“Sogni e altiforni – Piombino – Trani senza ritorno” – recensione del libro

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  • Titolo del libro: Sogni e altiforni – Piombino – Trani senza ritorno
  • Autori del libro: Gordiano Lupi, Cristina De Vita
  • Edizioni A.Car
  • Data: 2019
  • Numero di pagine: 319

Giordano Lupi e Cristina de Vita sono gli autori di un brano scritto a quattro mani e ambientato nella Piombino di oggi. Il protagonista indiscusso è un ex calciatore di successo, Giovanni.

Attorno a Giovanni, protagonista anche dell’opera precedente, intitolata “Calcio e Acciaio”, ruotano alcune persone che fanno da sfondo al racconto principale. L’amata madre, con la quale vive in una villa affacciata sul mare. Vecchi amici storici, con i quali condivide la sua passione, ed infine Debora, donna dei suoi sogni, spesso nominata e ricordata come un amor perduto.

Tutto il libro è incentrato sui racconti dell’ex calciatore, famoso un tempo, ma del quale ora, anche agli occhi di se stesso, rimane solo un ricordo sbiadito. Racconti di quello che era, nel bene e nel male. Ricordi di una gioventù volata troppo in fretta; sfuggita di mano per inseguire un sogno, senza fare i conti con quello che sarebbe stato dopo.

Il calcio e Debora sono le poche emozioni (dolci e amare) scaturite in uomo che, abbattuto dagli anni che passano, si autodefinisce uno spettatore annoiato della vita. Il brano scorre tra le riflessioni del protagonista sulla propria vita e sui cambiamenti avvenuti.
Mutamenti che inesorabilmente hanno colpito tutti, l’anziana madre, sempre in gamba, ma non più in grado di svolgere tutto da sola; la città e gli storici luoghi di ritrovo, oramai straformati in luoghi tristi e squallidi.

La società, la politica e il calcio, sua unica ed insostituibile passione. Il fato, o meglio, il calcio stesso, farà rincontrare quell’amore perduto, dando all’uomo la possibilità di rivedere la sua Debora, non più la fanciulla lasciata a Trani decenni prima per andare a giocare in una grande squadra, ma oramai, una madre, una nonna. Ma soprattutto una donna, una donna che si racconta, ritornando a sua volta con la mente a quegli anni passati. Quegli anni in cui sperava di poter vivere il suo futuro con Giovanni. Una vita in salita la sua, tra speranze naufragate, amori perduti e batoste da incassare da sola.

Durante la lettura ci si sente immersi dalle storie, trascinati dalle emozioni e da i ricordi prima di Giovanni e poi di Debora, intrisi entrambi di una malinconia costante e penetrante, di un tempo oramai perduto.

Autrice della recensione: Dalila Vignetta

   

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