quelli che una volta non conoscevano né formule di diritto né leggi, ma portavano continuamente intorno ai fianchi pelli di capra, e abitavano fuori della nostra città come cervi, oggi sono nobili, o figlio di Polipao; e coloro che prima erano nobili ora sono miserabili. Chi può sopportare questo spettacolo?
  • La miglior cosa per gli uomini di questa terra è non essere nati e non vedere la luce del sole; ma se son nati, allora quanto più presto possibile valicare le porte dell’Ade e giacere profondamente sepolti.
Questo è uno degli unici due frammenti di papiro di Teognide. Situato nella camera di papirologia della Biblioteca Sackler all’università di Oxford, contiene i versi 254-278

 

E’ non convien che in tutto
Agli amici t’affidi,
Chè pochi tra moltissimi
Di core a te son fidi.

 

Niun d’un malvagio
L’amor consigli:
Qual mai da un improbo
Util tu pigli?
Da stato misero
Non ti torrebbe,
Nè te partecipe.
Di ben farebbe.

 

Anche a malvagio Iddio dar può ricchezza,
Ma di virtude han pochi la saggezza.

 

Osi l’uom che afflitto giace:
Dagli Dei cerchi la pace.

 

Cirno, anche un lento aggiungere
Uomo può veloce al corso,
Se degli Dei benefico
Non manchigli il soccorso.

 

Vin troppo un mal diviene:
Per chi sa berlo è bene.

 

Sola fra i Numi è buona all’uom Speranza:
Gli altri, fuggiti, hanno in Olimpo stanza.

Cirno, se umile
Temi gli Dei,
Temi male opere
E detti rei.

 

Dubbi sulla paternità di alcune opere di Teognide

La questione della “seconda parte”: riguardo a tale opera è tuttavia sorta una disputa. Da una parte si osserva che la prima parte, più o meno corrispondente ai primi 1200 versi sembrerebbe, come testimoniato da un passo (”Il tuo nome sia suggello che garantisce i miei versi, in modo che non possa un altro appropriarsene”), autentica, mentre la seconda parte (gli ultimi 200 versi), nella quale non appare mai il nome del destinatario Cirno, potrebbe in realtà essere una raccolta di frammenti da altri autori elegiaci, quali Solone, Mimnermo e Tirteo. Dall’altra si nota che la quasi totalità dei frammenti che tratta in modo esplicito – e talora anche audace – della relazione Omosessuale fra Cirno e il poeta è concentrata nella seconda parte. Ciò porta a pensare che in origine essa sia nata come semplice repositorio delle parti “sconvenienti”, creato in epoca bizantina da un redattore cristiano. In essa si sarebbero poi intruse alcune citazioni di tema analogo, ma di altri autori.

Commento alle poesie e alle citazioni di Teognide

A causa dello sviluppo di nuovi ceti, come quello dei marinai o dei commercianti, l’aristocrazia iniziava a perdere il suo potere e la sua credenza. Molti aristocratici vennero esiliati a causa di questa nuova classe dirigente, tra questi vi fu proprio Teognide, il quale scrive nel suo esilio tutto l’odio provato verso la nuova aristocrazia. La società, secondo Teognide, era divisa in due gruppi: Εσθλόί “estloi” (ΑγαΘόι “agatoi” – Buoni) e Δειλόι “deiloi” (Κακόι “kakoi” – Cattivi). I primi, che erano rappresentati dall’alta borghesia erano ritenuti come magnanimi, invece i secondi, rappresentanti del ceto emergente, erano ritenuti vili. Tra questi due gruppi non potevano esservi delle unioni, perché un Δειλόs non potrà mai diventare un Εσθλόs, ma gli Εσθλόί possono venir contagiati dai Δειλόι. I borghesi che avevano perso tutti i beni molto spesso organizzavano dei matrimoni combinati con persone dei nuovi cetiː per questo Teognide spiega la tattica del polipo o camaleonte, per cui bisognava essere vicini con le parole ai “cattivi”, ma senza mai entrarci in intimità.

Ancora Nietzsche, a proposito di questa visione aristocratica, in Genealogia della morale descrive il poeta come uno dei massimi portavoce della nobiltà di spirito ellenica: Teognide rappresenta quindi le virtù superiori quali tratti distintivi dell’aristocrazia e quindi permette di distinguere, nelle parole di Nietzsche, la verità proveniente dall’uomo aristocratico dalla menzogna che invece è insita nell’uomo comune. Nello stesso passaggio (parte I, sezione 5) il filosofo tedesco fa alcune delle sue dichiarazioni più controverse, chiedendosi ad esempio se “… la razza del conquistatore e del padrone non stia soccombendo fisiologicamente ad una razza più scura-aborigena rappresentata dai popoli precedenti all’arrivo degli indoeuropei.

Si tratta forse di una delle questioni maggiormente dibattute in ambito scientifico, quella cioè se Nietzsche volesse o meno intendere tali dichiarazioni in una maniera letterale-razziale o più semplicemente come una metafora spirituale/figurativa; allo stesso modo ci possono essere dubbi sul fatto se Teognide sostenesse o meno una forma di eugenetica o comunque una forte selezione sociale quando fa affermazioni come questa: “Montoni, cavalli e asini noi li vogliamo di buona razza, Cirno, e che montino le femmine adeguate. Ma ecco che oggi un nobile non si vergogna di sposare una plebea, se questa gli porta una buona dote, né tanto meno una donna rifiuta la mano ad un uomo miserabile, se egli è però ricco: vale così più il lusso acquisito che la nobiltà di nascita. Viene venerata solamente la ricchezza, cosicché è l’oro che fa la razza; quindi non ti devi stupire se la razza finisce con l’imbastardirsi. Nella città il buono e il cattivo si sono oramai del tutto mescolati”.

Charles Darwin ha espresso una diffusa preferenza per l’interpretazione più eminentemente biologica di tali dichiarazioni quando ha commentato i versi succitati: “Il poeta greco Teognide… ha intravisto quanto sia importante la selezione, se accuratamente applicata, che essa opererebbe per il miglioramento dell’umanità. Vide allo stesso modo che la ricchezza spesso controlla la corretta azione della scelta sessuale.

 

 

 

   
_______

More Like This


Categorie


letteratura greca

Add a Comment

Your email address will not be published.Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Categorie


Questo sito partecipa al Programma Affiliazione Amazon Europe S.r.l., un programma di affiliazione che consente ai siti di percepire una commissione pubblicitaria pubblicizzando e fornendo link al sito Amazon.it