Perchè gli italiani hanno smesso di leggere? Breve articolo d’opinione

_______

Perchè gli italiani non leggono più libri

Era da tanto che non scrivevo niente di mio pugno. Voglio dire, ho sempre curato pubblicazioni di altri e scritto varie cose, ma sempre riguardanti qualcosa d’altri appunto.

Ho smesso di scrivere perchè affacciandomi all’editoria ho trovato quest’attività troppo commerciale: niente più che una ricerca di marketing per capire cosa vogliono sentirsi dire i lettori, sapere quanto venderebbe un libro rispetto a un altro, fare una rapida analisi dei costi e una corretta valutazione dell’investimento… a questo si è ridotta l’editoria oggi.

La colpa di chi può essere? Perchè ricordo al lettore che noi per la nostra natura umana abbiamo sempre bisogno di trovare un colpevole e ci sentiamo sempre meglio quanto pensiamo di averne trovato uno.

Bhe allora troviamolo, così da sentirci meglio.

Dunque anzitutto potrebbe essere colpa dei lettori, che in Italia devo ammettere non sono poi così tanti e così ben informati; cercano più che altro un tipo di intrattenimento borghese e non un modo per crescere e acquisire nuove idee. Cerchiamo un colpevole anche riguardante questo? Bhe certo viene in mente la società frenetica in cui viviamo, la necessità di trovare un posto di lavoro, mantenerlo, riuscire ad acquisire i fattori di successo sociale senza cui ci sentiamo perduti. Forse il lettore è già stanco. Non ha più voglia di leggere per imparare, sforzarsi. È faticoso. Forse è lì la trasformazione del lettore in telespettatore… ma no che dico! Un lettore dì per sè non può essere un semplice telespettatore. Direi di escludere questa motivazione. O si è lettori o si è telespettatori. Il lettore non subisce il racconto, il telespettatore sì. Il lettore è meno subordinato, più indipendente.

E allora? Di chi è la colpa? Degli scrittori che hanno perso il ruolo di comunicatori e hanno acquisito il ruolo della catena di montaggio? L’avidità degli editori che più che puntare alla crescita e alla diffusione di idee e ragionamenti nella società preferiscono il meccanismo del guadagno? Al sistema della domanda e dell’offerta? Al capitalismo? Bhe qui si cade nel ridicolo, torniamo indietro.

Si parlava della perdita di qualità nel lettore, nello scrittore, nell’editore.

Secondo una ricerca dell’istat si legge di più al nord che al sud. L’ennesima differenza fra nord e sud.

Preciso che non voglio dire che al sud ci sia meno cultura rispetto al nord perchè questo non è assolutamente vero.

Forse la causa è nel cambiamento del modello familiare, dei valori che vengono trasmessi all’intern delle mura di casa. Perchè si sa, la lettura è una cosa che si insegna fin da bambini. Spesso sono le mamme a trasmettere questa passione, che poi si trasforma in qualcosa di più.

Forse le mamme italiane hanno smesso di far leggere i figli.

Forse la televisione, che dopo la rivoluzione del boom economico è entrata nella casa di ogni italiano favorendo un modello di omologazione, ha preso il posto di quello che un tempo era la libreria.

Ma questo ragionamento mi sembra troppo pasoliniano, sempre in cerca dei mezzi con cui viene trasmesso il potere. Bhe certo con la televisione Pasolini però ha visto bene.

Torniamo però alle famiglie. Non so voi ma ricordo con quanta gioia alcuni vecchi del passato, eruditi o intellettuali, recitavano i versi imparati delle poesie e citazioni da libri.

Quanto orgoglio in ognuna delle loro frasi! Perchè far vedere la propria cultura era un mezzo per essere riconosciuti socialmente. Potevi anche abitare sotto i ponti ma sapendo Dante a memoria rimanere comunque un signore.

Secondo voi cosa ripeteremo noi da vecchi a memoria? Io sinceramente non lo so, ma credo che Dante non sarà molto presente nell’ipotetico elenco.

Ho citato il ruolo della televisione, il cambio dei valori all’interno della famiglia e della società eppure mi sono dimenticato di una cosa: internet.

Internet è come una speranza, una grandissima risorsa che se sfruttata bene potrebbe consentire a chiunque un istruzione basata da costo scarsissimo.

Pensateci: la condivisione delle informazioni è qualcosa di strepitoso ed è ostacolata solo dalle barriere linguistiche e dalla velocità di aggiornamento della rete.

Ma come diceva Pavese, “O cara speranza, quel giorno sapremo anche noi che sei la vita e sei il nulla.”

Perchè cito Pavese a questo titolo parlando del perchè la popolazione italiana non legge più libri?

Perchè nonostante esista internet, un libro vivente, incredibile, la nostra popolazione butta il proprio tempo sui social network, sui video dei gattini, sulle ultime comiche uscite.

Certo internet resta il futuro e ha aiutato tantissimo, persino con le scemenze, il diffondersi dell’inglese e dell’informatica e degli e-book. Tuttavia può essere sfruttato meglio.

Ma qui stiamo dilagando ancora una volta dalla domanda principale: perchè in Italia la popolazione legge sempre meno libri?

L’Italia è il paese della cultura, e di questo noi italiani andiamo sempre fieri. Ci vantiamo con tutti all’estero di questo nostro titolo. E poi l’italiano! La lingua più bella e musicale del mondo!

Chi conosce l’italiano e viene dall’estero può sfoggiarsi come un pavone della propria cultura.

Eppure nel paese della cultura le nostre guide ai musei sono straniere. Eppure nel paese della cultura interi musei espongono magnifici reperti guardati a vista da un personale spesso assolutamente incapace di dare spiegazioni in merito ai reperti o di mettere una didascalia, figuriamoci spiegare agli stranieri.

Ma qui stiamo ancora dilagando, stiamo evidenziando problemi troppo comuni nella cultura del nostro paese.

Torniamo allora alla domanda principale: perchè gli italiani leggono sempre di meno?

Riprendendo il discorso di prima forse una delle cause principali è che dove prima c’era la biblioteca familiare adesso sta un grande televisiore al plasma sottilissimo ultra HD.

Ricordiamoci che la lettura dei giovani è conseguenza della lettura dei genitori. Se i genitori hanno l’abitudine di leggere allora facilmente anche i giovani figli prenderanno volentieri questa abitudine.

E come mai i genitori non leggono più? Anche la crisi potrebbe essere una causa.

Però esistono le biblioteche, esiste internet.

Forse perchè gli italiani trovano leggere libri noioso. E noi tutti sappiamo quali sono i beni adatti a sostituire il bisogno di divertimento coperto da un libro.

Allora la domanda si trasforma in perchè leggere. E qui, dopo aver ricordato la famosa frase di Woody Allen “Leggo per legittima difesa”, lancio la palla al lettore.

   
_______

Altri articoli da leggere:

More Like This


Categorie


letteratura

Add a Comment

Your email address will not be published.Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Categorie




Questo sito partecipa al Programma Affiliazione Amazon Europe S.r.l., un programma di affiliazione che consente ai siti di percepire una commissione pubblicitaria pubblicizzando e fornendo link al sito Amazon.it