La storia dei diamanti: la gemma per eccellenza nel mondo della gioielleria

La storia dei diamanti affonda le radici nell’antichità. La gemma per eccellenza viene estratta infatti da più di seimila anni.
La natura remota dei primi rinvenimenti del diamante non permettono di risalire con esattezza alla prima scoperta della pietra, ma è possibile tracciare con relativa certezza i primi rinvenimenti in India, sulle sponde dei fiumi Krishna e Godavari.

Cenni storici su come si usavano i diamanti nell’antichità

L’estetica riconoscibile lascia intuire che sin dai primi utilizzi (per lo più sacri) i diamanti venivano ritenuti assolutamente preziosi. In parallelo, vennero immediatamente evidenziate le proprietà fisiche della pietra: la lucentezza (dettata dalla particolare rifrazione della luce), la capacità di graffiare i metalli e l’innata resistenza.

Per i motivi che precedono, alcune specifiche città indiane come Golconda divennero importanti poli commerciali per la produzione e la compravendita dei diamanti.

Con relativa velocità le gemme si diffusero in gran parte del globo, per utilizzo ma anche per mera conoscenza. Gli antichi romani, per esempio, ne esaltavano principalmente le proprietà tecniche che caratterizzavano il loro utilizzo versatile, mentre i cinesi, le cui miniere erano prive di diamanti, osservavano come fosse diffusa l’usanza di utilizzare le gemme come strumento religioso e di allontanamento degli spiriti maligni.

Il rinvenimento dei diamanti nelle miniere di mezzo mondo è una conquista tuttavia piuttosto recente. Fino al 1700 infatti tutti i diamanti del globo provenivano dall’India e dal Borneo, salvo poi subentrare una serie di giacimenti minerari in Brasile e, soprattutto, in Africa. A questa svolta dobbiamo la diffusione massiva delle gemme e la loro commercializzazione globalizzata di cui apprezziamo oggi gli effetti a tutti i livelli.

In parallelo alla disponibilità, aumentavano anche le capacità tecniche di taglio, lavorazione e lucidatura delle pietre. Questo fattore va considerato come il pioniere dei moderni criteri di valutazione di un diamante, che deve il suo valore generale ad un perfetto equilibrio fra offerta commerciale e livello qualitativo della pietra, identificato – come noto – da specifici parametri e valori.

Utilizzi industriali

È prassi comune riconoscere i diamanti specificatamente per la loro funzione estetica, dedicata quindi alla nobile arte della gioielleria. Tuttavia l’utilizzo della gemma più preziosa al mondo è legato a doppio filo con la maggior parte delle tecniche di lavorazione industriale a vari livelli. (
L’estrema durezza e le capacità abrasive rendono il diamante lo strumento perfetto per la perforazione, il taglio e la lucidatura di qualsiasi materiale.

Le applicazioni pratiche in questo senso sono pressoché infinite: dalle punte da trapano alle paste diamantate per la levigatura, sino alle più potenti smerigliatrici. Anche la quotidianità, relativa agli utensili tipici utilizzati ogni giorno, è caratterizzata da una presenza costante del diamante, come la coltelleria in ceramica rivestita da polvere di diamante, molto spesso usata soprattutto nei ristoranti e negli esercizi che richiedono particolari performance al taglio.

Senza contare che in ambito informatico ed elettronico in generale, il diamante viene preferito ad altri materiali per la particolare conducibilità e per le prestazioni efficaci come contributo al raffreddamento dei sistemi elettrici attivi.

Puoi approfondire questo argomento con un articolo di approfondimento molto interessante “mille e un utilizzo del diamante a cui non avresti mai pensato”.

Utilizzi dei diamanti nella finanza moderna

Stanno aumentando i vari operatori del mercato finanziario che scelgono di ricorrere ai mezzi di investimento differenti dai tradizionali titoli di stato e investimenti in banche ma che si occupano sempre più di giocare sui tassi di cambio ad esempio con oro, argento, petrolio e infine diamanti. I diamanti nell’era attuale rappresentano nell’impiego finanziario un modo per preservare il proprio capitale intatto durante periodi di iperinflazione in quanto difficilmente i diamanti possono perdere quotazione così rapidamente. Un interessante articolo a proposito dei diamanti e del loro utilizzo nella finanza moderna si trova su ilsole24ore, dove potete vedere come anche in Italia alcuni preferiscano investire in diamanti che nei bond.

I diamanti nella gioielleria

Come detto, il diamante nella sua accezione più tipica rappresenta il gioiello nel senso più universale del termine. Sin dai tempi antichi impreziosire i propri monili con questa gemma era segno di inconfondibile prestigio, bellezza e spesse volte buon auspicio in generale. Oggi il mercato offre anche online tante possibilità che permette di vendere i diamanti usati al miglior prezzo.

Nonostante la generale gradevolezza estetica, però, i diamanti possono essere estremamente diversi tra loro per colore, grandezza ed altre specifiche tecniche. Per questo motivo è di fondamentale importanza la classificazione di valore basata sulla regola delle”quattro C”: il colore (color), la purezza (clarity), il taglio (cut) e la caratura (carat).

Sulla base di questi specifici parametri è possibile stabilire con buona precisione una quotazione fedele della pietra, e soprattutto, prescindendo dal valore economico, è possibile esaltarne tutte le caratteristiche di pregio che rendono perfetto il gioiello sul quale viene incastonata.

In ambito pratico, la maggior parte dei riferimenti diretti per la gioielleria dei diamanti fa capo all’oggetto simbolo in questo senso: l’anello solitario. Tuttavia sono numerosissime le possibilità di collocazione della gemma in questo senso: il diamante è infatti la pietra simbolo per bracciali, orecchini e collane delle più grandi case di produzione preziosa del mondo.

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