Senofonte: riassunto vita e opere del letterato greco

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Opere di Senofonte

 

Senofonte nacque in Atene da famiglia equestre, circa nel 430 a. C. Ancora giovinetto divenne discepolo di Socrate, invitato dal filosofo stesso. Nel 401 seguì Prosseno beota, in qualità di privato nella spedizione che Ciro il giovane intraprese per togliere il trono al fratello Artaserse, re di Persia. Dopo la morte di Ciro nella battaglia di Cunassa (401) e l’uccisione a tradimento dei capitani greci, guidò la retroguardia nella ritirata dei diecimila.

Tornato ad Atene, a causa della insofferenza per il governo democratico e della simpatia per il governo aristocratico di Sparta, se ne allontanò presto. Strinse allora amicizia con Agesilao e lo seguì nella spedizione in Asia contro il satrapo Farnabazo e poi nella battaglia di Coronea (394), contro Tebe ed Atene. Colpito dalla condanna all’esilio per ragioni oscure fu compensato da Agesilao col dono di un podere presso Scillunte in Elide, dove visse per circa venti anni, in un otìum felice con la moglie e i figli, Grillo e Diodoro, educati a Sparta, dedicandosi all’agricoltura e alla composizione delle sue opere. Perduto anche il podere di Scillunte lo troviamo dopo la battaglia di Leuttra (371) a Corinto, Riaccostatosi ad Atene inviò i figli a combattere tra le file degli Ateniesi nella battaglia di Mantinea (361), nella quale Grillo cadde eroicamente.

Fu revocato il bando, ma non sembra che Senofonte sia tornato in patria. Mori dopo il 354 a novant’anni, non si sa dove. Senofonte fu un poligrafo; scrisse infatti di filosofia (Apologia, Simposio, I memorabili di Sacrate), di economia (Economico), di questioni pratiche e tecniche (Ipparchico e Sull’equitazione) ecc.

Le opere di maggiore impegno sono tuttavia: l’Anabasi, in sette libri, le Elleniche, pure in sette libri, la Ciropedia, in otto libri. , L’Anabasi (cioè marcia all’insù verso l’interno) è il resoconto diaristico della spedizione dei diecimila, la partecipazione cioè di un corpo di mercenari greci alla guerra che Ciro il giovane fece contro il fratello Artaserse, nell’intento di detronizzarlo. Il titolo di Anabasi conviene solo al primo libro, ma per estensione si applica anche agli altri.

L’opera, pubblicata sotto il nome di Temistogene siracusano, è autobiografica; l’autore tuttavia parla di sé in terza persona, come farà poi Cesare nei suoi Commentari. Dopo un breve accenno alle cause della guerra, Senofonte descrive la marcia dell’esercito fino a Cunassa, a un centinaio di chilometri da Babilonia. I Greci, comandati da Clearco,non conoscono il vero scopo della spedizione e nella giornata campale di Cunassa, schierati all’ala destra, riescono a ricacciare le truppe persiane loro contrapposte.

Ciro tuttavia, mentre l’ala sinistra è sopraffatta, si slancia arditamente contro il fratello e cade, segnando con la sua morte l’inizio della sconfitta dei suoi. Mentre gli altri barbari accettano la consegna delle armi e la resa, i Greci decidono di tentare il ritorno in patria. Comincia cosi la ritirata, dal 4 settembre al maggio successivo, tra difficoltà di ogni genere, costituite dalla perfidia dei barbari (che uccidono a tradimento i principali capi greci), dagli assalti proditòri, dalle difficoltà naturali, dalle discordie, dalla fame e dalla stanchezza, fino a Pergamo, dove Senofonte consegna i superstiti allo spartano Timbrone.

La figura di Senofonte campeggia a cominciare dal libro III; egli mette in luce la propria iniziativa, il coraggio, l’astuzia, l’eloquenza per cui veramente ebbe parte non piccola nel guidare a salvamento i Greci superstiti. Le Elleniche vollero essere un’opera di maggior impegno storiografico; continuando la narrazione dello storico Tucidide, Senofonte espone la storia greca dal 411 al 362, l’anno della battaglia di Mantinea. L’esito fu tuttavia poco felice; se si eccettua il pregio di qualche pagina narrativa, sul piano storico esse sono un’opera di scarsissimo valore.

La Ciropedia (cioè l’educazione di Ciro, titolo valido solo per la prima parte dell’opera) è una specie di romanzo storico-pedagogico in cui protagonista è Ciro il vecchio, fondatore dell’impero persiano. Su pochi elementi storicamente accertati Senofonte ricostruisce una biografia ideale dell’’optimus princeps, del sovrano nato. Dopo l’educazione (narrata nel primo libro) i libri seguenti raccontano le imprese militari di Ciro il grande fino alla sua morte, avvenuta nel 529 a.C. probabilmente in battaglia contro i Massageti.

Vita romanzata, si diceva, e basti a dimostrarlo proprio il particolare della morte del sovrano, avvenuta secondo Senofonte non in battaglia ma nel proprio letto e confortata dalla presenza dei figli che ascoltano dal padre un lungo sermone sull’immortalità dell’anima. Le disgraziate vicende della Grecia inducevano molti cittadini a riporre il proprio ideale di vita civile in un mondo lontano e favoloso; Ciro il vecchio era un personaggio abbastanza famoso per attirare l’interesse del lettore greco, ma nello stesso tempo poco noto, cosi da consentire allo scrittore di rielaborare liberamente i pochi dati sulla sua vita. Ciro appare da giovane tutto intento agli esercizi fisici e militari, poi stratega pronto a concepire piani di guerra e a dominare le situazioni, pieno di premure per i suoi soldati e di umanità per i nemici vinti, monarca foggiato dalla filosofia.

 

 

   
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