Storia della battaglia di Gaugamela: schieramenti, tecnica militare e riassunto

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Era il primo Ottobre dell’anno 331 a.C. e ad est di Mosul, nell’odierno Iraq settentrionale non lontano dal sito archeologico di Tell Gomel , nel 331 a.C. si svolse uno degli scontri più importanti e spettacolari dell’antichità, avente come protagonisti Alessandro Magno e Dario III: la battaglia di Gaugamela.

La battaglia di Gaugamela (in greco antico: Γαυγάμηλα, Gaugámēla) conosciuta anche come battaglia di Arbela, fu combattuta da Alessandro Magno contro l’impero achemenide di Dario III. Il 1º ottobre del 331 a.C., l’esercito della lega corinzia sotto il comando del re macedone si scontrò con l’esercito persiano di Dario III vicino a Gaugamela, nei pressi della odierna città di Mosul in Iraq. Anche se in pesante inferiorità numerica, Alessandro uscì vittorioso grazie alle sue superiori tattiche e a un esercito meglio addestrato. Fu una vittoria decisiva per l’alleanza ellenica e portò alla caduta dell’impero achemenide.


L’armata di Alessandro Magno annientò il 1° ottobre (30 settembre secondo alcune fonti) l’esercito di Dario III, re di Persia, aprendo le porte per la conquista di un impero smisurato. Ancora una volta la falange macedone dimostrò la propria invincibilità sui campi di battaglia.

Dopo le battaglie di Granico e di Isso Alessandro si trovò di fronte l’ultima grande prova: schierato sulla pianura lo aspettava il più grande esercito persiano di sempre, tra loro cavalieri battriani, armeni, indiani, sciti. Lo scontro sembrava impari, infatti i macedoni potevano contare su circa 7mila cavalieri e 40mila fanti contro circa 35mila cavalieri, 200mila fanti oltre a 200 carri da guerra falcati, dotati di una lama sul mozzo della ruota.

Consapevole della sua inferiorità numerica Alessandro affrontò la cavalleria nemica sulle ali impegnandola il più possibile per poter avanzare poi rapidamente al centro dello schieramento dove era disposto Dario. Quando i carri falcati si avventarono sui macedoni, questi non fecero altro che aprirsi e lasciarli passare per permettere poi alle seconde linee di metterli fuori combattimento.

Poi, mentre i persiani insistevano con attacchi sulle ali, Alessandro notò un vuoto che si era aperto nello schieramento nemico. Rapidamente formò una disposizione “ a freccia” con lui al vertice attaccando gli avversari al centro. Questo grande cuneo umano creò notevole scompiglio tra i persiani anche perché i macedoni erano pericolosamente arrivati quasi a contatto con Dario dopo aver messo fuori uso la guardia imperiale ed i mercenari.

Fu tutto fu così rapido e concentrato che Dario temette seriamente per la sua vita e si dette ad una fuga precipitosa mentre i suoi ancora combattevano. A battaglia ancora incerta Alessandro invece di inseguire il re fuggiasco si preoccupò di prestare soccorso ai suoi uomini.

Alla vista della fuga di Dario anche i persiani cominciarono una disordinata ritirata e fu allora che si registrarono le maggiori perdite. Alla fine i macedoni contarono poco più di mille fra morti e feriti mentre circa 53mila persiani giacevano sul campo di battaglia. Dopo Gaugamela Alessandro avanzò fino a Babilonia e Persepoli mentre Dario III, ultimo esponente della dinastia achemenide, finirà per essere ucciso dal suo luogotenente Besso.

   
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