“Pioggia, vapore e velocità” – quadro di William Turner del 1844 – analisi opera

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"Pioggia, vapore, velocità" - quadro di Turner del 1844
“Pioggia, vapore e velocità” – quadro di Turner del 1844

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Titolo originale: Rain, Steam and Speed – The Great Western Railway

Titolo tradotto: Pioggia, vapore e velocità
Tecnica utilizzata: Dipinto ad olio
Data di realizzazione: 1844
Dove si trova: National Gallery, Londra.

Autore: Joseph Mallord William Turner

La Western Railway (GWR) è stata una della serie di costruzioni ferroviarie britanniche private create per sviluppare il nuovo mezzo di trasporto. Il soggetto del dipinto è riconosciuto come il ponte ferroviario di Maidenhead, sul fiume Tamigi fra Taplow e Maidenhead. Il punto di psservazione è a est di Londra. Il ponte è stato progettato da Isambard Kingdom Brunel e completato nel 1838. Una lepre corre lungo la pista in basso a destra del dipinto, forse a simboleggiare la velocità stessa. Alcuni pensano che questo quadro sia un riferimento ai limiti della tecnologia.

La luce nel quadro di Turner si fa carico delle teorie di Rembrandt riguardanti la luce mentre il colore è ancora una volta ispirato dalle teorie di Goethe.

Turner è affascinato dalla tecnologia, e decide di raffigurare la locomotiva più avanzata del periodo, detta “firefly Class”, nel momento in ui attraversa il ponte sul Tamigi che collega Taplow e Maidenhead.

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Analisi del quadro di Turner: Pioggia, vapore e velocità

Secondo il parere di Francesco Argangeli “In quest’opera convivono l’aspetto di “paziente, penetrante accostamento al reale”.

William Turner si presenta ancora una volta in maniera “visionaria”: Turner ha sentito l’ispirazione per comporre l’opera mentre era affacciato dal finestrino del treno in corsa, durante una giornata piovosa, metre attraversa il ponte.
Turner prende quindi ispirazione per “Pioggia, vapore e velocità” dalla realtà stessa.

Come abbiamo già detto William Turner era un ammiratore della tecnologia, cosa che riteneva piena di fascino, e sicuramente con questo quadro volle rendere un omaggio alla rivoluzione industriale in corso.

Da notare nel quadro è la ricerca, pienamente compiuta, dell’effetto “vapore” (umidità).
Turner ancora una volta è oltre i suoi tempi: è il primo pittore dell’ottocento a dipingere un treno in corsa, tema che in futuro avrà un discreto successo. L’atmosfera del quadro è quasi visionaria ed è il vero soggetto del quadro.
Turner, da romantico, riuscì nel suo intente: far emergere il sentimento della natura nel quadro.

La tecnica di Turner per “Pioggia, vapore e velocità” è stata la così-detta “pittura naturale”: Turner usò brevi pennellate cariche, molti affermano che vedendolo col naso contro la tela, sembrava quasi “dipingesse con gli occhi”.

"Vapore, pioggia, velocità" - quadro di William Turner - luce differente
“Pioggia, vapore e velocità” – quadro di William Turner – luce differente

Riportiamo inoltre nell’analisi l’opinione sui colori e la luce del quadro da francescomorante.it, sicuramente istruttiva:

In questo quadro di Turner sono ben evidenti gli elementi caratteristici della sua pittura che tanto sconvolsero i suoi contemporanei. La tela è un impasto di colori indefiniti che non danno un’immagine molto riconoscibile. Tutto si riduce ad una linea di orizzonte e a due diagonali trasversali, una a sinistra, poco evidente, che rappresenta un ponte ad arcate, una a destra, più evidente, che rappresenta un altro ponte su cui sta correndo un treno. Il resto è solo luce, còlta nelle sue differenti colorazioni, nel momento che attraversa una atmosfera densa e dinamica. L’aria, infatti, è pregna di pioggia e di vapore, come dice il titolo, ed è una presenza che diventa immagine che sovrasta il resto della visione.

Il taglio decisamente inusuale dato dalla diagonale del ponte, il dinamismo che suggerisce la velocità del treno, ma soprattutto la tecnica fatta di macchie di luce che rendono vaghi gli oggetti, rendono questo quadro uno degli esiti più sintomatici delle ricerche formali di Turner. E lo pongono come uno dei precedenti più diretti di tanta pittura della seconda metà dell’Ottocento che, dagli impressionisti in poi, abbandonerà sempre più la realistica rappresentazione di forme statiche e definite.

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