Tebe contro Sparta: l’egemonia tebana in Grecia (riassunto)

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Tebe e lo scontro con Sparta

La Pace del re era stata un tentativo di imporre alle città greche una politica dello status quo all’ombra di una rinnovata egemonia persiana, che aveva il suo punto forte nella collaborazione con Sparta.

Gli Spartani, utilizzando in maniera strumentale il compito della difesa del principio dell’autonomia cittadina cercarono di avvantaggiarsi della situazione imponendo lo scioglimento di tutte le leghe che non fossero la lega peloponnesiaca, che era almeno formalmente fondata sul principio di autonomia delle singole città.

Ma furono le azioni di un contingente spartano, di ritorno dalla Calcidica nel 382 e guidato dallo spartiato Febida, forse spinto da Agesilao, occupò la rocca di Cadmea vicino a Tebe e da li favorì l’ascesa di un governo oligarchico filo-spartano in città.

Ciò suscitò talmente tanto scalpore in Grecia che le autirità stesse di Sparta diedero a Fabida una multa.

La situazione a Tebe rimase così per qualche tempo mentre Atene, preoccupata dall’ingerenza spartana, accolse i Tebani in esilio tra cui il politico Pelopida e lo aiutò nella sua ribellione anti-oligarchica, infiltrandosi nottetempo in città ed uccidendo la fazione filo-spartana e cacciando la guarnigione spartana.

Il nuovo governo tebano si alleò con Atene, aiutandola quando Sparta, per punire il supporto di Atene a Tebe, cercò di invadere il Pireo.

Era chiaro che Sparta stava approfittando del rapporto con la Persia per conseguire i suoi scopi e perciò dopo due falliti attacchi a Tebe, Sparta subì una dura sconfitta nel 375 da parte dei Tebani, iniziando la sua lenta decadenza militare.

B) La Seconda Lega Marittima Ateniese e le paci comuni

Atene, approfittando della debolezza di Sparta, si avvicinò ancora a Tebe e nel 377 e proclamò la nascita di una nuova alleanza tra città. Per sfuggire alle clauseole della pace dei re, la nuova alleanza si presentava come una serie di accordi bilaterali tra Atene e le altre città. Alcuni di questi ricordi risalivano già agli anni 389-388 mentre molti nacquero dal 384 al 378. La carta di fondazione di questa alleanza aveva però limiti bene precisi. Nella lega non potevano partecipare alcune città appartenenti alle terre del Gran Re poiché Atene non voleva provocare la Persia. Inoltre l’alleanza era solo difensiva e rispettosa dei principi stabiliti dalla pace del re: chiunque avesse aderito avrebbe mantenuto la propria costituzione e libertà. Inoltre non esistevano tributi ma solo contibuzioni (syntaxeis). L’unica tendenza aggressiva della nuova lega era anti-spartana: volevano bloccare la sua politica espansionistica e garantire la pace dei Greci. Questa paura fece ampliare velocemente la Lega, che da 15 soci fondatori giunse a 70-78 alleati e grazie alla rinnovata flotta nel 376 colpirono duramente Sparta nella battaglia navale di Nasso. Questo diffuso sentimento antispartano preoccupò il Gran Re, che ecrcò di ripristinare la pace inviando ambasciatori in tutte le città. Nel 375 e nel 371 le città greche si riunirono in congresso e ribadirono al Gran Re l’obiettivo della pace comune e dell’indipendenza.

Tebe però rifiutò la pace del 371, per bocca del suo leader Epaminonda.

*Questa presa di posizione preoccupò sia Sparta che Atene, i cui rapporti con Tebe si erano raffreddati a tal punto che la città beota attaccò e distrusse l’alleata ateniese di Platea.

C) L’egemonia tebana: da Leuttra a Mantinea

*Tebe, che rifiutò la pace comune in nome di tutta la Beozia irrritò molto le poleis greche, in particolare Sparta che inviò una spedizione ad Atene.

*Lo scontro avvenne nella piana di Leuttra nel 371 e a sopresa vinsero i Tebani che, nonostante fossero inferiori numericamente riuscirono a vincere il re spartano Cleombroto frazie alla nuova tattica della falange obliqua, che rappresentò un innovazione militare importante del IV secolo.

*La sconfitta di Sparta diede un duro colpo al mito dell’invincibilità militare di Sparta e l’inizio del suo irreversibile declino.

*Approfittando del momento Epaminonda cercò di sconfiggere alla base il potere spartano, attaccando il Peloponneso e giunse fino in Messenia nel 370, dove creò la città di Messene, raccogliendo gli schiavi iloti messeni e dividendo con estrazione le terre tra loro.

*La liberazione degli Iloti e la creazione di una nuova città furono un duro colpo per Sparta, che distrussero uno dei pilastri su cui si reggeva la sua organizzazione statale.

*Con Sparta indebolita, in Peloponneso si aprì un periodo di instabilità e guerre civili, con la cacciata delle elite spartane e l’instaurazione di governi democratici.

*Grazie ad Epaminonda nacque anche la Lega Arcadica, con capitale la neo-fondata Megalopoli.

*I successi tebani in peloponneso iniziarono a preoccupare Atene, che per rinnovare la pace comune strinse un alleanza difensiva con Sparta nel 369 in funzione anti-tebana.

*Nel 370 inoltre la morte di Giasone di Fere creò un vuoto politico in Grecia del Nord che Tebe cercò di sfruttare per conquistare un area potente ed usarla come arma per conquistare Delfi.

*Per conquistare la Tessaglia Pelopida si infilò in questioni dinastiche macedoni per trovare un nuovo alleato, ma se ciò inizialmente funzionò, un omicidio a corte mise un nuovo re, filo-ateneiese che mise in difficoltà Pelopida, che fu arrestato dal nuov regnante della Tessaglia.

*La crisi per Tebe aveva avuto inizio, ma vi fu una ripresa quando Epamimonda, rieletto nel 367, riuscì ad ottenere la liberazione di Pelopida. Comprendo che la resistenza ad oltranza alla pace era impossibile, Tebe cercò l’accordo con la Persia.

*Nel 367 Pelopoda anò a Susa e il Gran Re, preoccupato per le difficoltà di Sparta, diede a Tebe il ruolo di garante della libertà che prima era di Sparta, ma i Greci non rattificarono il cambiamento.

*La persia allora aiutò finanziariamente Tebe per costruire una nuova flotta, a capo della quale Epaminonda decise un terzo attacco in Peloponneso.

*Tebe cercò un alleanza con la Lega Achea, aiutando a far salire un governo democratico, ma quando questo fu rovesciato e gli oligarchici tornarono, l’alleanza tra Tebani e Achei si ruppe, perdendone tutti i risultati.

*La crescente frammentazione del potere nel Peloponneso, la nascita di nuovi koinon federali un po’ ovunque rese praticamente impossibili i tentativi di rinnovare la pace comunennel 366.

*Tebe inviò di nuovo Pelopida in Tessaglia nel 364 ma nella battaglia di Cinoscefale perse la vita e quindi nonostante Tebe vinse lo socntrò, perse uno dei suoi leader principali.

*La situazione nel Peloponneso tra i vari Stati nati dopo la dissoluzione del potere spartano degenerò e spaccò il mondo greco: Atene e Sparta si schierarono con Mantinea mentre con Megalopoli si schierarono Tebani, Achei, Argivi e altri del peloponneso.

Come a Cinoscefale, i Beoti e gli alleati vinsero ma questa volta persero sul campo Epaminonda (362). Senza i suoi due capi principali, Tebe non riuscì ad imporsi alla Grecia, ma il suo decennio di conquiste aveva devastato la Grecia come mai prima d’ora: Sparta era a pezzi, Tebe non aveva i mezzi ne le capacità per sostituirla e anche Atene scivolava lentamente nel declino.

In questo periodo di vuoto politico in Grecia, iniziarono a imporsi forze politiche che gravitavano appena fuori dal mondo greco: i macedoni.

   
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1 Comment

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  1. Bellissima vicenda della storia greca dove ancora una volta si assiste alla caduta delle tirannie e delle feroci occupazioni.
    Provo un sollievo nel pensare che Tebe sia riuscita a battere Sparta, più simile a dei parassiti che occupano le terre degli altri e schiavizzano la popolazione che a degli uomini con criteri di correttezza odierni.

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