Omofobia nel paese delle famiglie felici

Omofobia nel paese delle famiglie felici

Da una parte “Sveglia Italia”, dall’altra “Viva la famiglia”, gli schieramenti sono fatti, l’opinione pubblica si trova davanti ad un bivio: con chi stare?

Risulta chiaro alla sensibilità dei giovani e dei progressisti che il modo in cui i tradizionalisti guardano il mondo sia reazionario oltreché bigotto. Perché opporsi al riconoscimento dei diritti di altri esseri umani? Da come si schierano e combattono questi eserciti del signore pare che ne vadano di mezzo anche i propri… eppure non v’è giustificazione a questo contrasto incondizionato verso il progresso. La paura è l’unica spiegazione.

“Perché l’unione di due esseri umani dello stesso sesso è sbagliata” è l’obiezione più comune; eppure giusto o sbagliato che sia, che si voglia o no, in tutto il mondo, da sempre, alcuni uomini amano altri uomini e alcune donne amano altre donne. In gran parte del mondo la convivenza tra coppie dello stesso sesso è infatti regolamentata, in modo tale che tutti i cittadini, senza alcuna distinzione, possano godere degli stessi diritti.

Poi per nascondere il ribrezzo nel vedere due uomini mano nella mano ci si giustifica e ci si protegge dietro i volti angelici dei bambini, che vengono portati all’altare sacrificale dell’opinione pubblica in nome della loro purezza. “Non è normale che i bambini crescano tra le braccia di due padri o di due madri”, nella loro mente l’immagine della sacra famiglia di Betlemme e un’idea di normalità discutibile che etichetta l’unione omosessuale come anomalia e gli omosessuali come mostri.

“Chissà quale anomalie potrà presentare il frutto di un’unione simile?!”…e mentre si scervellano a delineare il probabile profilo criminale del nascituro si dimenticano che siamo tutti creature di Dio e che in due uomini o due donne che si amano non vi è nulla di strano e di anormale.

Effettivamente bisogna considerare che per un paese in cui non sono nemmeno regolamentate le unioni civili la questione delle adozioni è complicata e potrebbe risultare un passo più lungo della gamba, una grossa rivoluzione culturale e civile che potrebbe causare “traumi” all’interno della società; il ddl Cirinnà si limita certo a regolamentare le adozioni di figliastri da parte della coppia, ma c’è chi fa notare che proprio questo punto potrebbe essere sfruttato per superare il limite posto alle adozioni ricorrendo illegalmente alla gestazione per altri. E ancora una volta c’è chi teme per l’affidamento alle coppie gay considerandolo come uno dei segni premonitori dell’apocalisse.

In ogni caso opporsi senza possibilità d’obiezione alle unioni civili è un atteggiamento inammissibile, perché quando si parla di diritti la parola chiave è sempre solidarietà e perché togliere o limitare i diritti di una parte equivale a fare dei diritti dell’altra dei privilegi.

E allora vaffancu** alla democrazia.

Un pensiero di Edoardo Huez

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