Riassunto "Lo stato moderno in Francia" – appunti di storia

La nascita dello stato moderno in  francia riassunto

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Riassunto “Lo stato moderno in Francia” – appunti di storia

Al Rinascimento è attribuita una forte carica di modernità rispetto al Medioevo, ha origini Italiane e
dura circa due secoli e mezzo.
I principali mutamenti da esso provocati possono essere sintetizzati in:
– Mutamenti culturali: passaggio dall’universalismo medioevale alla nuova concezione
dell’individuo. Vi è in un certo senso un ritorno all’antico, ossia il mondo classico diventa una guida
per il modo di vivere.
– Mutamenti nella struttura politica: fanno dello stato la nuova forma di organizzazione politica
interna e internazionale.
– Mutamenti nell’economia e nella società: c’è la rivoluzione dei prezzi, causata da un sensibile
aumento della domanda e dell’offerta di beni. Dovuta tra i vari fattori anche da aumento della
popolazione, nascita della domanda di prodotti industriali, e opere edili sollecitate dallo sviluppo del
nuovo stato, per l’organizzazione di funzioni pubbliche e la politica sugli armamenti.
Rispetto alla sua forma medioevale, lo stato moderno è caratterizzato dalla nascita di un
organizzazione stabile, di una burocrazia, di un esercito permanente e non più mercenario, una
tassazione uniforme su tutto il territorio, un sistema di leggi valido e una divisione del potere tra la
proprietà, spettante al sovrano, e la titolarità e l’esercizio affidato all’amministrazione, sebbene
ancora non vi sia suddivisione del potere legislativo, giudiziario ed esecutivo.
In Francia il passaggio allo stato moderno inizia con l’unificazione geopolitica del Paese raggiunta
con la sconfitta di Carlo I di Borgogna “Il temerario” da parte di Luigi XI.
Il potere ha ancora alcune caratteristiche feudali, infatti, nel medioevo i consiglieri erano legati al Re
da un rapporto personale, un sistema gerarchico di controllo collegava il vertice del consiglio, il
cancelliere, agli ufficiali fiscali e giudiziari dei distretti amministrativi, chiamati Baillages. I
funzionari esercitavano in tali distretti poteri che facevano capo al Re. Con lo stato moderno vi è la
creazione di un ramo esecutivo dipendente dal sovrano e una una specializzazione dei funzionari:
esattori, luogotenenti, capitani generali. Nel 1547 vi è la nomina di 4 segretari, responsabili degli
altrettanti dipartimenti in cui era suddiviso il regno.
Questo progetto di centralizzazione della monarchia crea molta resistenza interna che sfocia
nell’istituzione degli Stati Generali, ossia nelle assemblee dei rappresentati dell’intera comunità
francese: clero, nobiltà, città, corti sovrane, enti religiosi e terzo stato. Questi diventano la maggiore
istituzione giudiziaria, col potere di bloccare le ordinanze reali se giudicate imperfette. Nasce così
una natura conflittuale tra Re e Parlamenti (Stati generali).
Con l’operato di Enrico IV la Francia vide attenuarsi il conflitto religioso tra Cattolici e Ugonotti con
l’editto di Nantes (1598), ma accentuò le rivalità tra i Parlamenti e i funzionari reali, e tra nobiltà di
spada e nobiltà di toga. Enrico IV fu assassinato nel 1610 proprio da un estremista cattolico e la
reggenza fu rimessa alla sua vedova Maria de Medici che convocò gli Stati Generali senza riuscire
ad imporre nessuna riforma. Questa fu l’ultima convocazione prima della rivoluzione Francese.
Il consolidamento dello stato moderno in Francia avviene con la fine di questi conflitti, messi a
tacere da Giulio Mazarino nel 1652 con la vittoria dell’amministrazione e dei suoi organismi
esecutivi sulle resistenze degli stati generali, nella battaglia di Parigi.

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