Società di professionisti e società tra avvocati – appunti diritto commerciale

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Diritto-commerciale-appunti

Oggi il legislatore consente l’esercizio delle professioni intellettuali in forma societaria.

Esisteva una legge del 1939, abrogata nel 1997, che vietava agli esercenti professioni intellettuali protette, l’esercizio in forma societaria della professione intellettuale. L’unica forma giuridica consentita per l’esercizio collettivo di un’attività professionale era quella dell’associazione.

Con l’articolo 10, l.183/2011 il legislatore si è prefisso la riforma degli ordini professionali e l’ingresso nell’ordinamento italiano delle soietà tra professionisti, rinviando il concreto varo ad un successivo attuativo, ad oggi non ancora emanato.

Quali sono le caratteristiche delle società fra professionisti?

I soci devono essere tutti abilitati all’eserczio della professione intellettuale;

Il cliente è messo in condizione di scegliere il socio con cui instaurare il proprio rapporto, in difetto la società deve comunicare il nominativo dei soci a cui è affidato l’incarico.

L’obiezione principale (l’unica che avesse un fondamento nel nostro ordinamento giuridico) alla possibilità di esercizio collettivo delle professioni intellettuali in forma scietaria, fondava sulla necessaria prestazione (il professionista è tenuto nei confronti dei clienti ad effettuare personalmente la prestazione).

Dato che la società è il soggetto giuridico distinto dai suoi soci, il cliente instaura un rapporto con la società, e viene meno la personalità della prestazione del professionista.

Il legislatore quindi supera questa obiezione introducendo l’obbligo, in capo alla società e ai soci, di mettere il cliente in condizione di scegliere il professionista che deve eseguire la prestazione, e , in difetto, la società è tenuta a comunicare preventivamente e per iscritto il nominativo del professionista che eseguirà personalmente la prestazione.

Società fra avvocati

Il legislatore qui permette e regola le società di avvocati, per cui è prevista l’iscrizione in un’apposita sezione speciale del registro delle imprese. Le società tra avvocati possono essere costruite in forma societaria, e si applicano, in via residuale, le disposizioni previste per le società in nome collettivo. Tutti i soci devono essere in possesso dell’abitazione ed esercitare la professione, pena l’esclusione dalla società.

La società tra avvocati deve avere inequivocabilmente per oggetto l’esercizio in comune dell’attività professionale, deve contenere nella ragione sociale il nome dei soci (o uno o più di essi) e l’indicazione s.t.p. (società tra professionisti).

L’amministrazione della società non può essere affidata a terzi non soci, e spetta ai soci disgiuntamente.

Il cliente può scegliere quale/i dei soci deve svolgere l’incarico affidato, in difetto la società deve comunicare per iscritto il nominativo dei soci a cui è stato affidato l’incarico.

La responsabilità per le obbligazioni che derivano dal’esercizio dell’attività professionale, in particolare la responsabilità risarcitoria per i danni causati dal non diligente adempimento degli obblighi del professionista, grava, oltre che sulla società sui soci incaricati dello svolgimento del mandato professionale, o, quando al cliente non sia stato comunicato il nominativo dei professionisti incaricati, su tutti i soci.

 

   
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