Pisistrato (tiranno di Atene) 561 a.C. : riassunto e schemi [appunti]

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Il periodo successivo a Solone non fu tranquillo per Atene: nel 589 e nel 583 per ben due volte l’elezione dell’arconte venne impedita da gravi contrasti tra famiglie aristocratiche.
Questa grave situazione porta, nel 581/580 a.c. All’insolita soluzione di assegnare la suprema carica a un collegio di 10 membri, composto da 5 esponenti di famiglie aristocratiche, 3 contadini e 2 artigiani
La lotta politica però non da tregua e oramai nella polis si scontrano tre raggruppamenti di famiglie nobiliari (ghene) costituite su base territoriale: gli abitanti della pianura, Pediesis, guidati da Licurgo della famiglia Butadi, quelli della costa, Paralioli sotto la guida dell’alcmenoide Megacle e gli abitanti dei monti nord-orientali, i Diakrioi guidati da un parente di Solone, Pisistrato.
La sua prima ascesa al vertice della polis avvenne nel 561/560: grazie al prestigio ottenuto in una vittoria contro Megara, Pisistrato si fa dare dall’assemblema 300 soldati, con cui occupa l’Acropoli, ma un alleanza tra Megacle e Licurgo lo depone e lo costringe fuori città.
Presto però Megacle rompe con Licurgo e preferisce aiutare l’ex-rivale e lo aiuta a tornare in città, su un carro accompagnato da una donna vestita da Atena, per darsi una missione divina.
Presto l’intesa si rompe e Megacle costringe il tiranno all’esilio.
Pisistrato, stabilitosi ad Eretria, torna in partia nel 546 a capo di milizie Eretriesi e Tebane e riconquista il potere, stavolta mantenendolo initerrottamente fino alla sua morte nel 528/527.

I meriti di Pisistrato nella politica ateniese

Pisistrato è noto per aver dato ad Atene un periodo di pace e stabilità interna: in primis manca la conflittualità tra aristocratici, che Pisistrato riesce a tenere buoni usando moderazione e conciliazione, accattivandosene il consenso. Solo gli Alcmeonidi scelgono l’esilio.
Funzionante è anche la sua politica verso i meno abbienti: concede prestiti agli agricoltori più poveri ed affida a funzionari itineranti (giudici dei demi) il compito di amministrare la giustizia nelle campagne allo scopo di sottrarre la popolazione contadina al controllo delle aristocrazie locali e di affermare l’autorità della polis.
Il tiranno da anche un grande impulso alle attività economiche: conia le prima dracme ateniesi (con civetta ed atena sui due lati) e un forte sviluppo al settore artigianale.
Come altri tiranni Pisistrato creò una fiscalità pubblica istituendo una decima sui raccolti con cui cre nuovi edifici monumentali: il tempio di Atena sull’Acropoli e quello di Apollo nell’agorà
In politica estera fece divenire Atene molto influente in campo internazionale: dedica la sua attenzione all’Egeo Centrale e la regione dell’Ellesponto.
Atene viene così a disporre di preziose basi d’appoggio per i commerci con la regione del Mar Nero.
Assai attivo anche in campo culturale: nel suo periodo viene realizzata ad Atene la prima edizione dei poemi omerici.
Nel campo religioso vieta i culti locali controllati dalle famiglie nobiliari a favore di quelli cittadini di Atena e Dioniso per affermare l’unità della polis.
In generale il tiranno favorì la crescita della prosperià cittadina e l’incremento della popolazione urbana, meno legata ai vincoli di clientela

   
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