Operazioni con parti correlate: definizione parti correlate (diritto commerciale)

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In questo articolo parleremo in maniera breve ma precisa delle operazioni con parti correlate nel diritto commerciale. Iniziamo col citare l’articolo 2391 bis del codice civile riguardante le operazioni con parti correlate:

– Gli organi di amministrazione della società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio adottano, secondo principi generali indicati dalla Consob, regole che assicurano la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate e li rendono noti nella relazione sulla gestione; a tali fini possono farsi assistere da esperti indipendenti, in ragione della natura, del valore o delle caratteristiche dell’operazione.

– I principi di cui al primo comma (qui sopra) si applicano alle operazioni realizzate direttamente o per il tramite di società controllate e disciplinano le operazioni stesse in termini di competenza decisionale, di motivazione e di documentazione. L’organo di controllo vigila sull’osservanza delle regole adottate ai sensi del primo comma e ne riferisce nella relazione all’assemblea.

Si tratta innanzitutto di individuare quali siano le parti correlate, e successivamente di individuare quali siano le regole procedurali prescritte dalla legge per le operazioni con queste parti correlate. Il problema che il legislatore ha di nuovo in mente è quello dell’inquinamento delle decisioni, in quanto il fatto che la controparte nelle operazioni sia un soggetto correlato potrebbe determinare un’influenza sulle decisioni degli organi sociali, a scapito del perseguimento esclusivo dell’interesse sociale. Questa disciplina riguarda le società aperte, ma la questione è importante anche per le società chiuse, che fanno parte di un gruppo.

La disciplina legale contenuta in questo articolo è alquanto scarna poiché si limita a stabilire che, per le operazioni realizzate, direttamente o indirettamente tramite società controllate, l’organo amministrativo deve dettare regole che assicurino la loro trasparenza o correttezza sostanziale (la correttezza è sostanziale quando c’è corrispondenza con l’interesse sociale) e procedurale (come queste decisioni devono essere assunte), sulla base dei principi generali definiti dalla consob.

L’organo amministrativo deve inoltre rendere note tali operazioni ai soci tramite la realzione sulla gestione.

La consob ha stabilito i principi applicabili nel regolamento 17221/2010.

Le parti correlate sono:

a) I soggetti giuridici che, direttamente o indirettamente, controllano la società, sono controllati dalla società, o sono sottoposti a comune controllo con la società (il regolamento contiene una definizione di controllo autonoma);

b) Chi detiene una partecipazione nella società tale da poter esercitare su di essa un’influenza notevole, ovvero la capacità di influenzare le scelte strategiche della società (l’inflenza notevole è presunta nel caso di partecipazione che consente di esercitare almeno il 20% dei diritti di voto);

c) Chi partecipa al controllo congiunto della società;

d) Le società collegate

e) Le joint-venture a cui la società partecipa;

f) I dirigenti con responsabilità strategiche, compresi gli amministratori anche non esecutivi, nella società o della controllante;

g) Gli stretti familiari dei soggetti fin qui indicati;

h) Le entità giuridiche controllate, anche congiuntamente, dai soggetti fin qui indicati;

i) I fondi pensione per i dipendenti della società o di qualsiasi entità giuridica ad essa correlata.

Il regolamento consob contiene inoltre la definizione di “operazioni”, ovvero qualunque trasferimento di risorse, servizi, obbligazioni tra le parti correlate, indipendentemente che sia stato pattuito un corrispettivo, incluse le fusioni e le scissioni.

Il regolamento stabilisce inoltre criteri e parametri quantitativi per l’individuazione delle operazioni di minore o maggiore rilevanza, alle quali riferisce una differente disciplina.

Per le prime è sufficiente che, prima dell’approvazione dell’operazione,  vi sia l’espressione di un parere, non vincolante, da parte di un comitato di amministratori indipendenti e correlati, il cui parere è vincolante, e sancisce l’impossibilità di delega per tali operazioni (ovvero queste devono essere deliberate e compiute dal consiglio di amministrazione stesso).

   
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