Protagora: frasi e citazioni del filosofo greco

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Statua del emiciclo tolemaico di Memfi raffigurante Protagora

Protagora (481 a.C. – 420 a.C., in greco Πρωταγόρας) fu un filosofo presocratico nato ad Abdera nell’antica Grecia e annoverato da Socrate tra i sofisti, fu un famoso maestro nell’arte del dialogo e della discussione. Venne esiliato per le sue affermazioni agnostiche ritenute “scandalose” ai suoi tempi. In questa pagina vedremo le frasi e le citazioni più famose di Protagora, raccolte nell’elenco sottostante.

Elenco frasi di Protagora:

  • L’uomo è la misura di tutte le cose: di quelle che sono in quanto sono, e di quelle che non sono, in quanto non sono.
  • “I Macedoni credono bello che le ragazze siano amate e si uniscano con un uomo prima di sposarsi, ma brutto dopo che si siano sposate; per i Greci è brutta tanto l’una cosa che l’altra… I Massageti fanno a pezzi i genitori e li mangiano e si crede che sia una tomba bellissima venir seppelliti nei propri figli; se invece in Grecia qualcuno facesse questo, sarebbe scacciato e dovrebbe morire coperto di vergogna per aver commesso un’azione brutta e terribile. I Persiani giudicano bello che anche gli uomini si adornino come le donne e che si congiungano con la figlia, la madre e la sorella: i Greci invece giudicano queste azioni brutte e immorali;”
  • Non vale nulla né l’arte senza applicazione, né l’applicazione senz’arte.
  • Non esiste una tangente che tocchi la circonferenza in un punto solo, come vuole la geometria
  • La pratica senza la teoria è cieca, come cieca è la teoria senza la pratica.
  • La cultura dell’anima non germoglia, se non si va molto a fondo.
  • Rispetto e giustizia sono, nel mito, la stessa cosa che l’ordine e l’adattamento sono fuori del mito.
  • Trasformare l’argomentazione più debole nella più forte.
  • Intorno ad ogni oggetto ci sono due ragionamenti contrapposti.
  • Rendere più forte l’argomento più debole.
  • Se qualcuno ordinasse a tutti gli uomini di radunare in un sol luogo tutte le leggi che si credono brutte e di scegliere poi quelle che ciascuno crede belle, neppure una ne resterebbe, ma tutti si ripartirebbero tutto.
  • Riguardo agli dei, non ho la possibilità di accertare né che sono, né che non sono, opponendosi a ciò molte cose: l’oscurità dell’argomento e la brevità della vita umana.
  • La malattia è un male per il malato, ma un bene per il medico.
  • L’istruzione richiede natura ed esercizio.
  • Il bravo insegnante è una giusta sintesi di disposizione naturale e di esercizio costante.
  • Si possono sempre sostenere due tesi contrarie su ogni argomento, a cominciare da questo: se cioè, su ogni argomento si possa sostenere la tesi favorevole e quella contraria.

Contestualizziamo le frasi di Protagora: il suo pensiero

Affascinato dallo studio del corretto uso delle parole, Protagora ha coniato un’espressione che, nonostante la fama di cui gode, non può essere interpretata con certezza, dal momento che è stata estrapolata dal contesto originale di riferimento:

“L’uomo è la misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono e di quelle che non sono in quanto non sono” – solitamente ritenuta una professione di relativismo, a seconda del significato di uomo e di cose abbiamo dei diversi significati del termine:

  • uomo come “singolo individuo” e cose come “oggetti” è relativismo conoscitivo;
  • cose come “morale” si tratta di relativismo morale;
  • uomo come “comunità” è relativismo culturale;
  • uomo come “genere umano” è fenomenismo.

Il suo insegnamento spinse per opposizione i filosofi posteriori, come Platone, a ricercare e individuare riferimenti oggettivi e trascendenti su cui fondare il comportamento etico e la condotta morale. Il tema della soggettività è tornato di attualità con l’avvento della filosofia moderna.

Protagora fu anche un sostenitore dell’agnosticismo:

“A proposito degli dei, no ho mezzi per sapere se esistono o meno o come essi siano a causa dell’oscurità del soggetto e della brevità della vita umana”.

Sviluppò l’uso delle antilogie, ovvero scritti in cui si cerca di dimostrare due tesi contrapposte (“la malattia è un male per il malato, ma un bene per il medico”). Con ciò voleva mettere in discussione l’esistenza di una verità assoluta.
Tutto ciò si collegava a “rendere forte il discorso debole” cioè che con l’uso della dialettica e della retorica si può dimostrare tutto.

Sosteneva inoltre che la giustizia non è divina e si riduce all’utile (“Il giusto è l’utile della città”), ed era compito di tutti i cittadini stabilire le leggi in base all’utilità pubblica e privata. Inoltre “la virtù politica è distribuita equamente fra tutti gli uomini”.


Aggiungi una frase di Protagora

Hai letto qualche opera di Protagora ed hai trovato un buon brano da cui trarre una citazione o una frase da inserire in questa pagina? Scrivi un commento qui sotto riportando la frase di Protagora e l’opera da cui l’hai tratta.

   
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