Riassunto sulla commissione UE – appunti di diritto europeo

Riassunto nascita del CEE storia economica europea

La Commissione è sostanzialmente l’esecutivo “tecnico” (o l’amministrazione) dell’UE. Esso è costituito da 28 commissari (inclusi il Presidente e l’Alto Rappresentante) che restano in carica per 5 anni.

In passato la nomina dei commissari era di spettanza esclusiva dei governi degli SM, che vi procedevano con una decisione presa di comune accordo; negli anni si è poi passati a una nomina di carattere istituzionale (non più basata quindi sulla volontà dei soli SM), si è differenziata la procedura di nomina del presidente rispetto a quella degli altri commissari e si è accresciuta la partecipazione del PE nella procedura di nomina.

Oggi la procedura di nomina si articola in tre fasi (art. 17 TUE): 1) il CEU designa, a maggioranza qualificata, il Presidente, il quale dev’essere poi dal PE (se quest’ultimo non lo approva, il CEU deve ripresentare un’altra candidatura entro un mese); 2) spetta al CM e al Presidente eletto, designare i commissari sulla base delle proposte presentate dagli SM; 3) infine, la CE dev’essere approvata, nella sua interezza, dal PE (in caso di voto positivo, dev’essere poi formalmente nominata dal CEU a maggioranza qualificata).

In occasione delle ultime e recenti elezioni europee i gruppi parlamentari si sono messi d’accordo sull’interpretazione dell’art. 17: in sostanza, ogni gruppo avrebbe designato un capolista (spitzenkandidaten) e il Presidente sarebbe stato quello del partito che avrebbe preso più voti. Tuttavia, è il CEU che deve proporre il candidato Presidente: pertanto il PE ha dovuto convincere il CEU a designare Junker.

Per quanto riguarda i commissari, ancorché il PE debba dare un’approvazione collettiva della CE, quest’ultima previsione gli consente nei fatti una valutazione anche individuale dei futuri commissari: nella prassi, infatti, il PE procede a delle indagini sui candidati commissari, mediante audizioni e interrogazioni pubbliche, il cui eventuale esito negativo potrebbe spingere il Presidente (di concerto con il CM e gli SM interessati) a sostituire taluni candidati, onde evitare la mancata approvazione dell’intera CE.

La cessazione anticipata del mandato di un commissario può aversi a seguito dell’approvazione di una mozione di sfiducia da parte del PE (in questo casa, deve dimettersi la CE nella sua interezza) ovvero per dimissioni volontarie o d’ufficio.

Il Presidente della CE gode di una posizione autonoma e preminente rispetto agli altri commissari; inoltre, spetta formalmente a lui decidere (ed eventualmente modificare in corso di mandato) la distribuzione dei portafogli tra i commissari.

In ogni caso, ferme la separazione delle competenze fra i commissari, le decisioni della CE devono essere comunque approvate nella sua interezza.

Posto che la CE opera nell’interesse dell’UE, i commissari devono rispettare i requisiti di piena indipendenza dai governi nazionali e di competenza (questi requisiti sono valutati dal PE).

Alla CE spetta, in via quasi esclusiva, il potere di iniziativa legislativa: si tratta di un potere che, congiunto alla possibilità di modificare in ogni momento la propria proposta iniziale, permette alla CE di avere un ruolo attivo nello stesso negoziato in seno al CM (non a caso, di regola, un rappresentante della CE partecipa alle riunioni del CM).

In alcuni limitati casi poi i Trattati le attribuiscono un potere legislativo diretto; occorre poi tenere conto delle numerose deleghe di CM e PE alla CE per l’emanazione di successive misure generali di integrazione o applicazione di atti da questi adottati.

Alla CE spetta, poi, un potere di esecuzione del diritto, sia sul piano dell’applicazione amministrativa, sia su quello della vigilanza (attraverso controlli e ispezioni) rispetto alla corretta osservanza delle norme dell’UE da parte dei destinatari delle stesse: ciò si concretizza nella possibilità di avviare una procedura d’infrazione contro uno SM e, in alcuni casi, nel potere di sanzionare direttamente i comportamenti contrari al diritto dell’UE di soggetti privati o degli SM.

Infine, è alla CE che in linea di massima spetta la rappresentanza dell’UE sulla scena internazionale nei settori diversi dalla PESC.

La CE è un organo politico indipendente, che, cumulando in sé compiti di iniziativa normativa, di gestione di politiche, di vigilanza sul rispetto delle norme, di programmazione delle attività, si pone come motore del processo di integrazione europea, il cui generale interesse è chiamata a rappresentare e garantire (si tratta di un organo comunitario tutti gli effetti).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*