Recensione del libro “Produrre i propri semi: manuale per accrescere la biodiversità e l’autonomia nella coltivazione delle piante alimentari”

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Nome del libro: “Produrre i propri semi – Manuale per accrescere la biodiversità e l’autonomia nella coltivazione delle piante alimentari”
Autore del libro: Salvatore Ceccarelli
Casa editrice: Libreria Editrice Fiorentina
Data pubblicazione del libro: 2013
Numero pagine: 64

Recensione del libro “Produrre i propri semi”

Cosa sono i semi? Come si possono produrre i semi che daranno le piante più utili oggi e domani? Il libretto risponde a questi interrogativi e fa parte della Collana “Quaderni d’Ontignano”. Ontignano è un luogo a 12 chilometri da Firenze, come tanti altri in Italia, abbandonato dai contadini. È un paese dove qualcuno va solo a dormire, mentre il suo pensiero rimane altrove, rivolto ai fumi e agli inganni della città. I semi, oggi, sono venduti dall’industria che predilige la monocultura per poter poi vendere anche i concimi chimici e molto altro. Secondo la FAO, abbiamo perso il 75% della biodiversità in agricoltura a causa delle monoculture industriali. Così, i contadini sono obbligati ad acquistare i semi come impone l’industria e, alle volte, si indebitano. In India, 270000 contadini si sono suicidati, negli ultimi anni, specialmente dove si coltiva il cotone. Che, poi, per il 95% è geneticamente modificato! Ora, tra l’altro, i cambiamenti climatici rendono tutto più difficile, mentre le qualità e il gusto dei prodotti sono ampiamente perduti. Invece, i contadini devono tornare a essere padroni dei propri semi, a coltivare secondo una maggiore vivibilità, per loro e per noi. Questo manuale tratta tutti questi soggetti rivolgendosi, prima di tutto, ai contadini perché si riprendano le loro proprietà. Ma anche a noi, perché iniziamo a comprare direttamente dagli agricoltori delle nostre località, quelli che hanno magari pochi vegetali ma diversificati, che rispettano l’ambiente e non inzuppano la frutta e la verdura nella chimica. Forse, le mele e le pere saranno meno belle (esteticamente), forse, le arance avranno qualche segno sulla buccia e l’insalata sarà sporchissima di terra… Ma saranno alimenti veri! Infine, bisognerà tornare indietro, tornare a Ontignano e in molte altre fattorie abbandonate nelle campagne. Dimenticare le multinazionali assassine onnipresenti e tornare dove c’è il lavoro dignitoso, la moderata ricchezza per tutti e persino la sopravvivenza per quasi otto miliardi di persone che affollano il pianeta.

Autrice: Renata Rusca Zargar

   

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