Reumatismi: riconoscere i sintomi appunti medicina

Cosa sono i reumatismi? Il paziente che si rivolge a un reumatologo in ambulatorio presenta come primo sintomo il dolore, che è comune a tutte le malattie reumatiche. Quindi noi non possiamo discriminare le malattie reumatiche in base al dolore, perché comunque qualitativamente sono diverse tra loro.
La prima categoria dei reumatismi è quella dei reumatismi infiammatori, che si dividono in due grosse categorie: quelli che hanno il fattore reumatoide nel siero e quelli che non ce l’hanno. Quali sono i sintomi e i segni dei pazienti con fattore reumatoide? Ricordate che i sintomi sono quelli che vi riferisce il paziente, i segni quelli che rilevate voi. Il paziente non vi dirà mai: “ho una sinovite”, ma dirà che ha dolore al polso. Voi osservate il polso e lo vedete tumefatto e capite che si tratta di sinovite, cioè infiammazione della membrana sinoviale. Nell’artrite reumatoide la sinovite è proprio tipica della malattia ed ha una caratteristica: è una sinovite immunocompetente, cioè elabora localmente tutti i problemi che caratterizzano la malattia.
E’ caratterizzata da un panno sinoviale, cioè un tessuto esuberante che erode e distrugge l’articolazione. Se nei primi due anni della storia clinica di un paziente con artrite reumatoide non facciamo niente, noi abbiamo buttato le basi per pagargli la pensione di invalidità. Quindi dall’inizio dei sintomi abbiamo una finestra terapeutica per intervenire che dura due anni, altrimenti il paziente non recupera più il danno che si è determinato. Quindi è gravissimo non diagnosticare, inquadrare e mettere in terapia efficace il paziente.
Un altro tipo di artrite infiammatoria che non ha il fattore reumatoide, ma è caratterizzata anch’essa da una sinovite è il reumatismo articolare acuto post streptococcico, che fa seguito a un’infezione da parte di uno streptococco beta emolitico di gruppo A . Lo streptococco non c’è nell’articolazione e infatti questa è un’artrite così detta reattiva, cioè l’organismo reagisce contro il batterio, perché alcune strutture del batterio assomigliano a strutture dell’ospite. Nell’artrite reattiva più che il batterio è importante l’ospite.
Al fattore scatenante, la risposta è variabile, ma è particolarmente legata all’ospite, lo stesso stimolo infatti potrebbe non attivare nulla in un altro paziente. Quindi è importante per il concetto di reattività che l’ospite abbia qualche “magagna” che lo faccia reagire in maniera abnorme, poiché non tutte le infezioni da Streptococco si trasformano in Reumatismo articolare acuto (RAA).
Come facciamo a distinguere queste due sinoviti? Sono molto simili, perché entrambe si gonfiano, certo una non ha il fattore reumatoide, e se non ha il fattore reumatoide difficilmente è un’artrite reumatoide, però purtroppo qui il diavolo ci mette la coda per complicarvi la vita, perché c’è un 25% di artriti reumatoidi che non hanno il fattore reumatoide. Quindi se volessimo basarci sul fattore reumatoide per fare diagnosi di AR, ci troveremmo a non fare diagnosi in 25 casi su 100. Allora non basta il fattore reumatoide, quindi escludiamolo.
Dovrebbe invece avere gli indici di flogosi aumentati: VES, PCR, etc… Noi come facciamo a stabilire se l’artrite è infiammatoria o meno? Facciamo le analisi, ma non tutte, bensì gli indici di flogosi: VES, PCR, C3,C4, e un altro indice molto accostato che è il fibrinogeno. Questi sono 4 indici molto utilizzati e che vi consiglio di fare.

Nella forma associata a infezione da streptococco (quindi il RAA), il fatto che la risposta dipenda anche dal paziente è legata ad una predisposizione?”

Risposta: “Certamente, è strutturato in un modo tale che quando l’organismo produce l’anticorpo verso lo Streptococco, quest’anticorpo cross-reagisce con le sue strutture, e provoca artrite, vasculite,può dare la nefrite e altre cose.”( aggiunge dopo che il paziente non è necessariamente “destinato”, infatti possiamo vedere figli di diabetici che non sviluppano diabete, figli di pazienti con cancro che non sviluppano cancro, etc.)

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