Nascita ed evoluzione del processo di Rabat: origine e contenuto - Infonotizia.it


Nascita ed evoluzione del processo di Rabat: origine e contenuto



Il Processo di Rabat, vale a dire il processo euro-africano su migrazione e sviluppo, è diretto a stabilire un sistema di collaborazione e dialogo, tra paesi interessati dal fenomeno, ciò per rispondere alle sfide connesse ai flussi migratori provenienti dall’Africa occidentale.

Viene avviato nel 2006, riunisce oltre cinquanta paesi dell’Europa, dell’Africa settentrionale, occidentale e centrale, nonché la Commissione europea e la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS).Si incentra su tre pilastri, il primo è l’organizzazione dell’immigrazione regolare, il secondo la lotta a quella irregolare, il terzo viene costituito dal rafforzamento delle sinergie tra migrazione e sviluppo1.

Alla guida del Processo di Rabat vi è lo Steering Commitee. Ne fanno parte 5 paesi africani (Burkina Faso, Guinea Equatoriale, Mali, Marocco e Senegal) e 5 paesi europei (Belgio, Francia, Italia, Portogallo e Spagna), oltre all’UE e all’ECOWAS.

Suo ruolo è guidare la cooperazione fissando le modalità operative e le priorità stabilite negli incontri con tutti i paesi membri presenti. Prepara inoltre gli orientamenti politici del dialogo tra Stati, il tutto tenendo in considerazione quelle che sono le dichiarazioni dei ministri.

Di fondamentale importanza sono le Conferenze Euro-Africane sull’Immigrazione e lo Sviluppo che si tengono ogni tre anni in un paese chiave del Processo. Vi partecipano i ministri in carica dell’immigrazione e sviluppo, in tali Conferenze vengono elaborati dei programmi la cui efficacia è pluriennale. Tali incontri sono di solito preceduti da riunioni, che si tengono in paesi partecipanti al Processo, tra funzionari di alto livello ove si tracciano le linee guida del loro svolgimento.

Si possono anche tenere incontri tematici, incentrati su specifiche questioni, in tali contesti variano i rappresentanti degli Stati membri e le organizzazioni invitate a seconda di quale argomento deve essere affrontato2.

Il 25 novembre 2008, nel quadro della seconda Conferenza Euro-Africana sull’immigrazione e lo Sviluppo, viene varato un programma triennale che dal 2009 al 2011. In conformità al Processo di Rabat, tale programma verte su come favorire l’immigrazione legale, combattere quella illegale e cercare di favorire la sinergia tra sviluppo e migrazioni.

In ordine all’applicazione del primo punto si cerca di favorire accordi tra paesi di destinazione e partenza dei migranti, ciò in base a quelle che sono le esigenze del mercato del lavoro dei primi. Ciò in un quadro di rafforzamento della cooperazione istituzionale tra tali paesi.

La collaborazione riguarda anche la lotta all’immigrazione irregolare, vale a dire il secondo punto, ciò con la definizione di un approccio comune che preveda un ruolo anche per la UE. In tale punto viene prevista la lotta alla falsificazione dei documenti, il controllo delle frontiere e l’espletamento dei rimpatri volontari.

Per quanto riguarda il terzo punto, va ricordato l’impegno a facilitare il collegamento tra migranti e paesi d’origine nell’inviare le rimesse e, contemporaneamente, la creazione di strutture tramite le quali i migranti possono concretamente aiutare i paesi d’origine. Il tutto nel quadro dei programmi di sviluppo varati all’interno del Processo di Rabat3.

Il 23 novembre del 2011, i ministri e i rappresentanti dei paesi che aderiscono al Processo di Rabat si sono incontrati a Dakar. Qui hanno elaborato la Strategia di Dakar, la sua applicazione va dal 2012 al 2014 e viene incentrata su cinque principi.

Il primo di questi fa riferimento al dialogo operativo, il secondo si incentra su un approccio flessibile e bilanciato, il terzo indica l’esigenza di tenere il dialogo a tutti i livelli, il quarto la collaborazione tra paesi membri, quest’ultimi, secondo il quinto principio, devono suddividersi le responsabilità.

Tutto ciò con l’obbiettivo di assicurare una migliore applicazione del Processo di Rabat. Gli stessi Stati nazionali, sempre in conformità alla Strategia di Dakar, si impegnano ad attuare i contenuti del Processo di Rabat nell’ambito delle proprie politiche nazionali4.

Al fine di assicurare un’efficiente applicazione del Processo di Dakar, il 6 giugno 2012, si sono incontrati a Madrid 80 delegazioni in rappresentanza di altrettanti paesi. Incontri analoghi, tanto per quanto riguarda i partecipanti come per gli obbiettivi, si sono poi succeduti nel tempo5.

Il 27 novembre del 2014, nel corso della IV° Conferenza Ministeriale euro-africana su migrazione e sviluppo, rientrante sempre nell’ambito del Processo di Rabat, viene adottata la Dichiarazione di Roma. Tale Dichiarazione prevede un programma di lavoro che va dal 2015 al 2017. Opera in materia di migrazione legale, ciò cercando di rafforzare la collaborazione tra istituzioni dei paesi di partenza e di arrivo dell’immigrazione con la finalità di far incontrare domanda e offerta di posti di lavoro. Questo facendo particolare attenzione al rispetto dei diritti dei migranti.

La medesima Dichiarazione si prefigge altresì l’obbiettivo di favorire il carattere positivo delle migrazioni, tanto nei paesi di partenza come in quelli di destinazione. Questo favorendo la creazione di programmi di formazione destinati specificatamente ai migranti.

La medesima Dichiarazione di Roma si occupa altresì di coloro che beneficiano della protezione internazionale, si prefigge di migliorare l’assistenza di cui usufruiscono sul piano materiale ma, contemporaneamente, cerca di assicurare anche un miglioramento della tutela fornita dalla legislazione vigente6.

Il 2 maggio del 2018, la V° Conferenza Ministeriale euro-africana su migrazione e sviluppo tenutasi a Marrakech, ha stabilito il Programma per il periodo 2018-2020. Sono stati ripresi i vari punti contenuti nel Programma di Roma e ne è stata prevista la loro applicazione in futuro7. Particolare attenzione viene dedicata ad assicurare la coordinazione di tale Programma con il piano d’azione varato nel vertice tra paesi europei e paesi africani, tenutosi a La Valletta del 2015, incentrato sull’immigrazione8.

Nella citata Conferenza di Marrakesch particolare attenzione è stata riservata al rispetto dei diritti umani, alla tutela dei più deboli e, più in generale, alla lotta al razzismo. Sempre in tale sede è stato sancito un principio molto importante, vale a dire il concepire l’immigrazione come un fenomeno positivo e che produce inevitabilmente aspetti benefici su tutto lo sviluppo globale. Il governo ungherese, noto per la sua ostilità in quel momento riferita al fenomeno migratorio, si è rifiutato di firmare tale dichiarazione9.

Alcuni osservatori hanno notato che, in futuro, altri paesi UE si potrebbero associare alla politica ungherese di netta chiusura rispetto ai fenomeni migratori, anche in ordine alle dichiarazioni di principio, come si è appena visto. Tutto ciò rende piuttosto incerto il futuro di una politica migratoria condivisa dai vari paesi membri dell’Unione, ciò ovviamente riguarda anche il Processo di Rabat10.

Basti pensare a tal riguardo che la Dichiarazione della Conferenza di Marrakech non è stata sottoscritta da Italia, Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Lettonia, Slovacchia e Polonia. Alcuni di questi paesi, proprio per dimostrare l’assoluta lontananza dai principi generali di quella Conferenza, si sono rifiutati di inviare loro rappresentanti in quella sede.

All’interno del Processo di Rabat si sta attualmente, a livello di studio, focalizzando l’attenzione sulle permanenti disuguaglianze sociali dei paesi dei emigrazione che, nella decisione di abbandonare i proprio paese, avrebbero un peso determinante. Probabilmente l’orientamento futuro del Processo di Rabat sarà il combattere tali disuguaglianze sociali, spesso causate da ragioni culturali, tutto questo con la finalità di cercare di eliminare motivazioni delle migrazioni alla radice11.

I paesi aderenti al Processo di Rabat hanno adottato un programma di cooperazione intergovernativo per il periodo 2018-2020, in tale ambito si è tenuta una riunione tra rappresentanti dei paesi membri il 12 e il 13 febbraio 2019 a Ouagadougou.

Qui sono stati stabiliti 4 punti programmatici fondamentali, sono conformi a quanto disposto nella Conferenza di Marrakech. Il primo riguarda la diffusione dei benefici dell’immigrazione, in ordine a tale punto il Mali è stato incaricato di prendere misure concrete in collaborazione con i vari paesi interessati. Il secondo punto si incentra sul diritto d’asilo, si cerca di tutelarlo con la promozione Comprehensive Refugee Response Framework dell’ONU che si occupa di tale argomento. Il terzo è la lotta all’immigrazione irregolare, qui si è deciso di incentivare la collaborazione con le organizzazioni regionali, ad esempio l’ECOWAS. Il quarto punto è la riammissione, la si vuole rendere più agevole collaborando con le autorità dei vari enti locali.


Autore: Armando Donninelli


*Informazioni sull’autore:

Armando Donninelli è laureato in giurisprudenza e sta conseguendo un dottorato all’Università Rovira i Virgili di Tarragona, in Spagna. Oggetto della sua tesi è l’azione della UE dinnanzi la crisi dell’immigrazione nel Mediterraneo e, più in generale, la sua area di interesse è costituita dalla politica estera della UE, in particolare nei confronti delle aree geografiche meno sviluppate.

*Le informazioni sono relative al presente anno di pubblicazione (2019) e potrebbero non essere aggiornate riguardo alle novità accademiche dell’autore.



FONTI

1 Segreteria di Stato della migrazione SEM. (2016, 25 maggio). Processo di Rabat Consultato il 20 agosto 2019 da <https://www.sem.admin.ch/sem/it/home/internationales/internat-zusarbeit/multilateral/regio-migdialoge/rabat-prozess.html>

2 IOM. (2018). A decade of dialogue. Consultato il 20 agosto 2019 da <https://www.rabat-process.org/images/RabatProcess/Documents/10-years-Rabat-Process-anniversary-publication-2015_web.pdf>

3 ISS Resource Centre. (2008, 27 novembre). Deuxième conference ministèrielle euro-africane sur la migration et le development. Consultato il 20 agosto 2019 da <https://www.rabat-process.org/images/RabatProcess/Documents/declaration-conference-ministerielle-paris-2008-processus-rabat.pdf.pdf>

4 Centre for Migration Policy Development. (2012, 6 giugno). The Rabat Process. The Dakar Stategy & the Way Forvard. Consultato il 21 agosto 2019 da <https://www.icmpd.org/newsletter-section/newsletter/icmpd-newsletter-issue-22012/the-rabat-process-the-dakar-strategy-the-way-forward/>

5 ICMPD. (2019). Events. Consultato il 21 agosto 2019 da <https://www.icmpd.org/our-work/migration-dialogues/rabat-process/events>

6 Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea. (2014, 27 novembre). Processo di Rabat: la Dichiarazione di Roma. Consultato il 21 agosto 2019 da <italia2014.eu/it/news/post/novembre/processo-di-rabat-la-dichiarazione-di-roma/>

7 Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. (2018, 2 maggio). Undersecretary of State Amendola at the 5th Rabat Process Conference. Consultato il 22 agosto 2019 da <https://www.esteri.it/mae/en/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/2018/05/il-sottosegretario-amendola-a-rabat-per-la-5-conferenza-del-processo-di-rabat.html>

8 Rabat Process. (2018). Multi-annual cooperation programme 2018-2020: Marrakesch action plan. Consultato il 22 agosto 2019 da <https://www.rabat-process.org/en/about/rabat-process/334-cooperation-programme-20182020>

9 Askanews. (2018, 2 maggio). Ungheria non firma dichiarazione euro-africana sui migranti. Consultato il 22 agosto 2019 da <http://www.askanews.it/esteri/2018/05/02/ungheria-non-firma-dichiarazione-euro-africana-sui-migranti-pn_20180502_00210/>

10 Gatti, Mauro. (2018, 20 febbraio). Too much unity in the European Union’s External Migration Policy? Consultato il 23 agosto 2019 da <http://eumigrationlawblog.eu/too-much-unity-in-the-european-unions-external-migration-policy/>

11 Ronchin, Francesca. (2018, 10 dicembre). Global Compact, tutti i dubbi dei paesi che Hanno detto no al documento ONU. Consultato il 23 agosto 2019 da < https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/12/10/global-compact-tutti-i-dubbi-dei-paesi-che-hanno-detto-no-al-documento-onu/4826092/ >

Schrogl, Bernhard. (2019, 19 giugno). Project news: ICMPD expert panel at the 2019 European Development days. Consultato il 23 agosto 2019 da <https://www.icmpd.org/news-centre/news-detail/project-news-icmpd-expert-panel-at-the-2019-european-development-days/>

12. Rabat Process. (2019, 13 febbraio). Senior Officials Meeting. Consultato il 24 agosto 2019 da <https://www.rabat-process.org/images/OuagaSOM/EN_Conclusions_Ouagadougou_SOM.pdf>

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