Riassunto capitolo 19 dei Promessi Sposi – Alessandro Manzoni – appunti letteratura

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Riassunto capitolo 19 promessi sposi alessandro manzoni breve analisi

Riassunto con breve analisi del capitolo 19 dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni (appunti presi a lezione):

Nel capitolo 19 dei Promessi sposi Manzoni mette in scena il conte zio e il frate provinciale: il conte zio è descritto come un potente ma lui ritiene di avere un potere un po’ più forte di quello che ha in realtà. Ha attività intellettuali basse, è preso dalla promozione di se stesso. Tutto questo ha comunque il potere di ottenere l’allontanamento di Fra Cristoforo. Il padre provinciale sente che l’ospite vuole parlargli e pensa a chissà cosa avrà combinato Fra Cristoforo, e non vuole essere coinvolto nei conflitti che il frate può aver innestato. Il frate farà una difesa da ufficio e troverà una soluzione (lo manderà a Rimini), ma il nipote potrà fare vedere il suo rispetto facendo un adeguato pagamento al conte zio che accetta volentieri. Nella società del Manzoni i deboli non hanno scampo e chi aiuta i deboli viene punito, così Fra Cristoforo è costretto ad andare a Rimini. Questa notizia arriva a Lucia e Agnese che si vedono sempre più isolate e perdute. E’ una persecuzione del destino: le donne perdono tutto. In alcuni punti del romanzo si sfiora la ‘disperazione’. In certi casi c’è qualcosa che si accanisce contro il singolo personaggio che si sente perduto, pur sentendosi innocente, a differenza di Renzo che un po’ se l’era voluto.
Alla fine Renzo deve ammettere che ci ha messo del suo, mentre nel caso di Lucia non è mai colpevole di nulla. Lei si colpevolizza davanti al cardinale (per matrimonio a sorpresa: eccesso di senso di colpa). Il rischio di Lucia è che poteva essere un personaggio non molto affascinante rispetto ad altri più tenaci, ma la forza di Lucia apparirà nei momenti più cruciali del romanzo. Manzoni pone al centro la sua riflessione sulla personalità femminile (solo nell’Adelchi). Il problema di Lucia è che non può avere una psicologia complessa. Lo scrittore deve rappresentare Lucia com’è, deve essere realista, ma nello stesso tempo dotata di una sensibilità e intelligenza superiore alle persone che gli stanno intorno. Tutto questo però è spiegato più avanti.
Scoperta da parte di Agnese e Lucia che Renzo è ricercato e dall’altra parte l’unica persona di cui si fidavano scompare e non sanno neanche dove è andato. La fanciulla perseguitata è nel momento più critico (quando i mali cominciano difficilmente svaniscono, ad una male se ne somma uno maggiore). Lucia e la madre hanno ancora un’illusione: sono chiuse nel convento e protette dalla monaca di Monza. Le cose andranno in modo diverso perchè Rodrigo viene presto a sapere dove Lucia si è rifugiata però lei è comunque dentro il convento, non si può eliminare o allontanare, non si può fare nulla, il convento è un’entità extraterritoriale. Nel caso di Rodrigo la scoperta del convento sembra indurre il personaggio a recedere dalla voglia di impadronirsi della fanciulla. Se i personaggi perseguitati seguono una linea di peggioramento ci deve essere contemporaneamente un miglioramento dei personaggi cattivi. Rodrigo pensa che c’è solo una persona in grado di rapire una fanciulla dal convento, che è l’Innominato→ personaggio che fa il male per il male. Solitamente vi è qualcuno che gli si oppone. In questo caso possiamo dire che il personaggio maligno è l’Innominato che poi si convertirà. Abbiamo un romanzo in cui la vetta del male ad un certo punto viene sconfitta, ma non da qualcun’altro bensì da se stesso. Trova in se le forze per convertirsi che era già innestata precedentemente, è una metamorfosi. Il punto di arrivo è Lucia, che è lo strumento che da il colpo decisivo perchè il personaggio che era già in crisi, perchè potesse affrontare l’ultima parte del processo e cambiare la sua vita. Questo personaggio senza nome accresce gli aspetti leggendari della figura, il quale è una sorta di figura demoniaca, fa male per il piacere di fare il male (sadico), c’è un’affermazione di se che è una volontà distruttiva. Non lo fa per conquistare ricchezze ma solo perchè sente una vocazione per il male, vuole eccellere in questo campo, essere un campione della malvagità, senza dei fini precisi. E’ una bella figura di personaggio negativo, che nell’800 romantico comincia ad emergere (non in Italia).Nei Promessi Sposi solo pochi personaggi rimangono cattivi fino alla fine. Un altro personaggio negativo è Monferrante che poi muore (Manzoni non ha pietà di lui).
Quello che conta per l’Innominato è ottenere dei risultati che gli altri non hanno saputo raggiungere come rapire Lucia. Questo è ottenuto con qualcosa di negativo→ legame tra agenti del male, con l’amante della monaca che era amico dell’Innominato, che convincerà la monaca a spingere Lucia fuori dal convento. Questo è un momento capitale.

   
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