Storia economica del Giappone (riassunto) – appunti

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Riassunto Giappone storia economica

Il Giappone

Evoluzione storico-economica del Giappone, pre-requisiti culturali e istituzionali

Ingredienti del successo Giappone (elenco)

 

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La riforma Taika (645 – 649)

Il principe Shotoku Taishi introdusse il sistema amministrativo e giudiziario Cinese: nel 603 promulgò il sistema di rango dei 12 cappelli, si basa sulla meritocrazia non per discendenza

Promulgò la costituzione dei 12 articoli, si rifà al confucianesimo.

Riforma fondiaria – distribuzione della terra ai contadini

 

1192-1876 governo militare o Bakufu

Governo dualistico:

  • imperatore
  • Shogun (Bakufu o amministrazione controllata da soldati)
  • Daimyo
  • Samurai
  • Farmers (simili ai feudatari)
  • Artisans (artigiani)
  • Peasants (contadini)

1603-1867 Bakufu Tokugawa

  • Governo guerriero
  • Arrivo dell’occidente
  • Politica di isolamento

1639: fu proibito l’ingresso in Giappone

1853: fine isolamento -> flotta USA (minacciò di bombardare Tokyo e così si convinse di riallacciare i rapporti commerciali prima con USA e poi con l’Europa)

“Trattati ineguali” -> dazio massimo del 5% (fu imposto sempre sulle merci di importazione) -> non essendo interessati alle merci occidentali questo trattato ineguale non ha arrecato gravi problemi all’economia del paese.

 

Meriti del Bakufu Tokugawa

  • Unificazione della lingua
  • Non proibì l’urbanizzazione (Tokyo nel 1806 era grande quanto Londra)
  • Sviluppò l’industria manufattiera grazie alla politica commerciale protettiva
  • Ampio sviluppo del mercato interno ed efficiente sistema creditizio
  • Politica dell’istruzione che incoraggiò la diffusione del confucianesimo (non esiste l’istruzione obbligatoria ne le scuole ma frequentando il tempio per il confucianesimo si imparava a leggere e scrivere; l’istruzione obbligatoria fu interrotta nel 1870 circa)
  • Il confucianesimo (filosofia) comune a Giappone e Cina (nato in Cina insieme al buddismo)
  • Lealtà (obbedienza) come virtù primaria -> in Cina era la benevolenza
  • Istruzione “società del diploma”, vennero create scuole e università; questo perché le persone devono essere discriminate in base ai meriti e non alle origini di nascita
  • Frugalità, condotta nobile prerequisito fondamentale per il protezionismo (non bisogna ostentare)
  • Razionalità (scienza occidentale) -> non ha mai proibito le conoscenze scientifiche e le innovazioni

Storia economica giappone riassunto
Scintoismo (religione) versione del taoismo cinese

  • Religione della famiglia imperiale e della popolazione, quello che si è sviluppato come adorazione dell’imperatore
  • Patriottismo, il credo sull’imperatore ha facilitato il sacrificio per sé per proteggere l’imperatore e la patria
  • Culto dell’imperatore
  • Sacrificio di sé per il bene dell’imperatore
  • Kamikaze (vento mandato da Dio), storicamente era un vento che scacciò per ben due volte l’invasione dei mongoli.

 

La rivoluzione Meiji (governo illuminato) 1867-1868

Imperatore Mutushito, partendo da un movimento xenofobo -> nel momento in cui sale al potere non scacciò mai gli stranieri ma collaborò con loro.

“Etica giapponese” -> scienza occidentale

1878-1900 governo Meiji avviò con successo il decollo dell’economia e la costruzione di uno stato moderno

 

I modelli da seguire del governo Meiji:

  • Dalla Francia: il sistema scolastico e l’esercito
  • Dalla Gran Bretagna: la flotta imperiale, il telegrafo e le ferrovie
  • Dagli USA: le università
  • Dal Belgio: modello di Banca centrale
  • Dalla Germania: costituzione e codice civile
  • Esperti tecnici stranieri per addestrare i colleghi giapponesi (20% della spesa statale era devoluto per pagare questi tecnici)

 

Riforme principali del governo Meiji:

  • Abolì il sistema delle caste
  • Abolì il sistema feudale
  • 1872 istituì l’istruzione elementare obbligatoria
  • 1904 il 94% dei giapponesi è alfabetizzata
  • Aprì il paese al commercio internazionale
  • Si esportava: té e seta grezza
  • Capitalismo di stato

 

Problemi del decollo Giapponese

  • Reperire il capitale per queste imprese
  • Elevata imposta feudaria
  • Stipendi feudali (da reinvestire la loro liquidazione nelle imprese) -> spesso la gestione veniva lasciata a questi ex-feudatari
  • Gestione dilettantistica “da samurai” -> inizialmente arrancano perché mal gestite, e con errori di calcolo dei costi e benefici. I lavoratori non i trovano quindi spesso erano ex-militari nelle aziende siderurgiche e figlie dei samurai o dei militari nelle aziende tessili
  • 1880 gravi difficoltà finanziarie
  • Vendita delle imprese statali -> i mercanti che si erano arricchiti con la guerra di Thaione acquistarono le imprese statali
  • Decollo industriale

 

Vigilia prima guerra mondiale

Il Giappone era autosufficiente nella produzione siderurgica, meccanica, chimica.

La prima guerra mondiale fu un occasione di industrializzazione, un esponenziale crescita delle esportazioni. Forte fu il dualismo fra il governo ed esercito (questo è dovuto alla debolezza dell’imperatore che lascia fare quel che il governo e l’esercito vogliono); l’esercito finì per detenere il potere politico reale. I capitalisti industriali (nuovi zaibatsu) erano fedeli all’esercito e questo derivava alla forte etica confuciana che nei secoli era penetrata nel paese.

Si diceva “paese ricco porta esercito forte”.

 

Secondo dopoguerra.

Ci fu una collaborazione con gli USA (per diventare un piede statunitense in Asia ma non con una grande forza; dopo la guerra di Corea cambiò l’idea degli statunitensi e si rilanciò investendo nello sviluppo del Giappone. Furono favorite le industrie pesanti e chimiche).

Dopo la caduta dell’imperatore come figura politica e con l’introduzione di una nuova costituzione democratica, il governo seguì la direzione ammnistrativa rispetto alle imprese. Promosse gli accordi “tie-ups” (accori con le case di produzione occidentali per importazione di tali prodotti nel paese), agevolò l’importazione di moderna tecnologia, appoggiò la trading compagnies (innovazione giapponese, sono aperture di uffici in paesi stranieri che vendono e fanno pubblicità di più aziende insieme) ed attuò una politica protezionistica.

 

Ruolo dell’istruzione e della professionalità

Quali sono le caratteristiche peculiari che hanno reso possibile il successo del Giappone?

  • Istruzione aperta a tutti, ma altamente competitiva
  • Sistema educativo più monomaniacalmente meritocratico al mondo
  • Ricorrenti prove di valutazione
  • Gli studenti imparano a capire quale sarà il loro posto nel mondo del lavoro
  • Autorità e competenza professionale

Mancanza di competizione antagonistica tra lavoratori, ma perché?

  • Sistema altamente meritocratico che premia l’assunzione dei migliori
  • Autorità del dirigente è legittimata da competenza e fiducia
  • Senso di equità
  • Scopi comuni
  • Criteri di avanzamento basati sull’anzianità
  • Efficienza come risultato della cooperazione tra individui (es circoli di qualità, normalmente si prende un tè con la presenza di lavoratori e manager che scambiano idee e miglioramenti)
  • Bassa sindacalizzazione (interno all’azienda che spesso fa gli interessi dell’azienda in base all’andamento, non esistono sindacati nazionali)
  • Immobilità della forza lavoro

 

Innovazione Giapponese :

  • Lavoro di squadra e cooperativo (microinvenzioni)
  • Organizzare l’innovazione
  • Gruppi di ricercatori -> sviluppo delle innovazioni tecnologiche
  • Meno successo nell’invenzione
  • Pochi incentivi individualistici

 

Differenze istituzionali:

  • Ruolo delle banche
  • “Sistema multi-ombrello” tra banche e imprese (le banche simili alle banche miste tedesche e italiane e il banchiere siede in consiglio di amministrazione se è molto esposto);
  • Le banche forniscono fondi per progetti d’investimento
  • I banchieri spesso siedono nel consiglio di ammnistrazione dell’azienda

 

Ruolo del mercato azionario:

  • Mercato azionario -> strategia di stabilizzazione dell’azionariato
  • Banche
  • Imprese industriali di assicurazione
  • Partecipazioni incrociate fanno nascere importanti sinergie (diffeicile da penetrare dall’esterno)

 

Concludendo

Gli ingredienti del successo economico Giapponese:

  • Istruzione
  • Lavorano cooperativamente nelle grandi imprese
  • Immobilità del lavoro
  • Rotazione interna continua
  • La gerarchia è più accettata che in Europa
  • Capitalismo orientato verso la produzione
  • Non dominano gli interessi degli azionisti
  • Partecipazioni incrociate assicurano stabilità
  • Protezionismo: barriere di tipo non-tariffario
  • Grandi imprese -> cartelli o forti assicurazioni di settore
  • Organizzazione del lavoro e dell’impresa/Sistema del just in time
  • Non hanno avuto bisogno di essere artefici di scoperte originali

 

Just in time: inventato dai Giapponesi, non avere tempi di attesa ma avere le giuste risorse sempre disponibili. Sistema produzione efficiente che è servito anche negli ordini di produzione successivi.

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