Riassunto/schemi riassuntivi per economia degli intermediari finanziari – parte 1

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Economia degli intermediari finanziari l'arbitraggio , hedger e speculatore deinizione cos'è

Elementi delle operazioni di finanziamento:
(NATURA MONETARIATEMPORISCHIO)

1) Flussi di cassa in entrata ed in uscita
2) Le prestazioni sono separate da intervallo di tempo che definisce la durata
3) La distanza delle prestazioni conferisce elementi di incertezza, ovvero il rischio. –> I rischi delle operazioni di finanziamento dipendono:

a) da condizioni economiche della controparte
b) da fattori indipendenti dal comportamento dei soggetti finali

La valutazione rischio dipende da qualità quantità e trasparenza
informazioni disponibili.

Sotto il profilo tecnico-giuridico le operazioni finanziarie –> trovano espressione nei contratti finanziari.

Attività finanziaria/Passività finanziaria sono sinonimi di contratti finanziari, rispettivamente per chi deve dare o ricevere la prestazione monetaria.

La negoziazione di un contratto finanziario si risolve con un’equa distribuzione dei rischi tra le parti sulla base di un compromesso accettabile tra finalità contrapposte.

Natura contrattuale – tipi di contratti finanziari

DEBITOPARTECIPAZIONE ASSICURAZIONEDERIVATI

1) Contratto di debito = erogazione da parte di un soggetto di una somma di denaro, la quale sarà restituita ad una o più scadenze future assieme ad un interesse per la disponibilità della risorsa monetaria, sulla base dell’impegno assunto dalla controparte.
(Mutui, depositi, prestiti obbligazionari).

La distanza temporale che separa le prestazioni implica una componente aleatoria a carico del creditore il quale dovrà valutare la capacità di rimborso a scadenza del debitore prima di erogare la prestazione.

Contratti di partecipazione = consistono nel trasferimento di risorse ad un’impresa da parte di un soggetto che assume la veste di proprietario o comproprietario dell’impresa stessa. Il conferimento di risorse a titolo di capitale Sociale comporta l’assunzione del rischio d’impresa. (Azioni, partecipazioni).
Si acquisiscono diritti patrimoniali su quota utile e diritti amministrativi su decisioni società.
Non c’è garanzia di remunerazione e restituzione del capitale investito. La remunerazione é condizionata dall’andamento economico positivo e dalla decisione di redistribuzione da parte
dei soci.

3) Contratti di assicurazione = consistono nel trasferimento dei rischi da un soggetto a un altro soggetto; di norma istituzioni
specializzate –> a fronte di un premio assicurativo, l’assicuratore assume un onere finanziario condizionato al verificarsi di un dato evento futuro incerto.
I contratti assicurativi sono operazioni aleatorie essendo caratterizzate da una prestazione certa dell’assicurato (premio) ed una controprestazione eventuale dell’assicuratore.

RISCHI PURI: Tutti gli eventi aleatori che possono determinare solo una perdita al soggetto che ne venga colpito e su cui non ha alcuna possibilità di controllo. (Incidente, morte, incendio)

4) Contratti derivati = contratti il cui prezzo dipende dalle quotazioni di un diverso contratto finanziario sottostante, il quale é oggetto per definire diritti e obblighi delle parti.

Servono per proteggersi da RISCHI FINANZIARI/SPECULATIVI –> tutti gli eventi che possono generare un risultato negativo o positivo.

I contratti finanziari vengono scambiati su mercati specifici dove operano:
1) HEDGER–>soggetti che vogliono tutelarsi dal rischio speculativo.
2)SPECULATORI–>soggetti che vogliono fare soldi su rischi speculativi
3)ARBITRAGGISTI–> valutano dove i prezzi sono più bassi nello stesso mercato per un bene omogeneo, per poi rivenderlo al prezzo più alto sul mercato.

I contratti precedenti soddisfano i seguenti BISOGNI delle unità economiche:

1) Bisogni di investimento: valorizzazione nel tempo di disponibilità monetarie dei soggetti.
In avanzo finanziario (depositi c/c, obbligazioni, azioni)
2) Bisogni di finanziamento: necessità di reperire risorse finanziarie ulteriori rispetto a quelle disponibili.
3) Bisogni collegati al trasferimento dei rischi: puri per cautelarsi da danni di sinistri, speculativi per mantenimento ricchezza e gestione portafoglio finanziario.
4)Bisogni collegati al sistema di pagamenti: domanda di moneta e trasferimento della stessa.
Profilo economico-tecnico operazioni finanziarie—> componenti elementari:
Denominazione in valuta estera —> Rischio di cambio
Natura del prenditore di fondi —> Rischio di credito (fa riferimento a Rating int o est dell’ente)
Durata —> determinata o indeterminata
Modalità erogazione del capitale —> condizioni per effettiva disponibilità.
Rimborso del capitale —> alla scadenza, quote costanti.
Natura della remunerazione —> Tasso int per contratti di debito; Dividendo per le azioni
– Negoziabilità —> Liquidità (rapidità ed economicità capitale a trasf. in moneta. Naturale o artific.)
– Trattamento fiscale
Queste componenti identificano caratteristiche di durata e costo per PASSIVITA’, di liquidità, rendimento e rischio per ATTIVITA’.—> variabili fondamentali per valutare e selez. investimento.
RATING: punteggio espresso in lettere o cifre che esprime la capacità di un ente privato o pubblico a rispettare l’impegno assunto. Inoltre fornisce un’informazione omogenea su grado di rischio degli emittenti e serve ad investitori che non sono in grado di effettuare analisi del rischio autonomamente. Serve anche per la  fissazione del prezzo e per il collocamento dei titoli emessi.

Si calcola in base a: analisi bilancio, mercato, management, prospettive future.
– Il TASSO DI RENDIMENTO è una misura dei frutti di un impiego di denaro espresso in % del capitale iniziale su base annua.

Essendo il compenso richiesto per rinviare il consumo nel tempo, il tasso di rendimento deve essere sufficiente, almeno ex ante, ad assicurare un potere di acquisto futuro superiore a quello
presente.

Tasso di rendimento nominale (coupon rate)—> calcolato al lordo dell’inflazione; fa riferimento alla remunerazione periodica che l’emittente si impegna contrattualmente a pagare.
Tasso di rendimento reale—> tiene conto delle variazione previste nel livello dei prezzi.
Tasso atteso (ax ante)—> valutazione effettuata al momento in cui investire.
Tasso realizzato (ex post)—> valutazione dell’investimento a posteri.
Tasso di rendimento effettivo a scadenza (yield to maturity)—> tasso di rendimento che maturerebbe acquistando oggi al prezzo attuale di mercato, incassando tutti i flussi intermedi, reinvestendoli e dismettendo l’investimento alla sua scadenza naturale —> tasso di attualizzazione che rende la somma dei valori attuali dei flussi di cassa attesi uguale all’investimento iniziale di capitale.
Il prezzo di un’attività finanziaria è il valore attuale dei flussi di cassa futuri. Esiste una relazione inversa tra i prezzi delle attività finanziarie e i tassi di rendimento.

Negli Investimenti PRIVI DI RISCHI
1) Rendimento ex post=ex ante. No rischio insolvenza e di reinvestimento—> debitore ha elevanto standing creditizio (risk free)

Negli investimenti con rischi:
1) Debitori non sono in grado di fornire certezza adempimento obblighi. Lecito attendersi premio per il rischio e tasso di rendimento elevato.
RISCHIO: eventualità che un avvenimento possa causare un danno o una perdita.
Rischio puro—> comportano solo danni e perdite.
Rischio speculativo—> avvenimenti incerti con effetti negativi ma anche positivi.
Rischio sistematico—> nascono da situa generali. (si ricorre a hedging)
Rischio non sistematico—> nascono da un singolo debitore. (diversificaz. investim)
Tempistica —> Rischo ex ante – ex post
Oggetto—> Singola attività – Portafoglio di attività.

TIPOLOGIE DI RISCHI:

1) Rischi derivanti da inadempimento contrattuale delle controparti.

2)- Rischi collegati a variazioni inattese di variabili di mercato.
1) Rischio di insolvenza: il debitore non è in grado di onorare integralmente i propri debiti, pagando interessi e rimborsando il capitale.

Insolvenza può anche essere temporanea.

Ritardo pagamenti: ha effetti negativi per creditori. L’interesse è commisurato al rischio.
Rischio di migrazione: modifica del merito di credito del debitore rispetto a quello assegnatogli dal creditore ex ante, comportando un passaggio da una classe di rischio di credito ad un’altra. Questo
comporta un innalzamento o un abbassamento del premio di rischio richiesto.
Rischio di regolamento: rischio dell’insolvenza della controparte prima dell’esecuzione della prestazione o al momento dell’esecuzione, comportando conseguenze negative per il
sostenimento dell’annullamento dell’operazione.
Rischio paese: insieme di condizioni politico-sociali ed economico finanziarie di paesi esteri che condizionano l’adempimento con eventi non imputabili al soggetto stesso.
Rischio di prezzo: modifica del prezzo delle attività negoziabili per via di modifiche inattese di variabili (es. tassi di interesse), creando scostamento tra rendimento ex ante ed ex post.
Rischio di interesse: aumenti generalizzati dei tassi di interesse con conseguente riduzione dei prezzi delle attività.
Rischio di reinvestimento: è soggetto qualunque contratto che preveda il pagamento periodico di interessi. Al momento in cui avviene l’incasso, l’operatore non è in grado di reinvestire la somma
alle medesime condizioni di rendimento.
Rischio di cambio: è soggetto ai contratto con valuta diversa da nulla normalmente utilizzata da almeno una delle controparti. Possibile modifica dell’andamento del prezzo della moneta nazionale
rispetto alla valuta estera, con conseguente danno sui flussi di cassa generati.
Rischio di inflazione: modifica del potere di acquisto della moneta di denominazione del contratto finanziario.
Rischio di liquidità: in caso di necessità di smobilizzo anticipato dell’investimento, il mercato non è in grado di assorbilo rapidamente e trasformarlo in liquidità.
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Contratti bilaterali: negoziati attraverso un contratto diretto e personale tra le parti con specifiche alle rispettive esigenze. Molti prevedono forme standardizzate ed i soggetti scelgono quello in cui
si rispecchiano maggiormente i loro interessi.
Contratti multilaterali: negoziati da singola controparte e pluralità di soggetti con procedure standardizzate ed impersonali (es. azioni ed obbligazioni).
PRODOTTI FINANZIARI: strumenti fin. e ogni altra forma di investimento di natura fin. esclusi i depositi bancari o postali.
STRUMENTI FINANZIARI: valori mobiliari, strumenti di mercato monetario, strum, derivati; esclusi mezzi di pagamento, titoli e contratti della moneta bancaria.
VALORI MOBILIARI: valori che possono essere negoziati nel mercato dei capitali, consentendo agli investitori di liquidare e smobilizzare l’investimento senza attendere la scadenza naturale dello stesso. (es. azioni, obbligazioni, titoli vari)

1) Prestiti per cassa: due contrapposte prestazioni avente come oggetto somme di denaro.
Garanzie: non assicurano il buon fine del finanziamento, ma hanno scopo di rendere più immediato e agevole il recupero nel credito in caso di inadempimento.
TITOLI DI DEBITO: (a reddito fisso, ovvero che l’emittente promette in anticipo all’investitore un compenso che, salvo default, non dipende dall’entità dei risultati reddituali del debitore) sono strumenti finanziari emessi da soggetti in deficit al fine di soddisfare i propri bisogni di finanziamento e sottoscritti da soggetti in surplus finanziario, ricevendo in cambio una remunerazione. Sono rappresentati da
titoli di stato, titoli garantiti dallo stato ed equiparati, obbligazioni emesse da imprese, dalle banche, da enti territoriali e organismi sovranazionali.

Elementi distintivi dei titoli di debito:

1) Durata fissata al momento dell’emissione.
2) Diritto al rimborso del capitale.
3) Diritto al pagamento degli interessi.

Si classificano per:
Natura dell’emittente: definisce rischio di inadempienza espresso da rating.
Periodicità flussi di cassa: zero coupon o coupon bond
Tipologia flussi di cassa: Indicizzazione reale, indicizzazione finanziaria (adegua il rendimento ai tassi di mercato, viene applicata
a remunerazione corrente), Iindicizzazione valutaria (privilegia indici di cambio fra valuta interna ed estera). Titoli strutturati—> caratteristiche contrattuali di rischio e rendimento innovative.
Durata: Breve o mediolungo
Valuta di emissione: I soggetti residenti in un paese posso emettere titoli in valuta diversa a quella del proprio paese al fine di diversificare del fonti. Si dicono titoli domestici quelli emessi nella stessa valuta del paese in cui sono stati emessi.

Si dicono euro-obbligazioni quelle emesse in un mercato diverso da quello del paese emittente in valuta diversa di quella del paese in cui è stata emessa.
-Mercato di quotazione: mercato regolamentato o mercato non regolamentato.
Le obbligazioni societarie (Corporate Bond): sono emesse da banche e società provate al fine di finanziarsi. Per le banche e società con azioni quotate non è previsto limite dimensionale, per quelle non quotate il limite è due volte la somma fra c.s., riserva legale e riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio. Se si collocano tramite offerta al pubblico, hanno obbligo di fornire un prospetto informativo per rendere gli investitori in grado di effettuare un investimento consapevole.
Non esiste durata prefissata, spesso sono 5,7,10 anni. taglio minimo 1000€. non tutte le emissioni sono collocate su mercati regolamentati, aliquota fiscale del 20%. hanno diverse configurazioni di tipologia con o senza cedola, fissa o variabile, miste ecc.

ELEMENTI DISTINTIVI TITOLI A REDDITO FISSO:

Tasso nominale di interesse: rappresenta flusso di interessi erogati nel corso della vita del prestito, il quale può essere fisso o con clausole di variabilità.
Valore di rimborso: valore al quale viene rimborsato il titolo e coincide con il valore nominale al netto della tassazione sullo scarto di emissione.
Durata del prestito: periodo tra emissione e scadenza finale.
Piano di ammortamento: definisce modalità per rimborso prestito.
Modalità di quotazione: il rateo di interesse, relativo alla cedola in corso deve essere pagato da chi acquista il titolo. Si tratta di interessi maturati dallo stato dell’ultima cedola incassata fino al momento della transazione.
Un titolo è quotato al corso secco quando il prezzo esprime il puro capitale e non tiene conto dell’eventuale parte di cedola già maturata nel periodo. Un titolo è quotato al corso tel-quel quando comprende, oltre al valore nominale, anche gli interessi maturati a partire dal giorno di scadenza dell’ultima cedola fino al giorno di regolamento.
I titoli senza cedola quotano al corso tel-quel.
Valutazione del rendimento: Il beneficio economico è misurato da un indice di redditività espresso dal rapporto tra le prestazioni nette percepite e la spesa sostenuta inizialmente per l’acquisto.
Valutare il valore attuale di uno strumento finanziario significa stimare il prezzo pagabile da parte di potenziali investitori.

RISCHI DEI TITOLI A REDDITO FISSO:
Rischio emittente
Rischio di reinvestimento: Se gli interessi percepiti non vengono reinvestiti, il rendim effettivo cambia.
-Rischio di interesse (prezzo): Come precedente, ma prende in considerazione l’indicatore della duration, ovvero a durata media fin del titolo, tenendo conto di tutte le prestazioni attese nella vita del titolo, cedole incluse. Viene utilizzato come misura di sensibilità del prezzo al variare del tasso di interesse. L’operatore che acquista il titolo a reddito fisso senza avere la certezza di poterlo detenere fino a scadenza, deve basare la sua valutazione anche sulla duration, in modo da non esporsi troppo al rischio di subire variazioni di prezzo che compromettono il rendimento ex post.
-Rischio di cambio: riguarda titoli in valuta estera che possono aumentare o diminuire il controvalore a seconda dei tassi di cambio.
-Rischio di inflazione: capitale finale è in termini reali inferiore a quello iniziale.
Rischio di liquidità del mercato: come precedente.
Rischio di rimborso anticipato: riguarda obbligazioni “callable”, ovvero con la clausola che attribuisce all’emittente la facoltà di rimborsare anticipatamente il prestito, gestendo il rischio più
agevolmente quando i tassi di int sono a lui sfavorevoli.

TITOLI DI CAPITALE: si caratterizzano per la cointeressenza ai risultati dell’attività economica svolta dell’emittente e per il vincolo che lega i capitali investiti alla vita d’impresa, per cui il prenditore di fondi non assume alcun impegno certo di remunerazione e di restituzione futura del capitale originariamente ricevuto. Il finanziatore assume lo status di socio, la remunerazione è eventuale, la scemenza non è prevista, il valore di emissione non è inferiore al valore nominale e
spesso sono titoli nominativi.
L’azione è un titolo di credito rappresentativo di una quota parte del c.s. di un’impresa costituita in forma di s.p.a o s.a.p.a o in società cooperativa a responsabilità limitata. Le azioni sono liberamente trasferibili salvo clausole limitative.
Valore nominale=quota di c.s. che corrisponde alla singola azione. Valore patrimoniale=quota di patrimonio netto che corrisponde alla singola azione. Valore di mercato(prezzo)=si forma con
incontro di domanda e offerta del titolo e risente dello stato di salute e della redditività aziendale.
Valore di emissione=prezzo a cui le azioni sono collocate.
DIRITTI DEL TITOLARE DI AZIONI:
1)Di natura amministrativa
-Diritto di voto: la facoltà di un socio di esprimere la propria opinione in assemblea. Rappresenta
l’effettiva possibilità di operare attivamente per il raggiungimento dell’obiettivo aziendale.
-Diritto di impugnativa: possibilità in capo al socio o ad un gruppo di soci rappresentativi di una
predestinata quota di capitale, di impugnare le decisioni prese in assemblea qualora queste
possano arrecare danne ingiusti e di evitare le conseguenze di comportamenti fraudolenti o
opportunistici da parte dei soci più importanti.
2)Di natura patrimoniale
-Diritto agli utili: ovvero al dividendo, ovvero parte dei risultati economici positivi conseguiti
dall’azienda in base alla quota di c.s.
-Diritto alla quota di liquidazione: In caso di liquidazione societaria, il socio ha diritto a parte del
risultato finale residuo.
3)Di natura mista
-Diritto di opzione: prelazione concessa agli azionisti di sottoscrivere nuove azioni in occasione
delle operazioni di aumento di capitale a pagamento, in modo da assicurare la tutela della quota di
partecipazione evitando un danno di natura patrimoniale.
CATEGORIE DI AZIONI:
1) Azioni ordinarie: nominative, pieno potere di voto assemblee ord e straord, diritto dividendo
assicurato (se previsto).
2) Azioni speciali:
-Con diritto di voto limitato: emesse per massimo la metà del capitale sociale; altre azioni speciali sono invece prive del diritto di voto, ma con vantaggi patrimoniali (azioni di risparmio).

Il dividendo è rappresentato da una cedola staccabile dall’azione.

E’ il diritto dell’azionista di partecipare alla distribuzione degli utili.

AUTORITA’ DI CONTROLLO DEL SISTEMA FINANZIARIO
1) Banca d’Italia: Istituto di emissione, organo di vigilanza di stabilità ed efficienza degli intermediari finanziari, tutela della concorrenza del sistema bancario, gestore dei pagamenti dello stato tramite il servizio di tesoreria.
2) Consob: (commissione nazionale per le società e la borsa) nata nel 1974, si occupa di controllo delle società, vigilanza degli intermediari finanziari, controllo delle società di revisione, controllo delle società quotate.
3) Antitrust: nato nel 1990, si occupa di abusi di posizione dominante, intese restrittive della concorrenza, operazioni di concentrazione, pubblicità ingannevole e comparativa.
4) ISVAP: Vigila sulle assicurazioni e sui broker.
5) COVIP: Vigila sui fondi pensione.

   
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