Riassunto – Il ruolo del carbon fossile, del vapore e del ferro nella rivoluzione industriale 1700

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Il ruolo del carbon fossile, del vapore e del ferro nella rivoluzione industriale 1700

Abbiamo trovato di grande utilità questi appunti riguardanti il ruolo del carbon fossile, del vapore e del ferro nella rivoluzione industriale 1700 e abbiamo deciso di pubblicarli sul portale. Buona lettura.

L’uso del carbon fossile era stato stimolato dalla progressivo esaurimento delle risorse forestali. Il
legno degli alberi offriva un combustibile diretto non di grande potere calorico, mentre era ben più
elevato quello del carbone di origine vegetale, con un alto contenuto di carbonio, ottenuto dalla
combustione del legname secco. I vantaggi del carbone di origine minerale, più che di ordine
energetico, erano di ordine economico. I costi di produzione del carbone di legna, dalla raccolta della
materia prima alla sua carbonizzazione, erano più elevati di quelli dell’estrazione di una sostanza allo
stato minerale. Dall’inizio del 600 al 1750 il consumo pro capite del carbon fossile in Inghilterra era
di circa 800 kg e la gran parte di esso era destinato al riscaldamento e alla cottura di cibi. La
penetrazione del carbone era stata più lenta nelle attività industriali, spesso danneggiate
dall’eccessivo calore e dai gas liberati durante la combustione. Una volta trovato la soluzione al
problema del costo dei trasporti, la produzione di carbone potè crescere a ritmi spediti, superando i
17 milioni di tonnellate nel 1820. Il carbone, prima di essere trasportato, andava estratto e, con
l’aumento di profondità di pozzi e gallerie, si poneva il problema di prosciugarli dall’acqua e di
disporre di pompe efficienti. Savery, per porre soluzione, progettò una primitiva macchina a vapore
in cui la pressione atmosferica, provocando un vuoto all’interno di un serbatoio, spingeva l’acqua
verso l’alto. In seguito fu migliorata da Newcomen, ma la prima vera macchina a vapore venne
progettata da Watt dopo il 1765, brevettata nel 1775 e perfezionata e adattata ai diversi usi, come la
produzione di forza motrice dei filatoi meccanici. Cominciando a sostituire l’energia idraulica dei
mulini, le industrie non erano più obbligate a situarsi nei pressi di un corso d’acqua rapido. La
macchina di Watt, quindi, consentì di scavare e prosciugare pozzi più profondi e di aumentare la
produzione di carbone, combustibile necessario per produrre il vapore per nuove macchine. Lo
sviluppo delle infrastrutture, la riduzione del costo dei trasporti ed il ricorso alla macchina a vapore
permisero, dal 1780, la produzione di carbon fossile a prezzi più bassi. Per liberare il carbon fossile
dai suoi composti di zolfo e fosfati, che danneggiavano materiali come la ghisa al momento della
fusione, Darby nel 1709 riuscì a trasformare il carbon fossile stesso in coke di carbone puro con un
processo di distillazione che consisteva nell’arrostire ad elevate temperature il minerale. Nel 1760 gli
altiforni a coke cominciarono a sostituirsi ai vecchi altiforni a carbone a legna. Poiché il coke libera
più lentamente il suo calore, gli altiforni a coke avevano bisogno di un tiraggio dell’aria più elevato
di quelli a carbone di legna, quindi nel 1776 la macchina a vapore fu adattata a questo scopo,
ottenendo un grande risparmio di combustibile e abbassando i costi di produzione. La produzione di
ferro a buon mercato consentì la moltiplicazione delle macchine a vapore.

   
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