Schema riassuntivo prima rivoluzione industriale – in breve

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Schema riassuntivo prima rivoluzione industriale

  • La prima rivoluzione industriale si svolse dal 1700 alla prima metà del 1800.
  • La prima rivoluzione industriale fu caratterizzata dalla caldaia a vapore, dall’acciaio, dalla ferrovia, dai macchinari sempre più avanzati.
  • La chimica inorganica rese disponibili potenti sbiancanti (cloro, soda).
  • Questa rivoluzione industriale non necessitò di innovazioni e livelli alti di istruzione, basandosi su una scienza semplice e nota: le innovazioni e invenzioni potevano essere realizzate benissimo da singoli senza necessariamente avere laboratori specializzati
  • La lavorazione si realizzava, non più a domicilio, ma in fabbriche con divisione del lavoro e uso di macchinari specializzati e caldaie a vapore. Questo favorì l’accentramento della popolazione e fu  un potente fattore di urbanizzazione.
  • Le imprese erano di piccole dimensioni e non necessitavano di grandi capitali, tranne le ferrovie, che in molti paesi furono sostenute dalla finanza pubblica.
  • Si iniziarono ad organizzare i primi sindacati, trade unions, più per mestiere che per settore.

Mappa concettuale prima rivoluzione industriale schema

   
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  1. La presenza di condizioni geografiche ed ambientali favorevoli : essendo un’isola era distaccata dagli altri paesi, riparata dalle guerre e dalle invasioni, aveva n umerosi porti e risorse minerarie vit ali (ferro e carbone).
    L’Inghilterra giunse prima di altri stati ad avere un ordinamento giuridico ed istituzionale favorevole alla crescita e che consentiva diverse trasformazioni: 1. Abolizione delle corporazioni e delle privative (libertà di lavoro e di impresa). Davano delle regole troppo rigide. Erano poco disponibili ad accogliere le no vità, oltre a limitare la concorrenza esterna ( principio di iniziativa economica).
    2. Creazione di un unico mercato nazionale. Occorre va rimuovere quegli ostacoli che in qualche modo rendeva no più complicati gli scambi commerciali da un posto all’altro, ovvero: a. superamento dei vincoli feudali (libertà di circolazione degli uomini); b. unificazione di pesi e misure, che comportava una maggiore facilità nei calcoli e nella contabilità; c. unificazione monetaria , che rende va più semplice lo scambio tra diverse zone del paese; d. riduzione e soppressione di dogane interne e pedaggi (libertà di circolazione delle merci). I dazi erano anche interni tra una città e l’altr a e ciò comportava un aumento del prezzo dei beni ; e. riordinamento del sistema bancario (maggiore disponibilità del credito). Venne creato un sistema bancario efficiente; f. perfezionamento del diritto commerciale (maggiore sicurezza nelle relazioni economiche). Furono regolati i rappor ti f ra gli operatori economici attraverso una normativa chiara e certa n ella risoluzione dei conflitti. Tutti questi cambiamenti avvennero prima in Inghilterra che in altri paesi europei anche per la preco c e realizzazione di importanti riforme politiche: Magna Charta (1215), che limitava in misura significativa il potere del sovrano; Rivoluzione Seicentesca, che a fine secolo portava al passaggio del controllo diretto della finanza pubblica al parlamento; Il sistema di Common Law era particolarmente flessibile e rapido nel seguire i cambiamenti della società;  Lo Stato sosteneva la crescita delle attività economiche (es. Atti di navigazione);  La nobiltà non era ostile alle attività commerciale, in quanto non erano ritenute inconciliabili con la condizione di nob ile (come accadeva in Francia);  Grande tradizione di pensiero filosofico orientata in senso empiristico (es. Bacone, Newton) e fondatori dell’economia moderna (es. Adam Smith). In Inghilterra c’era un particolare rapporto fra la struttura dei prezzi e la struttura dei sala ri. Alcuni storici cercarono di capire il reddito medio dei lavoratori e accertarono che, oltre all’acquisto di beni di prima necessità, gli inglesi potevano permettersi altri beni . La retribuzione media era più alta rispe tto a quella degli altri paesi. Ciò perché il costo dell’energia era più basso rispetto al costo del lavoratore. Questo abbattimento dei costi ha spinto gli imprenditori inglesi a sostituire la macchina al lavorato re. Dalla fine del Seicento, i tassi di interesse scesero, a parte qualche crisi finanziaria occasionale.

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