Riassunto sulla rivoluzione inglese (guerra civile inglese) – appunti di storia

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Rivoluzione inglese guerra civile riassunto storia

La rivoluzione inglese (1642-1660) fu quel conflitto politico e militare che portò alla caduta della
monarchia e al protettorato di Oliver Cromwell. Con l’avvento di Carlo I (1625) si accentuò il
contrasto tra il parlamento e la corona, decisa ad imporre con l’aiuto della chiesa anglicana una
politica conservatrice e assolutistica. Il parlamento, convocato per approvare le imposte necessarie
alla repressione di una vasta rivolta calvinista scoppiata in Scozia (1638), fu subito sciolto dal re per
le rivendicazioni che aveva avanzato (corto parlamento 13 aprile 1640-5 maggio 1640) ; venne
riconvocato nello stesso anno (lungo parlamento 1640-1653) e lo stesso si schierò nuovamente
contro il re. Nel paese cresceva il malcontento, alimentato da sette religiose di tendenze radicali;
un’insurrezione di cattolici irlandesi esasperò nuovamente i parlamentari che accusarono Carlo I di
averla ispirata. Ebbe così inizio la guerra civile (1642) tra il partito realista o dei cavalieri (nobili) e i
fautori del parlamento o teste rotonde che si concluse con la vittoria dell’esercito rivoluzionario ,
riorganizzato (new model army) dal puritano Cromwell nella battaglia di Naseby nel 1645. La prima
rivoluzione inglese si può dividere in quattro fasi. La prima dal 1642 al 1649 della guerra civile, che
vedeva protagonisti due partiti: il partito del re composto da aristocratici, dalla chiesa anglicana e dai
grandi proprietari nobiliari; l’opposizione parlamentare invece era formata da professionisti,
mercanti, artigiani e i ceti che popolavano le aree limitrofe di Londra. Nel 1642 cominciarono gli
scontri tra i due schieramenti, constatando molte vittorie da parte degli oppositori del re (detti teste
rotonde), sostenuti dalla Scozia, dalla city (elite finanziaria londinese) e acquisendo tecnica e
esperienza militare grazie a un capo militare calvinista, Oliver Cromwell. Con la battaglia di Naseby
la new model army, l’esercito ideato da Cromwell, sconfisse i realisti (partito del re) nel 1945. L’anno
successivo, re Carlo si arrese anche agli scozzesi e venne consegnato al parlamento di Londra, dando
così fine alla fase più cruenta della guerra civile. In questi si formarono tre distinte forze politiche e
ideologiche: i presbiteriani, conservatori e fautori della chiesa calvinista, che chiedevano lo
scioglimento della nuova armata; gli indipendenti, gruppo egemonico della new model army, fermi
sostenitori del libero mercato, della proprietà privata e tolleranti verso ogni credo religioso, si
opponevano al gruppo dei presbiteriani; i levellers (livellatori) il cui nome stava ad indicare delle
sette religiose che predicavano l’assoluta libertà religiosa, la democratizzazione della società e nei
casi estremi l’abolizione della proprietà privata e la comunione dei beni. Al centro di queste forze si
trovavano Cromwell e Henry Ireton, un giurista che guidò la battaglia ideologico-politica contro i
levellers. Il radicalismo dei livellatori si era diffuso tra la new model army e per questo i
presbiteriani chiedevano lo scioglimento dell’armata. Cromwell e Ireton però sostennero la new
model army e allo stesso tempo cercarono di bloccare i levellers che vedevano la rappresentanza
politica in maniera diversa rispetto agli indipendenti. I levellers infatti si battevano per l’uguaglianza
tra i cittadini e per una costituzione repubblicana, gli indipendenti invece collegavano la
rappresentanza alla proprietà. Cromwell decise così di epurare il parlamento dai presbiteriani,
lasciando solo i suoi fedelissimi e andò contro re Carlo, sconfiggendolo a Preston. Il sovrano fu
condannato e giustiziato nel 1649. Inizia La seconda fase della rivoluzione inglese che va dal 1649 al
1653, dal momento in cui Cromwell e il parlamento dichiararono decaduta la monarchia. Abolita la
camera dei lord, nel 1649, venne dichiarata la repubblica unita di Inghilterra, Scozia e Irlanda
(commonwealth). Cromwell perseguì una precisa strategia: la salvaguardia del diritto di proprietà, la
libertà religiosa e l’indipendenza della chiesa dallo stato, stabilità sociale e eliminazione di tutte le
posizioni estremiste. Per quanto riguarda la politica estera, perseguì l’unificazione del paese anche
se i costi furono molto alti, dando un occhio di riguardo anche alla Scozia e all’Irlanda. Nel 1651
emanò l’atto di navigazione che tendeva a riservare all’Inghilterra il commercio nordamericano: era
praticamente un atto di guerra contro l’Olanda e le sue navi che gestivano gli scambi tra Inghilterra e
America del nord. Nel 1653 Cromwell sciolse il lungo parlamento e insediò una nuova assemblea
eletta dai capi dell’esercito, che però durò solo pochi mesi. Una carta costituzionale lo nominò lord
protettore del commonwealth. La terza fase, quella della dittatura militare, va dal 1653 al 1658.
Venne chiamata così proprio perché Cromwell sceglieva tra gli ufficiali dell’esercito i nuovi membri
del consiglio di stato. Il territorio era diviso in undici province, sottoposte a governatori militari. Le
discussioni politiche si svolgevano ora tra due gruppi: i moderati dell’esercito che difendevano la
carta costituzionale del ’53 e i realisti che si battevano per un ritorno alla monarchia. In questo
periodo ci fu un inasprimento delle imposizioni fiscali tramite la nuova imposta fondiaria. Nel 1658
Cromwell morì, lasciando l’Inghilterra in una condizione di forti contrasti. La quarta e ultima fase va
dal 1658 al 1660. Il successore di Cromwell fu il figlio Richard che prese anche lui la carica del
padre di lord protettore, però non riusciva a garantire la sicurezza dei ceti abbienti. Nell’esercito si
riformava il movimento radicalista. Nel 1660, un esercito comandato da George Monk marciava su
Londra e restituiva i poteri al parlamento. Venne ricostituita così la camera dei lord, la chiesa
anglicana e venne restaurata la monarchia con Carlo II. La rivoluzione inglese comportò un
graduale declino dell’assolutismo monarchico e un radicale sviluppo delle più moderne forme
organizzative di lotta politica. Il re infatti vedeva limitati i suoi poteri ad opera del parlamento, più
precisamente della camera dei comuni. Nel 1678 quest’ultimo votò il test act proponendo che tutti gli
ufficiali civili e militari potevano esercitare la carica solo dopo la professione di fede anglicana; nel
1679 con l’habeas corpus fu abolito il carcere preventivo e l’arresto veniva accettato solo sulla base
di motivi penalmente perseguibili. Il sovrano Carlo II non poteva operare nessuna scelta politica
autonomamente dal paese e dalla società civile, segnando il fatto che l’assolutismo si avviava in
Inghilterra verso la crisi.

   
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