Pastiera: storia, origini e miti sul dolce tipico di Pasqua

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La pastiera è uno dei dolci tipici pasquali, che da Napoli si è imposto all’attenzione dei palati dei golosi di tutta Italia e di tutto il mondo, ma è anche uno dei simboli della primavera per i suoi ingredienti e per la sua storia: oggi scopriamo che cos’è la pastiera, come si prepara questa specialità napoletana e quali sono le origini, anche mitologiche, di questo dolce, uno dei protagonisti più attesi delle feste pasquali.

La ricetta della pastiera

Partiamo dalle basi e, dunque, dalla ricetta tipica della pastiera: negli ultimi anni si sono diffuse tantissime varianti, con l’impiego addirittura del cioccolato, ma noi ci vogliamo attenere a quella più fedele alla tradizione. Il nostro riferimento è il blog di Misya, food blogger napoletana che propone la versione classica di pastiera napoletana utilizzando solo gli ingredienti tipici: grano, uova, zucchero semolato, ricotta e acqua di fiori d’arancio, e poi ancora latte e un pizzico di vanillina. Alla base di questo dolce c’è una fragrante pasta frolla che racchiude il suo ripieno goloso, morbido e profumato, e il colore deve assolutamente essere giallo oro intenso.

Le varianti della ricetta tradizionale della pastiera

Come dicevamo, negli ultimi anni alla ricetta tradizionale si sono aggiunte tantissime variazioni, di entità più o meno grande. Ad esempio, in alcune versioni i fiori d’arancio vengono sostituiti dalla scorza del limone senza però perdere il profumo di primavera garantito da questo ingrediente agrumato, mentre in altre si prevede l’aggiunta di cannella per un aroma più speziato. Ben più sostanziale la differenza con le ricette che prevedono l’impiego di crema pasticcera per il ripieno, con quelle che utilizzano il cioccolato bianco per preparare la pasta frolla (o cacao amaro, per una pastiera più scura) o di cioccolato a scaglie all’interno. In altre zone della Campania, poi, sono diffuse altre varianti: nella provincia di Salerno si usa il riso locale al posto del grano, mentre nel Casertano è la ricotta a essere sostituita da tagliolini di pasta fatta in casa.

La ricetta originale della pastiera resta un mistero

Ma qual è la vera ricetta della pastiera napoletana? Con la crema, senza crema, con la cannella o meno? Una risposta unica è impossibile averla, per cui vi suggeriamo di provarle tutte. E lo stesso mistero sembra aleggiare anche intorno alle origini della pastiera che, come capita spesso per le tradizioni di Napoli, si incrociano con il mito. Tra fantasia e realtà, hanno preso corpo storie diverse per spiegare la creazione di questo dolce meraviglioso, che raccontano di sirene, regine e suore. La verità? Difficile stabilirlo, ma il fascino della pastiera forse dipende anche da questo.

Le leggende sulle origini della pastiera

Secondo una delle tante leggende, la pastiera ha origini provenienti dal mare. Sarebbe cioè il frutto di un omaggio delle mogli dei pescatori che, per ingraziarsi il mare a cui affidavano i propri mariti, nella notte lasciavano sulla spiaggia ceste di uova, ricotta, frutta candita, grano e fiori d’arancio. Un giorno, al mattino scoprirono che i flutti avevano mischiato tutti gli ingredienti realizzando proprio una torta, appunto la pastiera.

Dal mare come entità a una sua abitante, ovvero la mitologica sirena Partenope, ritenuta una delle madri della città di Napoli: per incontrare il suo favore, i napoletani le portavano sette doni, ciascuno simbolo ben preciso: la farina (ricchezza), la ricotta (abbondanza), le uova (fertilità), il grano cotto nel latte (la fusione di regno animale e vegetale), i fiori d’arancio (profumo della terra campana), le spezie (omaggio dei popoli), lo zucchero (dolce come il suo canto). La sirena gradì i doni e li utilizzò per creare questo particolare dolce in senso di riconoscenza.

La pastiera come simbolo di primavera

Immancabile nella pastiera l’essenza di fiori d’arancio. Questo dolce, infatti, era molto utilizzato anche nei riti pagani come simbolo del ritorno della primavera, della fertilità dei campi, della stagione della vita e dei colori. Il grano è simbolo di ricchezza e fecondità, e le uova simboleggiano la vita nascente, caratterizzando la pastiera come un dolce composto da ingredienti capaci di rimandare a significati di prosperità e vitalità.

Gli aneddoti sulla pastiera

Uscendo dal mito e passando alla storia, c’è un aneddoto che si lega a doppio filo alla storia della famiglia reale napoletana: la protagonista è Maria Teresa D’Austria, moglie del re Ferdinando II di Borbone. Dopo aver assaggiato il dolce napoletano su insistenza del marito, la sovrana sorrise e il re disse: “Per far sorridere mia moglie ci voleva la Pastiera, ora dovrò aspettare la prossima Pasqua per vederla sorridere di nuovo”. E forse è anche per questo che, ai giorni nostri, la pastiera non viene preparata più soltanto a Pasqua, ma fa felici i golosi (napoletani e non) in ogni momento dell’anno.

   

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