Scrittori e poeti dal viaggio alla villeggiatura: i luoghi della poesia

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Fin dalla tradizione classica, la letteratura è stata viatico per molti poeti e artisti portati a

cercare nella realtà veri e propri rifugi, la “villeggiatura ideale”. Dante, nel I del Purgatorio

presenta una spiaggia dolce e purificatrice, topos letterario legato al paesaggio marino. Boccaccio

colloca i suoi personaggi fuori dalla quotidianità, in campagna. I luoghi di riposo possono essere

capaci di ristorare fisico e mentre e sono davvero antichi. La letteratura si costituisce da sempre

come stimolo per chi vuole viaggiare.

Il concetto di letterato è legato al “viaggio” come forma stessa del conoscere e metafora di

percorso esistenziale che porta all’esplorazione di sé. Viaggio di autori in Italia e italiani in viaggio

in Italia e verso Oriente, cosicché l’otium e il riposo divengono luoghi della trasgressione, della

liberazione, dell’avventura, dell’eros svincolato da qualsiasi barriera. Questi elementi sono

fortemente legati ai fenomeni storici. I viaggi di D’Annunzio, ad esempio, fecero molto scalpore,

moda e notizia. La Toscana, dalle colline alle pinete della Versilia al mare, viene decretata come

luogo ideale per i soggiorni e la villeggiatura, l’abbandono panico alla sensualità della natura –

l’autore ha soggiornato molto in Toscana. È anche il fondatore dei cosiddetti “itinerari alternativi”,

presenti nelle Laudi, in cui l’autore parla di un’Italia preziosa, raccolta, ricca d’arte ma “silenziosa”,

degna di essere ripercorsa da chi mostra gusti non banali. Quindi presenta itinerari nuovi e diversi,

soggiorni preziosi e unici additati al lettore-viaggiatore del tempo – emblematica l’importanza di

Gardone, sul lago di Garda, il Vittoriale; oppure la risonanza di Freud che soleva trascorrere le estati a Lavarone, l’altopiano sopra Trento. Il caso delle località balneari e il mare “popolare” per

eccellenza, la costa romagnola e il girovagare sulla sponda adriatica – la letteratura ha contribuito a

svelare e costituire l’identità del nostro paese. Vi sono i soggiorni liguri di un Montale – le Cinque

terre –, la campagna di Sicilia di Verga, Pirandello e Quasimodo; Grazia Deledda in Sardegna.

Trieste è la città di Svevo e Saba e Magris; leggendo Pavese si riscopre Torino e le langhe; Roma

viene ricordata da D’Annunzio, Moravia, Pasolini, Gadda. La stagione del neorealismo ha

contribuito a portare alla luce la Roma metropolitana e lacerata delle borgate. L’aspetto del

quotidiano tipico italiano è il caffè: il Caffè Greco di Roma, il Pedrocchi di Padova, il Florian di

Venezia furono luoghi di ritrovo per intere generazioni d’intellettuali.

   
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