Quali sono i compiti del colleggio sindacale? Riassunto di diritto commerciale

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Il colleggio sindacale effettua il controllo contabile, in questo caso i sindaci devono essere tutti revisiori legali dei conti.

Il colleggio sindacale ha una funzione di vigilanza. Effettua un controllo di legalità, di corrispondenza dell’operato degli organi sociali alla legge ed allo statuto.
Nell’assolvimento di questo compito il colleggio sindacale vigila non soltanto sull’operato degli amministratori, ma anche sull’assemblea e sul suo funzionamento (il collegio sindacale può infatti impugnare le deliberazioni assembleari invalide).

Effettua inoltre un controllo sugli amministratori, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione.
Il controllo svolto dai sindaci è quindi anche di legalità sostanziale, ovvero di conformità dell’operato degli amministratori ai principi di corretta amministrazione, i quali possono essere ricondotti al criterio della diligenza richiesta agli amministratori.

I sindaci infatti possono entrare nel merito delle decisioni assunte dall’organo amministrativo, ma non ne possono sindacare la convivenza e l’opportunità.
Devono verificare che le decisioni assunte siano conformi alla razionalità economica, quindi anche al criterio di diligenza (in considerazione della natura dell’incarico e delle competenze professionali).
Nel fare ciò i sindaci devono tenere in considerazione tutti gli elementi delle decisioni prese dagli amministratori, quindi essi vigilare a partire dal procedimento di adozione delle delibere, alla valutazione nel merito delle singole decisioni.

Il legislatore sottolinea la rilevanza dell’assetto amministrativo, organizzativo, contabile della società, infatti gli organi delegati devono curare questi aspetti, il consiglio di amministrazione e il colleggio sindacale devono controllarne l’adeguatezza.

Tra i compiti del colleggio sindacale è prevista la relazione del colleggio sindacale al bilancio d’esercizio. Quindi anche se la revisione legale dei conti è affidata ad un soggetto esterno, i sindaci, oltre a vegliare sull’assetto contabile, devono inoltre effettuare la relazione sul bilancio, maneggiano quindi pur sempre la materia contabile della società.

I poteri di ispezione e di controllo sono attribuiti dalla legge ai sindaci, anche individualmente, in vista dei doveri che essi devono assolvere, ovvero quelli di vigilanza sul corretto funzionamento della società e, in particolare, sull’operato degli amministratori.
I sindaci possono inoltre avvalersi di propri collaboratori (a proprie spese e sotto la loro responsabilità), tuttavia l’organo amministrativo può rifiutare ai collaboratori dei sindaci l’accesso alle informazioni riservate (ma non può rifiutare l’accesso ai sindaci). Questo perché i sindaci devono adempire ai loro doveri con la profesionalità e la diligenza richieste dalla natura dell’incarico.
C’è quindi un dovere di riservatezza in capo ai sindaci, se i sindaci contravvengono a tale obbligo, è possiible esercitare l’azione di responsabilità nei loro confronti.

Il colleggio sindacale, come organo, può invece chiedere notizie agli amministratori sul generale andamento della società, su singole operazioni o singoli affari, non solo con riferimento alla società, ma anche con riferimento alle società controllate.

Il colleggio può inoltre scambiare informazioni con i corrispondenti organi delle società controllate, purché questa attività svolta dalla società controllata ricada sull’andamento della società controllante.

Il canale di comunicazione è aperto anche e sopratutto con la società di revisione o il revisore legale.

Quindi il colleggio sindacale scambia le informazioni con:

1) Gli amministratori (esercitabile anche singolarmente)
2) Con il colleggio sindacale di società controllate (quindi anche il colleggio sindacale di una società controllante)
3) Con il soggetto legale incaricato della revisione dei conti.

Per l’assolvimento dei propri doveri i membri del colleggio sindacale devono intervenire alle assemblee, alle riunioni del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo. La partecipazione dei sindaci ai lavori degli altri organi sociali è quindi di fondamentale importanza, al punto che la legge prevede, in contravvenzione a questo obbligo, la decadenza sanzonatoria.

Ogni socio indipendentemente dalla partecipazione detenuta, può denunciare al colleggio sindacale fatti che ritiene censurabili. Se la denuncia proviene da un numero di soci che rappresenta una percentuale di capitale sociale definita per legge, il colleggio sindacale ha il dovere di indagare tempestivamente sui fatti riportati e di riferire all’assemblea i risultati dell’indagine, anche se ritiene la denuncia infondata.
Se invece la denuncia proviene da un numero di soci che non rappresenta la percentuale prevista, il colleggio sindacale non ha il dovere di indagare qualora non ritenga fondata la denuncia, ma deve tenerne conto nella relazione all’assemblea. A questo punto verrà quindi rimesso alla sua diligenza il suo intervento.

 

 


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