Plauto (vita e opere)

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Plauto è il primo autore di letteratura latina di cui si sono conservate opere intere a differenza di altri suoi contemporanei di cui conserviamo solo frammenti.

Plauto: la vita

Tito Maccio Plauto nacque un po’ prima del 250 a.C a Sàrsina, una città compresa nella regione dell’Umbria che al tempo era più estesa della regione attuale, posizionata dove oggi c’è la Romagna, e morì nel 184 a.C. Famoso commediografo, scrisse e rese pubbliche le sue prime commedie nel periodo della seconda guerra punica, ovvero nel 218-201 a.C.

Plauto si dedicò interamente al teatro dal 255 a.C.  Plauto scrive maggiormente Palliate, ovvero commedie di ambientazione greca, e in queste fa utilizzo della contaminatio, che significa utilizzare nozioni di altre opere.

Le opere di Plauto

Ciò che differenzia Plauto da altri autori è la sua capacità di far divertire il pubblico con scene di vita quotidiana, e questa caratteristica lo fece diventare talmente famoso che molti capocomici o commediografi firmavano a nome suo le proprie commedie al fine di riscontrare maggiore successo. Infatti centocinquant’anni dopo la sua morte, Marco Terenzio Varrone, famoso studioso, volendosi occupare dell’autenticità delle sue opere, contò centotrenta commedie a nome di Plauto ma ne dichiarò ventuno sicuramente plautine di cui però due sono considerate spurie:

Amphitruo: definita come tragicommedia, racconta di Giove che, innamorato di Alcmena, assume le sembianze di suo marito Anfitrione per unirsi con lei (da questa unione nascerà Ercole). Da qui nascono vari equivoci causati dagli scambi di persona

Asinaria: racconta di un giovane innamorato di una cortigiana che riesce a possederla grazie al denaro ricavato dalla vendita di alcuni asini, in complicità con il padre, che vorrebbe approfittare anche lui della ragazza; ma quest’ultimo viene scoperto dalla moglie che lo svergognerà e lo malmenerà.

Aulularia: il protagonista è Euclione, raffigurazione dell’avaro; costui ha trovato una pentola (aulula) piena d’oro e vive con la paura che gli venga sottratta. Successivamente gliela ruba un servo di un giovane, innamorato della figlia di Euclione, che è promessa sposa ad un vicino anziano di nome Megadoro. La restituzione di questa pentola a Euclione permette il matrimonio tra il giovane e la figlia.

Bacchides: due sorelle cortigiane (Bacchidi) diventano le amanti di due giovani amici grazie al denaro rubato dal servo al padre di uno dei due. Nella scena finale i due padri si lasciano sedurre dalle Bacchidi e una sera vanno in una casa e fanno baldoria assieme ai figli.

Captivi: un padre di nome Egione vuole ottenere la restituzione del figlio, prigioniero di guerra, scambiandolo con due nemici, servo e padrone. Egione, ingannato dal servo che si finge padrone, trattiene come pegno il finto padrone e lascia partire quello vero, di nome Tindaro. Quest’ultimo, per gratitudine verso il servo, ritorna portando con sé il figlio di Egione. Dopo si scopre che Tindaro è anche lui figlio di Egione, rapito da bambino.

Casina: come protagonista abbiamo Casina, una trovatella dei cui favori vorrebbero godere un vecchio e suo figlio; il vecchio tenta di farla sposare con il proprio fattore, che successivamente dovrebbe mettergliela a disposizione: ma la moglie, aiutata da una amica, fa travestire da sposa un giovane scudiero x farsi beffe del vecchio. Casina invece sarà riconosciuta come libera e potrà sposare il figlio.

Cistellaria: una giovane allevata da una cortigiana rischia di intraprendere la stessa strada, viene riconosciuta di condizione libera grazie a dei ninnoli lasciati a lei quando era neonata. Così lei potrà sposare un giovane innamorato di lei e promesso ad un’altra ragazza.

Curculio: un giovane, con l’aiuto del suo servo parassita (curculio) che attua una serie di inganni, riesce a portar via la ragazza di cui è follemente innamorato dal suo lenone e al soldato a cui era stata promessa in sposa; nel finale la ragazza è riconosciuta libera e sorella del soldato e così si sposa con il giovane.

Epidicus: l’intricatissima trama è basata sugli espedienti architettati furbescamente dal servo Epidico contro il padrone Perifane. La cosa che al servo interessa è ottenere il denaro per darlo al figlio di Perifane, il quale lo userebbe per conquistare due diverse cortigiane di cui si è innamorato. Quando le bugie del servo stanno per essere scoperte una delle due cortigiane si scopre figlia di Perifane. Infine Epidico viene premiato con la libertà.

Menaechmi: un ragazzo, di nome Menecmo, fa un viaggio per cercare suo fratello, perduto da piccolo, ma nella città dove quest’ultimo vive ci saranno una serie di equivoci, ancora prima che i due fratelli si incontrino, poiché questi sono uguali sia di nome che di aspetto e perciò vengono scambiati l’uno per l’altro.

Mercator: questa commedia si basa sulla rivalità tra padre e figlio a causa di una cortigiana comperata da quest’ultimo in un viaggio d’affari. Un amico del padre finge di voler comprare la ragazza per sé, ma in realtà ha tutta l’intenzione di lasciarla al padre. Però quest’ultimo viene scoperto e svergognato grazie all’energico intervento della moglie dell’amico e così il giovane rientra in possesso della cortigiana.

Miles gloriosus: un giovane ,con l’aiuto di un servo scaltro e un vecchio scapolo, riesce a sottrarre una cortigiana dalle mani di un soldato. Costui verrà ripetutamente ingannato e finirà beffato e bastonato.

Mostellaria: un giovane, mentre il padre è in viaggio, utilizza i suoi soldi per comperare una cortigiana e divertirsi assieme agli amici. L’improvviso e inaspettato ritorno del padre mette in moto la fantasia del servo Tranione. Mentre il giovane è in casa il servo impedisce al padre di entrare convincendolo che questa è abitata da un fantasma. Inoltre riesce anche a scusare la mancanza dei soldi, usati per la cortigiana, dicendo che il giovane si è comprato un’altra casa. Alla fine si scopre la verità ma il servo e il giovane vengono perdonati.

Persa: stavolta il giovane innamorato di una cortigiana è un servo che, con l’aiuto di un altro servo e di una figlia di un parassita si traveste da persiano per vendere al lenone la figlia del parassita così da ottenere la cortigiana per il giovane.

Poenulus: un giovane, innamorato di una cortigiana, rapita da bambina assieme alla sorella e venduta a un lenone, con l’aiuto del suo schiavo architetta una trappola giudiziaria contro il lenone. Successivamente arriva il padre cartaginese delle cortigiane e si scopre che è anche lo zio del giovane.

Pseudolus: un giovane ama una cortigiana che appartiene al lenone Ballione e che è promessa ad un soldato tramite pagamento. Il servo del giovane Pseudolo imbroglia il soldato, il lenone e il vecchio padre del ragazzo. Alla fine il servo e il giovane fanno baldoria con la cortigiana e fanno pace con il vecchio.

Rudens: una ragazza, che è promessa ad un giovane che ha versato un’ingente somma di denaro per averla, appartiene ad un lenone che dopo aver ricevuto i soldi parte in barca per portarla via. Ma nel viaggio una tempesta li fa naufragare vicino alla casa del padre della ragazza che, grazie ai ninnoli conservati in bauletto, ripescato dal servo con una gomena (rudens), permette il riconoscimento. Così i due giovani si possono sposare.

Stichus: due sorelle hanno sposato due fratelli, lontani per affari da tre anni. Il padre delle ragazze cerca di convincerle a lasciare i mariti. Ma i due fratelli tornano dopo aver fatto fortuna e fanno felici spose e suocero. La commedia lascia largo spazio ad un parassita (Stico) e alla fine tutti i servi fanno baldoria.

Trinummus: il vecchio Callicle sorveglia il figlio di un suo amico partito in viaggio, Lesbonico, che dilapida le sostanze del padre senza contegno. Lesbonico vende la casa allo stesso Callicle e quest’ultimo la compra per tenere segreto il tesoro nascosto all’insaputa del giovane, e preleva poi, fingendo fosse volere dell’amico (pagando con tre monete un finto messo), per pagare la dote per la sorella di Lesbonico, di cui è innamorato un giovane di ottima famiglia; la vicenda si conclude con il ritorno del padre e con un duplice matrimonio (anche Lesbonico sposerà la figlia di Callicle).

Truculentus: una scaltra cortigiana tiene legati a se tre amanti , facendo credere a uno di loro di aver avuto un figlio da lui. Il raggiro alla fine verrà scoperto e uno degli altri due giovani sposerà la vera madre del bambino.

Come si può notare la maggior parte delle commedie di Plauto sono indirizzate verso storie “d’amore” tra giovani e cortigiane, ma tra loro si interpongono sempre o il padre di lei o di lui oppure il lenone e il soldato. Possiamo dire che molte delle trame sono scontate. Ma è importante ricordare che lo scopo di queste commedie per Plauto era il solo divertimento per il pubblico. Come struttura dei personaggi abbiamo lo schiavo, sempre pronto ad aiutare il proprio padrone o anche ad ingannarlo, il padrone, sempre voglioso di cortigiane, il giovane, nelle parti finali colui che si sposa sempre, il lenone, approfittatore di ragazze per pura voglia di denaro, il soldato, pronto a sposare la cortigiana ma senza mai riuscirci, e la moglie, solitamente ricca e autoritaria che fa fare figuracce al proprio marito e anche ad altri.

Il personaggio più importante appunto è il servo, chiamato da Plauto servus callidus che si può intendere come immagine dell’iniziativa economica.


   
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