Sparta e la Lega Peloponnesiaca: riassunto e spiegazione storia di Sparta

Sparta era una delle più grandi e influenti polis della Grecia antica, sorta al centro della Laconia nel Peloponneso intorno al XII secolo a.C. Sulla sua storia spesso è complicato distinguere tra realtà e leggenda, possedendo infatti una cultura così peculiare,che molte delle fonti storiche rimasero influenzate dal suo mito e le loro testimonianze al riguardo peccano talora di affidabilità. Tale aura leggendaria era alimentata dalla stessa Sparta e dal suo esercito che contribuì a tramandare quello che gli storici chiamano miraggio spartano.

In prossimità della città antica sorge oggi il comune greco di Sparta.

Secondo il mito sarebbe esistita una Sparta achea che avrebbe preceduto la Sparta dorica. L'”incavata Lacedemone” è ricordata nell’Iliade di Omero, nel Catalogo delle navi (II 581), dove si fa riferimento ad un’ampia regione comprendente 9 borgate tra cui Fari, Sparta, Amicle, Elo e Las. All’epoca della guerra di Troia, nel XIII secolo a.C., sarebbe appartenuta al regno di Menelao, marito di Elena e fratello di Agamennone, che governava il Peloponneso nord-orientale dalla sua reggia di Micene.

Gli Spartani hanno cercato di mantenere vivo il ricordo di queste origini nobili ricercando all’interno dei propri culti dei legami con i personaggi omerici, all’interno della polis possiamo quindi trovare un santuario di Elena e in Laconia un tempio di Menelao, un santuario di Alessandra (che gli Amiclei identificavano con Cassandra, figlia di Priamo) e due santuari di Achille. A favorire queste assimilazioni concorrono il riconoscimento da parte degli archeologi di 21 siti abitati in Laconia già nel XXIII secolo a.C. tra cui Amicle, Vaphiò e Pellana.

In età arcaica nel Peloponneso si parlava dorico in Messenia, Laconia, in Argolide, a Corinto e a Megara mentre dialetti derivati dall’acheo sopravvivevano solo in Arcadia, a Cipro e in Panfilia. Inoltre si rilevano tracce archeologiche di due importanti ondate di distruzione, una nel XII secolo e un’altra all’inizio dell’XI secolo. Questo scenario sembra avallare l’ipotesi tradizionale di una invasione violenta, infatti la lingua originale si era conservata solo nelle montagne dell’entroterra e all’estero. Il mito associa l’arrivo dei Dori con il legittimo ritorno degli Eraclidi. Questa identificazione era importante per gli spartani in quanto permetteva loro di considerarsi autoctoni e non invasori.

Situata all’interno della Laconia, un ampia regione del Peloponneso sud orientale, Sparta sorse in seguito all’unione di alcuni villaggi sparsi nella pianura del fiume Eurota.
*Sin dall’età arcaica si distinse sia per la potenza militare che per la particolarità delle sue istituzioni.
*A fare della polis un’efficente macchina da guerra e darle stabilità politica e buon governo (eunomia) si dice che fu un leggendario legislatore, Licurgo, la cui esistenza è dubbia e che l’ordinamento attribuitogli fu in realtà il risultato di una lunga evoluzione di almeno due secoli
*Nelle prime fasi delle storia di Sparta è la guerra la caratteristica dominante: dalla seconda metà del VIII secolo la polis inizia la sua espansione contro la vicina Messenia con la ventennale Prima Guerra Messenica (743-724) che si conclude con la vittoria di Sparta, che sottomette il nemico, conquistandone le terre e riducendo gli abitanti in una situazione di schiavitù.
*I Messeni si ribellarono nel 669/668 ed assieme all’eterna rivale di Sparta, Argo sconfissero Sparta, dando inizio alla Seconda Guerra Messenica, che però fu vinta nuovamente da Sparta che ottenne immensi territori, garantendo terre fertili in abbondanza per tutti i suoi cittadini ma iniziando a creare un problema ovvero la ridotta quantità di spartani per tenere sotto controllo le popolazioni sottomesse al suo interno, tra cui gli Iloti della Laconia.
*Alla prima metà del VII secolo vi fu una importante riorma legislativa, fatta dal sunnominato Licurgo, la cosiddetta Grande Rhetra.
*Il testo è una sorta di Costituzione che sancisce il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni politiche ed è quindi il risultato di profonde trasformazioni legate all’introduzione dell’oplitismo.
*Il corpo civico viene riorganizzato in tre tribù e cinque suddivisioni territoriali, le obai e i poteri sono ripartiti tra due organismi: un consiglio ristretto di aristocratici, la Gherousia, di cui fanno parte i Due Re e l’assemblea, l’Apella, che viene convocata periodicamente e ha la possibilità di approvare o respingere le proproste dell’altro organismo ma non puo fare proposte alternative.
*Posteriore alla rhetra è la creazione della magistratura degli Efori, che acquisiranno sempre più potere a scapito dei re.
*Nel VII secolo Sparta è ancora una polis ancora aperta agli scambi con l’esterno e non nega il lusso aristocratico come altre città greche.
*Le forti tensioni interne e la costante minaccia delle popolazioni sottomesse la modificarono trasformandola in una comunità austera e militarizzata. Questa trasformazione si dice sia stata fatta dall’Eforo Chilone nel 556/555
*Di certo è che a partire dal VI secolo Sparta diventa uno Stato-caserma in cui i cittadini sono soldati a tempo pieno, il lusso è bandito e i contatti con l’esterno sono ridotti al minimo e gli stranieri in città sono ridotti al minimo e spesso cacciati.
*Intorno alla metà del VI secolo inizia una nuova fase per la politica estera Spartana in seguito alla vittoria su Argo, dopo la quale la polis riesce ad affermare la sua egemonia sul Peloponneso con nuovi metodi: sipulando una serie di trattati bilaterali con gli altri stati della regione in modo da isolare la rivale
*Nasce così la Lega Peloponnesiaca, comprende gran parte delle comunità del Peloponneso (escluse Argo e l’Acacia) e costituisce il più antico esempio di alleanza militare tra più polis con la presenza di uno Stato egemone: nasce così una Symmachia.
*Importante è la posizione egemone di Sparta: le altre polis sono libere nella politica interna ma riconoscono la guida di Sparta in quella esterna, accettando di avere gli stessi amici e gli stessi nemici.
*In questo modo Sparta ottenne l’esercito più forte della Grecia, potendo così svolgere un ruolo di primo piano anche fuori dal Peloponneso

Vediamo in maniera riassuntiva quale fu l’organizzazione e la stuttura dello stato spartano:

L’organizzazione dello stato spartano appare del tutto particolare, sia per lo strano sistema educativo che per lo stile di vita austero e soprattutto per le istutuzioni politiche, che nemmeno gli antichi seppero ben classificare.
La classe più importante erano gli Spartiati, detti anche homoioi (uomini uguali), ovvero gli unici abitanti in possesso dei diritti politici.
Essi erano però una netta minoranza sulla popolazione complessiva.
Questa ristretta casta di privilegiati aveva grandi obblighi: essi erano infatti liberi da ogni preoccupazione economica (la loro terra veniva coltivata dai servi e gli erano vietati il commercio e l’artigianato) e dovevano quindi dedicarsi esclusivamente all’attività militare.
Lo stato imponeva loro un impegnativo percorso educativo detto agoghè, che iniziava strappando i bambini alle famiglie a 8 anni e lanciandoli in un difficile addestramento militare gestito dalla polis fino ai 30 anni di età.
Una volta completato l’addestramento, lo Spartiato ha altri obblighi oltre alla guerra, tra cui il partecipare ai sissizi, pasti comuni per rafforzare la comunità la cui assenza prevede la perdita dei diritti politici e deve inoltre pagare una quota fissa mensile coi prodotti delle sue terre.
Questo causò un loro rapido declino nel V secolo.
Tutti i cittadini di pieno dirittto fanno parte dell’Apella, che ha un potere politico limitiato, puo solo approvare o respingere le proposte ma non avanzarne di proprie.
Molto più significativo è il ruolo del consiglio ristretto, la Gherousia, formato dai due re e da 28 membri eletti a vita dagli spartiati di almeno 60 anni.
I re sono particolari poiché regnano in coppia, appartenendo a due famiglie, gli Agiadi e gli Euripontidi, che vantano discendenze da Eracle. Essi hanno competenze militiari e religiose.
Più ampi sono i poteri dati agli Efori, 5 eletti dall’apella annualmente e che vigilano sull’osservanza delle leggi e sul controllo del comportamento dei cittadini e degli stessi re.
Molte più numerose degli Spartiati sono le altre componenti della società spartana: i Perieci ovvero uomini di condizione libera ma senza lo status di cittadini, che godono di una notevole autonomia a livello locale e possono accedere ad attività commerciali e artigianali vietate agli spartiati e anche militando nella falange oplitica.
Ma la componente maggiore è quella degli Iloti, soggetti non liberi discendenti dalle popolazioni locali sottomesse della Laconia.
La loro condizione è diversa dalla schiavitù vera e propria: gli Iloti diversamente dagli schiavi possono vivere con i loro gruppi familiari e possono avere patrimoni personali.
Essi però devono lavorare le terre agli Spartiati e versare la metà del proprio raccolto.
Era per il timore delle loro rivolte che la polis di Sparta si militarizzò

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