"Prima che bruci Parigi" – poesia su Parigi di Nazim Hikmet

Prima che bruci parigi poesia

Nazım Hikmet nacque il 21 novembre a Salonicco 19012 e morì il 3 giugno 1963 a Mosca; fu un poeta turco e cittadino polacco a lungo in esilio all’estero perché membro del partito comunista turco.

Il suo nonno paterno di Hikmet, chiamato Mehmed Pasha Nazim , era il governatore di Salonicco, caratterizzato dauna personalità liberale e poetica. Il padre di Hikmet era invece un laureato della Galatasaray High School; la madre, chiamata Celile Hanım, fu una linguista e una docente che parlava francese, suonava il pianoforte e si dedicava alla pittura.

Le poesie di Nazim Hikmet richiamano spesso alla mente passaggi lirici e retorici alternativi con epopee narrative che mostrano eventi di un passato lontano o per evocare quelli provenienti dalla vita diretta dell’autore.

La poesia su Parigi di Nazim Hikmet riportata richiama tantissimi paesaggi e motivi romantici, focalizzando nella mente del lettore precisi momenti, situazioni e talvolta emozioni.

Titolo della poesia su Parigi: “Prima che bruci Parigi”

Finché ancora tempo,mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il mio cuore è sul suo ramo
vorrei una notte di maggio
una di queste notti
sul lungosenna Voltaire
baciarti sulla bocca
e andando poi a Notre-Dame
contempleremmo il suo rosone
e a un tratto serrandoti a me
di gioia paura stupore
piangeresti silenziosamente
e le stelle piangerebbero
mischiate alla pioggia fine.

Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il mio cuore è sul suo ramo
in questa notte di maggio sul lungosenna
sotto i salici, mia rosa, con te
sotto i salici piangenti molli di pioggia
ti direi due parole le più ripetute a Parigi
le più ripetute, le più sincere
scoppierei di felicità
fischietterei una canzone
e crederemmo negli uomini.

In alto, le case di pietra
senza incavi né gobbe
appiccicate
coi loro muri al chiar di luna
e le loro finestre diritte che dormono in piedi
e sulla riva di fronte il Louvre
illuminato dai proiettori
illuminato da noi due
il nostro splendido palazzo
di cristallo.

Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il mio cuore è sul suo ramo

in questa notte di maggio, lungo la Senna, nei depositi
ci siederemmo sui barili rossi
di fronte al fiume scuro nella notte
per salutare la chiatta dalla cabina gialla che passa
– verso il Belgio o verso l’Olanda? –
davanti alla cabina una donna
con un grembiule bianco
sorride dolcemente.

Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore.

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